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Motorsport

pubblicato il 28 marzo 2009

Corse e portafoglio

Si può correre, oggi, con poco?

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Il concetto di "poco", in relazione ad un budget per predere parte a delle competizioni motoristiche, è sempre soggettivo e, nella maggior parte dei casi, si riferisce a cifre non popolari. Per onestà intellettuale dovremmo iniziare con un antipatico "astenersi sognatori" il che si contrappone ad un implicito invito a fare due conti con se stessi, con le proprie tasche e con la propensione a sacrificare qualcosa (o molto) per qualcos'altro.
Ciò premesso domandiamoci realisticamente se nell'anno 2009, si può ancora correre disponendo di fondi limitati. La risposta può essere, a nostro modesto avviso, positiva, ma a patto di non aspirare a fare di questa passione una professione e di scindere passione e competizione da ogni spirito edonistico. Nessun contorno di Hospitalities più o meno lussuose e soggiorni in alberghi di un certo tipo per intenderci. In altre parole meno si ha e più si deve puntare all'essenziale, ragionamento ovvio ma non scontato in una società che fa dell'apparire uno dei suoi must.

L'OFFERTA
Se il problema di noi appassionati é quello di dare libero sfogo alla passione per la velocità in maniera intelligente, ragionevolmente sicura e relativamente economica, occorre saper individuare i prodotti giusti per le nostre tasche. Chi non é addetto ai lavori o non é del tutto aggiornato, rimarrà sorpreso nell'apprendere che in Italia ogni anno si disputano decine di Campionati che vanno dalla Velocità in circuito a quella in salita, dai Campionati rallyies a quelli Off Road fino a quelli di karting. Nell'ambito di ciascuna di queste competizioni esistono varie categorie (Turismo, GT, Sport, Vetture Storiche), ognuna delle quali viene suddivisa in raggruppamenti e/o classi e/o periodi, riferiti questi ultimi a vetture in produzione, fuori produzione o storiche. A questo genere di gare, che per loro natura risultano piuttosto onerose in termini di spese di acquisto, preparazione e gestione del mezzo oppure di noleggio dello stesso, si sommano varie competizioni monomarca (per la maggior parte organizzate e sponsorizzate dalle stesse Case Costruttrici o dalle loro Filiali nazionali).

ANDIAMO ALL'ESSENZA
Visti i costi obbiettivamente elevati, escludiamo dal nostro esame i vari campionati nazionali, quelli per intenderci che danno diritto al vincitore di fregiarsi del titolo di Campione nazionale dell'anno X nella categoria Y e puntiamo l'attenzione sui Campionati Monomarca che tuttavia in alcuni casi limite - vedi i Challenge Ferrari e la Porsche Cup, tanto per citare i più blasé - hanno una tale risonanza da far concorrenza ai Campionati nazionali tradizionali. I "Monomarca" coprono ogni specialità possibile: dal go-kart al Tout Terrain; dalla velocità in pista alle corse in salita. Possono essere disputati solo fra vetture monotipo (e monopreparazione); ovvero possono essere disputati al volante di una vettura di una certa marca e di un certo tipo che corre nell'ambito di un più vasto Campionato nazionale, prendendo punti per il trofeo Monomarca. In questo modo il settimo di categoria, ad esempio, può essere il primo del Monomarca "X". I costi di partecipazione ad un Monomarca variano, secondo AutoSprint, dai 220.000 euro per una stagione in Ferrari 430 (escluso il valore di acquisto della vettura "kittata" circa 227.000 euro...) ai 900 euro di noleggio a gara per un go-kart (categoria Champion kart). In tale ambito vi sono alcune categorie dal costo piuttosto contenuto; volendo stare con i piedi per terra abbiamo quantificato una possibilità annua di spesa di 30.000 euro, il che ha automaticamente escluso i campionati rallyes e Tout Terrain limitando la scelta alla sola pista. Nell'ambito di questi parametri vedremo come sia possibile spendere anche qualcosa di meno del tetto prefissato

SINO A 20.000 EURO A STAGIONE
Il Trofeo Alfa 33 Club è un campionato concepito a Magione e sinora disputato solamente su quel circuito. Visto il successo, il numero delle gare 2009 é stato portato a 10, 7 delle quali sul circuito di Magione e le altre tre su altri autodromi al momento non ancora definiti. Tre i punti-cardine: l'auto, una Alfa Romeo 33 ormai fuori produzione da circa 15 anni e recuperabile anche presso qualche demolitore, la limitatissima preparazione tecnica (100 CV la potenza), la posizione dell'autodromo di Magione, centrale rispetto al resto dell'Italia. I costi: quello dell'Alfa 33 (1,3 litri, 2 ruote motrici) compreso fra i 2 ed i 5.000 euro, l'iscrizione al campionato costa 1.200 euro mentre quella per la singola gara 360 euro. Quindi, tenendoci un pò larghi , abbiamo 5.000 + 1.200 + 360 x 10 = 9.800 ai quali si aggiungono trasferte, gomme (ognitempo quindi di serie) e manutenzione (talvolta viziata dall'anzianità delle vetture); rimangono 10.200 euro = circa 1000 euro a gara; con molto spirito di sacrificio e alberghi non certo a 5 stelle si può fare...a patto di non essere abbonati ad incidenti e rotture meccaniche.

Con la Predator's 600 abbiamo di fronte una vera e propria auto da competizione, una monoposto essenziale (peso: circa 500 kg; motore Honda 4 cilindri 600 cc.con 125 CV; rapporto peso/potenza 4 Kg/CV) dotata di prestazioni interessanti, quindi, amplificate dal baricentro basso e dalle dimensioni contenute. Un'auto usata costa circa 10.000 euro ai quali occorrerà aggiungerne altri 8-10.000 per gestirla, come sottolinea il titoletto, in autonomia; se si vuole dare al discorso un impronta maggiormente professionale, i costi lieviteranno verso i 30.000 euro a stagione e di questo troveremo più avanti ragione; va comunque evidenziato che la stampa specializzata ospita offerte, formulate direttamente dal Costruttore, relative a Predators PC008 da 0,6 a 1 litro di cilindrata, a partire da 5.000 euro. L'auto può essere convertita in poco tempo e con spese contenute da ruote scoperte in carrozzeria chiusa il che permette di partecipare agli Slalom CSAI che altro non sono se non gare in salita con percorsi parzializzati da chicanes artificiali. Tali competizioni si possono affrontare anche montando motori di maggiore potenza come ad esempio il Suzuki da 1 litro di cilindrata e ben 182 CV il che però porta a costi totalmente diversi. Completiamo il discorso "Predator's" sottolineando che, nell'ambito di una spesa tutto sommato limitata, si può affrontare una stagione in modo simil-professionale sia per l'auto (pur sempre una monoposto) e sia per la formula "tutto compreso" connessa al noleggio che, a fronte di un costo di 20.000 euro a stagione, sembra escludere solamente le spese di trasferta personali. Chi decide in tal senso viaggia leggero e trova auto, tendone, bisarca e meccanici direttamente in pista: non é una sensazione da poco. Per disputare le 7 gare, ipotizzando 800/1000 euro a trasferta si arriva a circa 27.000 euro per una stagione completa. Per le spese in caso di rotture meccaniche o incidenti controllare - coperture assicurative a parte - con l'organizzatore.

SINO A 30.000 EURO A STAGIONE
Il Trofeo Barchetta Sport si disputa sempre a Magione, circuito a cui si debbono i natali di questo Trofeo, riservato alle simpatiche Fiat Barchetta. Di diversa potenza (130 CV) rispetto alle "33", centralina a sorteggio e kit fornito dagli organizzatori; la vettura aperta e l'eliminazione del parabrezza, danno al pilota sensazioni d'antan.Di vetture allo sfascio non se ne trovano molte in quanto le "barchetta" godono, ancor oggi, di grande popolarità ed il costo d'acquisto inevitabilmente ne risente (circa 8.000 euro); l'iscrizione al campionato costa 1.800 euro e alla singola gara 360 (x 10 = 3.600); arriviamo così a 13.400 euro ai quali aggiungere spese di gestione quantificabili in circa 1.500 euro x 10 gare = 15.000 euro il che fa costare una stagione completa 28.400 euro . Come al solito ci sarà sempre chi spenderà di più ma c'é anche chi spende meno; va comunque ricordato che se non si incappa in incidenti e se si conservano parabrezza, interni e paraurti, a fine campionato si può riconvertire la vettura a "stradale" ricavandone - vista la domanda - qualcosa.

La C1 CUP si corre con le Citroen da un 1 litro di cilindrata, 90 CV, dal peso di circa 800 kg e dura 8 gare che si svolgono in pista. La vettura costa, già preparata e ormai solo usata, circa 7.000 euro; l'iscrizione al Campionato vale 600 euro ed il budget a gara viene indicato in 2.500 euro x 8 = 20.000 per un totale di circa 28.000 euro, come il Trofeo Barchetta. A questo punto é solo questione di gusti.

Infine consentiteci un "pensierino della sera": sfogarsi in questo modo, se solo se ne ha appena appena la possibilità, farebbe forse evitare qualche follia da sabato sera. Inoltre, l'adrenalina di una vera e sana competizione, oltretutto svolta in condizioni di sicurezza ben diverse rispetto a quelle di qualsiasi strada aperta al traffico alle tre del mattino, é superiore e più durevole rispetto a quella di qualsiasi bravata post discoteca e le potenziali conseguenze sono nettamente differenti.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport


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