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pubblicato il 9 febbraio 2009

"Il piano anti-crisi discrimina il GPL"

Assogasliquidi avverte e chiede un intervento del governo

"Il piano anti-crisi discrimina il GPL"

Il pacchetto di incentivi 2009 appena varato dal governo introdurrebbe una separazione legale in quella che è sempre stata considerata "la famiglia dei carburanti a basso impatto ambientale". Secondo l'associazione di categoria, Assogasliquidi, ci sarebbe una discriminazione del GPL rispetto al metano circa le agevolazioni concesse.

Per l'acquisto di auto nuove il governo ha confermato gli incentivi per il GPL: un'auto a GPL gode di un contributo di 1.500 euro, ai quali si possono aggiungere i 1.500 euro previsti per la rottamazione e i 500 euro della scorsa finanziaria. Per la trasformazione, sono stati aumentati gli importi unitari degli incentivi destinati a chi converte a GPL o a metano il proprio autoveicolo: il contributo per il GPL è passato da 350 a 500 euro e per il metano da 500 a 650 euro (per il maggior costo dell'impianto).

A queste agevolazioni si aggiunge un "bonus" di 1.500 euro riservato a quei veicoli che emettono meno di 120 gr/km di CO2 e destinato ai soli veicoli a metano, elettrici e a idrogeno, mentre quelli a GPL sono stati esclusi. Assogasliquidi si è chiesta il perché e in una comunicazione ufficiale ha commentato: "Capiamo per l'elettrico e l'idrogeno, per i quali, tra l'altro, non c'era neanche bisogno di fissare un limite alla CO2, in quanto ad emissioni zero, ma perché al metano sì e al GPL no? Perché una Panda a GPL che emette 116 gr/km di CO2 non ne gode e la stessa vettura a metano che emette 114 gr/km ne gode?"

L'Associazione ha provato a trovare una risposta vagliando alcune ipotesi, che poi ha scartato in toto. Non si tratterebbe di una questione di sicurezza energetica, né di un efficiente bilancio energetico nazionale, perché, mentre "fino a ieri temevamo che non arrivasse più metano per le nostre case e per le nostre industrie, si registra un esubero di produzione di 400.000 tonnellate di GPL di produzione nazionale, che nel 2.000 servivano a coprire i consumi di 400 mila utenti di GPL in più rispetto a quelli attuali e che invece oggi vengono esportati. Inoltre, vale la pena ricordare che al di là del nome Gas di Petrolio Liquefatto, il GPL ha una duplice origine: il 60% dei consumi nazionali di GPL, in tutti i suoi usi, sono di derivazione naturale, quale gas liquido obbligatoriamente estratto dal gas naturale per permettere la distribuzione del metano in condotta".

"Non comprendiamo tale differenziazione nemmeno da un punto di vista di politica industriale", prosegue la nota: "Anche Fiat commercializza vetture aGPL e dietro ogni costruttore di automobili a GPL, italiano, europeo o extra-europeo, c'è un supplier italiano di componentistica gas, leader mondiali del settore". Ci sarebbe poi perfino un "paradosso, soprattutto ambientale": "In Sardegna si venderanno auto a metano - o più correttamente a doppia alimentazione benzina/metano - senza che ci sia la minima speranza di trovare un impianto di distribuzione perché tutti vorranno approfittare dei 3.500 euro in più di cui gode il veicolo a doppia alimentazione rispetto ad uno identico a benzina. Il cliente però andrà ovviamente sempre a benzina...".

Assogasliquidi si augura dunque che nel corso della conversione del decreto legge "si metta a posto questa ingiustificata stortura".

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Tag: Attualità , gpl , metano , incentivi


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