dalla Home

Mercato

pubblicato il 10 febbraio 2009

Bob Lutz lascia dopo 46 anni

Il “nonno dell’auto americana” andrà in pensione alla fine dell'anno

Bob Lutz lascia dopo 46 anni

Robert A. Lutz, Bob per gli amici, andrà in pensione alla fine del 2009. Se il suo nome non vi dice nulla, vi spieghiamo noi chi è e cosa ha rappresentato Bob Lutz per il mondo dell'automobile ora che da vice presidente della General Motors e responsabile globale per lo sviluppo prodotto lascerà il suo posto a Tom Stephens, già responsabile per lo sviluppo motori e per la qualità dei prodotti GM a livello globale. A Lutz rimarrà un ruolo di senior advisor, ovvero di senatore pronto a dare consigli anche se, conoscendone il carattere, è difficile immaginarlo nel ruolo di comparsa, anche a 77 anni, età che il canuto manager raggiungerà il 12 febbraio prossimo con 46 anni passati nel mondo dell'automobile, sempre da protagonista.

Svizzero di nascita (come del resto Louis Chevrolet, fondatore dell'omonima Casa del Gruppo), Lutz è un uomo che ha vissuto tra gli aerei e le automobili. È stato infatti capitano aviatore nei Marines e possiede ancora adesso diversi velivoli, tra aerei ed elicotteri, ivi compreso un caccia militare sul quale - si dice - ami ancora farsi qualche giro. Un tipo sportivo, loquace, che ama scherzare e chiacchierare anche se lo incontri per i corridoi dei Saloni (nella foto è all'ultimo Salone di Detroit). Non si è mai tirato indietro alle domande dei giornalisti e, se doveva dirla, non l'hai mai mandata a dire come quando disse che la questione del riscaldamento globale è un mucchio di... fango. Per spiegarsi a volte prende il primo pezzo di carta che trova e sopra vi disegna una vettura, un particolare, un grafico. Negli occhi, sempre la stessa passione e in quel sorriso l'aria da nonno eroe che ha sempre una caramella in tasca e una storia da raccontare per i nipoti, con quella voce roca e sfiatata che, per chi l'ha conosciuto, si riconosce tra un milione.

Insomma, una persona semplice che lascia nel momento più difficile il suo mondo e l'azienda nella quale ha trascorso la maggior parte della sua carriera, prima in GM Europa dal 1973 al 1981 e poi dal 2001 in poi. Lutz ha anche speso 12 anni in Ford dal 1974 al 1986 uscendovi per andare in Chrysler fino al 1998 trascorrendo anche qui una dozzina di anni e approvando modelli come la Viper, la PT Cruiser e l'ancor più estrema Plymouth Prowler. Nel suo portafoglio di avventure ci sono anche tre anni in BMW dal 1971 al 1974 in Germania dove è tornato nei primi anni '80 come amministratore delegato della Ford Europe.

Come fa una personalità del genere ad andare in pensione? Veramente lo faceva già, visto che, formalmente, lo è dal 2000. Nel blog di General Motors il suo ultimo post ha il seguente titolo: "Non vi siete ancora sbarazzati di me". "Lascio - dice Lutz - sapendo che la filosofia della ricerca dell'assoluta eccellenza del prodotto è ora fermamente permeata nell'organizzazione. Questo fatto incontrovertibile ha reso una decisione molto difficile per me più facile". E parlando della sua ultima creatura, la Chevrolet Volt dice: "Ci sono state speculazioni che io sarei restato fino al debutto della Volt il prossimo anno. Quando mi ritirerò davvero alla fine di quest'anno il programma sarà ben avviato verso il lancio e sentirò lo stesso senso di orgoglio che l'intero team di sviluppo sentirà quando le prime usciranno in silenzio dalla linea di produzione". Così ha concluso "il padre" della Volt e il "nonno dell'automobile americana".

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , General Motors


Top