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pubblicato il 17 febbraio 2009

Mazda MX-5 Facelift

Quando tradizione e divertimento fanno rima con... Jinba Ittai!

Mazda MX-5 Facelift
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Il rispetto delle tradizioni, la continua ricerca della perfezione in ogni dettaglio ed un morboso attaccamento ai propri "miti". La cultura giapponese sembra inattaccabile sotto questi punti di vista e, specie nel settore dell'auto, non perde occasione di dimostrarlo, come nel caso della Mazda MX-5 Facelift. Anche se ha da poco compiuto 20 anni le sue peculiarità sono rimaste immutate, di certo migliorate grazie al progresso tecnologico, ma integralmente fedeli al Jinba Ittai (simbiosi perfetta tra uomo e macchina), una filosofia che ha contribuito a renderla la vettura sportiva a due posti più venduta al mondo, con oltre 850.000 unità immatricolate dal 1989.

DESIGN PIU' AGGRESSIVO
Nulla è stato stravolto rispetto alla versione del 2006, anche se in alcuni dettagli la MX-5 Facelift si presenta con una personalità ancora più spiccata, sia sulla classica versione Soft Top con capote in tela, sia sulla più recente Roadster Coupè con tetto rigido. Il nuovo paraurti anteriore risulta più aggressivo e maggiormente efficiente a livello aerodinamico e, con un'estetica che strizza l'occhio alla intrigante RX-8, incorpora ora la tipica griglia a cinque punte di Mazda, incorniciata da fari anteriori di nuova concezione. I muscolosi passaruota continuano a dominare la vista laterale, mentre al posteriore il paraurti è ora integrato nella carrozzeria ed i gruppi ottici dalla tipica forma ad "U" sono stati aggiornati. MX-5 Facelift è disponibile in sette colori della carrozzeria, compresi due nuovi colori: Aluminium Metallic e Metropolitan Grey Mica.

ABITACOLO: MINIMALE CON STILE
Molti aggiornamenti, generazione dopo generazione, si avvertono proprio qui nell'abitacolo che, anche su questa MX-5 Facelift, risulta essere ben congeniato e adeguato al carattere sportivo di questa Roadster. Rispetto alla terza generazione di MX-5 le differenze riguardano alcuni dettagli, come materiali utilizzati ed equipaggiamenti di bordo. Tra gli aggiornamenti interni segnaliamo il pannello ornamentale trasversale sul cruscotto che è passato dal colore piano black all'argento scuro, la grafica della strumentazione che ora è stata posizionata più lateralmente, mentre il display del computer di bordo, disposto al di sotto del gruppo comandi centrale, è ora un LCD a retroilluminazione di colore rosso. I sedili sono stati modificati: maggiormente profilati, riescono a contenere meglio il corpo del conducente, specie in curva.

MECCANICA: POTENZA E SOUND OK!
Motore anteriore centrale, trazione posteriore ed una distribuzione dei pesi (50:50). Con queste caratteristiche e con una massa che, a seconda della motorizzazione, rimane comunque inferiore ai 1.100 kg, non sono davvero necessarie potenze "stellari" per godere di un sano e irrinunciabile piacere di guida.
Sia per la Soft Top che per la Roadster Coupè, sono due le motorizzazioni a benzina disponibili: MZR da 1,8 litri ed MZR da 2 litri. Nel primo caso troviamo la stessa unità della precedente versione (abbinata ad un cambio manuale a cinque rapporti) capace di erogare la potenza di 126 CV e 167 Nm di coppia a 4.500 giri/min.. Il motore MZR da 1,8 litri consuma 7,0 litri di carburante ogni 100 km (4% in meno rispetto a prima) ed emette 167 g/km di CO2.
Più prestazionale e, per molti amanti del genere, più adeguato al carattere vivace della vettura, il 2 litri MZR che eroga sempre 160 CV di potenza massima ed una coppia di 188 Nm, con un allungo che guadagna in questa versione 500 giri per un massimo regime di 7.500 giri. Il cambio è manuale a cinque o sei rapporti, oppure automatico/sequenziale a 6 marce. Le prestazioni del cambio manuale a sei rapporti sono state leggermente migliorate, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi (Soft Top) ed una velocità massima di 218 km/h (Roadster Coupé). In abbinamento alla trasmissione manuale a 6 rapporti, la Mazda MX-5 Soft Top MZR 2.0 consuma 7,6 litri di carburante ogni 100 km (7% in meno rispetto a prima) ed emette 181 g/km di CO2.
Gli aggiornamenti principali di questo propulsore hanno riguardato l'introduzione di un albero motore forgiato oltre a nuovi pistoni completamente flottanti con spinotti modificati. Anche sotto l'aspetto del sound i tecnici giapponesi hanno lavorato per offrire ai propri clienti l'adeguato feedback da parte dell'impianto di scarico, modificando la camera di risonanza e i condotti di aspirazione. Per il motore benzina da 2,0 litri con cambio manuale a sei rapporti è stato inoltre adottato un Amplificatore del Rumore di Aspirazione (ISE), per un suono ancora più coinvolgente, soprattutto a capote aperta.

EQUIPAGGIAMENTO
Come per la precedente versione, la dotazione di sicurezza è molto completa. Sulla MX-5 Facelift troviamo infatti il Controllo Dinamico della Stabilità (DSC) ed il Sistema di Controllo della Trazione (TCS) di serie, oltre ad accessori come il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici. Tra gli elementi più sfiziosi dell'equipaggiamento ci sono gli avvolgenti sedili sportivi Recaro riscaldati e regolabili in altezza dal lato conducente, la nuova presa AUX nella parte inferiore della consolle centrale per la connessione del lettore MP3, il Cruise control, l'impianto stereo Bose e il sistema Bluetooth.

PRIMO CONTATTO
Quale miglior palcoscenico di prova per una roadster se non la impareggiabile Costiera Amalfitana? Se non fosse stato per una fastidiosissima pioggia intervenuta puntuale a rovinare l'atmosfera, il binomio strada-MX-5 sarebbe stato perfetto. Essendo le novità più importanti concentrate proprio sulla 2.0 da 160 CV è su questa che abbiamo focalizzato la nostra attenzione, sia in abbinamento al cambio manuale a 6 rapporti che con quello automatico, rispettivamente in versione Soft Top che Roadster Coupè. In entrambi i casi siamo rimasti favorevolmente colpiti nel saggiare che, dopo tanti anni, l'auto continua ad essere "pura", non contaminata da accessori o sistemi che ne minerebbero il DNA. Il divertimento è rimasto quello originale anche se, con limiti di tenuta più elevati e con reazioni molto più progressive e controllabili. Non è certo sull'amalfitana che abbiamo potuto verificare tutto ciò, ma una volta raggiunto il percorso più adeguato è stato un piacere verificare il rinnovato sound della vettura - più impetuoso, naturalemente, in configurazione Soft Top - così come, specie con asfalto viscido, il Differenziale a Slittamento Limitato (LSD) ha svolto egregiamente il suo compito. Più che adeguato il 2 litri da 160 CV che, specie se abbinato al manuale a 6 rapporti, tira fuori la vera anima della MX-5: regolare nell'erogazione e con un bell'allungo (fino a 7.500 giri), non può essere definito un mostro di potenza, ma fa indubbiamente divertire, sempre. Se poi si disinseriscono i controlli elettronici, manico ed esperienza devo essere accessori di serie a bordo di MX-5 visto che le reazioni sono da sportivetta pura. Più confortevole e lievemente più silenziosa la Roadster Coupè, che si rivolge ad un pubblico meno "purista", che ancora fatica ad abbandonare la "lamiera" sopra la testa. Anche il cambio automatico/sequenziale a 6 rapporti (optional) risulta in linea con la Coupè: se la precisa trasmissione manuale chiude il cerchio delle emozioni, l'automatico si rivela più improntato al comfort e meno "Zoom Zoom" di quello che in realtà la mitica MX-5 meriterebbe.

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Tag: Novità , Mazda


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