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Attualità

pubblicato il 27 febbraio 2009

Motorizzazione civile e P.R.A.

Gemelli siamesi?

Motorizzazione civile e P.R.A.

Motorizzazione e PRA svolgono compiti che in altre nazioni sono accentrati in una sola funzione. Ne è riprova il fatto che entrambi ricorrono all'A.N.V. (Archivio Nazionale Veicoli) per ottenere i dati necessari alle attività di rispettiva pertinenza.

Negli anni si é più volte infruttuosamente cercato di porre fine a tale anomala duplicazione; ultima iniziativa in ordine di tempo é stata il cosiddetto pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni (Decreto Legge 7 del 31 gennaio 2007 convertito in Legge 40 del 2 aprile 2007) che prevedeva, fra l'altro, l'abolizione del PRA, Pubblico Registro Automobilistico, istituito nell'ormai lontano 1926, epoca nella quale il costo delle auto - in rapporto al salario medio - era tale da dover porre ipoteca sul bene acquistato.

In Italia abbiamo quindi da una parte il Registro della Motorizzazione Civile che sin dalla sua costituzione ha curato l'immatricolazione dei veicoli rilasciando il libretto di circolazione e la targa dell'auto e dall'altra il P.R.A. che annotava la registrazione della proprietà dei veicoli considerati "beni mobili registrati" e quindi oggetto di "ipoteca" (l'auto - benché intestata all'acquirente - restava "di proprietà" del venditore sin tanto che questi non attestava l'avvenuto, totale pagamento che, registrato sul "foglio complementare", liberava il bene dal vincolo ipotecario).
Nelle intenzioni del Legislatore il Decreto Bersani avrebbe dovuto abrogare le disposizioni riguardanti i beni mobili registrati eliminando il cosiddetto "Certificato di proprietà", e facendo venir meno, di fatto, la ragion d'essere dello stesso P.R.A.

Usiamo il condizionale in quanto - nella specifica misura - tale Decreto è rimasto lettera morta e in molti continuano a chiedersi quale sia la logica che tutt'ora inibisce il superamento di tale divisione di competenze che il buon senso vorrebbe accentrate, per semplificazione operativo-burocratica e contenimento dei costi, in una sola funzione. E' opportuno ricordare, a proposito di costi, che nel 2006 il totale di bilancio della Motorizzazione Civile corrispondeva ad euro 332 milioni circa mentre le entrate dell'ACI ammontavano a circa 352 milioni 223 dei quali costituiti da diritti esatti dal P.R.A.

Questa duplicazione è stata nel tempo oggetto di svariate iniziative avverse quali, ad esempio: una richiesta di referendum popolare accolta dall'Ufficio Centrale per i Referendum nel dicembre 1996 e respinta dalla Cassazione nel successivo gennaio '97 essenzialmente per vizi di forma; il progetto di Legge 1330/2003, rimasto - appunto - progetto; la stessa Legge Bersani, ancora inapplicata nella parte della quale stiamo trattando.

I fatti si commentano da soli.

Autore: Giovanni Notaro

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