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pubblicato il 6 febbraio 2009

Incentivi 2009: l'Italia si divide

Favorevoli e contrari a confronto

Incentivi 2009: l'Italia si divide

Case automobilistiche soddisfatte. Concessionari appagati ed automobilisti un po' delusi. Il piano anticrisi approvato dal Consiglio dei Ministri, dopo giorni d'attesa in cui le voci sulle possibili manovre si sono susseguite una dopo l'altra, divide e fa discutere. Gli incentivi non bastano a Confindustria né alle associazioni a tutela dei consumatori, che le giudicano "insoddisfacenti", mentre gli ambientalisti bocciano per intero il pacchetto anticrisi perché del tutto obsoleto e "vecchio stile".

Le più soddisfatte del piano governativo sono per il momento le Case automobilistiche. "L'UNRAE (l'Associazione delle Case automobilistiche estere) esprime apprezzamento - ha detto il Presidente Salvatore Pistola - In particolare è stato ritenuto oltremodo opportuno il dispositivo di urgenza che si è inteso applicare ed il fatto che il bonus statale sia stato tutto concentrato all'atto dell'acquisto e non diluito in un tempo più lungo". Si ritengono comunque indispensabili, oltre che urgenti, provvedimenti a favore del credito, che rappresenta per il settore specifico la modalità d'acquisto di gran lunga più utilizzata. "L'UNRAE ritiene che l'impatto degli incentivi governativi, unitamente all'impegno dei costruttori e dei concessionari potrà permettere già nel mese di febbraio una ripresa della domanda, che si potrà concretizzare soprattutto a livello di acquisizione di contratti", ha concluso Pistola.

Soddisfazione anche da parte di Vincenzo Malagò, Presidente di Federaicpa (la federazione che riunisce i concessionari). "I nuovi incentivi sono doppi rispetto a quelli precedenti e superiori alle indiscrezioni finora circolate, non possiamo non essere soddisfatti - ha detto Malagò - considerando i problemi dell'intero scenario economico". Tuttavia un appunto c'è: "Bisogna in ogni caso favorire il credito al consumo perchè gli acquisti di auto nella maggior parte fanno ricorso al finanziamento", ha detto il Presidente della federazione.

Si aspettavano qualcosa di più gli automobilisti italiani. "Non siamo del tutto soddisfatti", ha detto Enrico Gelpi, Presidente dell'Automobile Club d'Italia. Le aspettative riguardavano "soprattutto le misure più a lungo termine", nonché l'esempio degli altri Paesi europei, che al confronto con l'Italia hanno stanziato incentivi più ricchi. "L'ACI auspicava un intervento più rivolto al bene della collettività - ha detto Gelpi - Si allontana purtroppo l'obiettivo del rapido rinnovo del parco veicolare italiano che porterebbe benefici alla tutela ambientale e alla sicurezza stradale. In fase di conversione in legge del decreto ci aspettiamo pertanto un aumento del bonus per la rottamazione e l'estensione degli incentivi all'usato Euro 4".

Che agli incentivi si debba aggiungere qualcosa ne sono convinti anche gli imprenditori. Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, ha detto che "i provvedimenti sull'auto vanno bene perchè eravamo l'unico Paese a non avere fatto qualcosa a supporto del settore dell'automobile e della filiera e questo avrebbe comportato una distorsione competitiva", però è molto importante che adesso, al di là di questi provvedimenti, si lavori molto a supporto di tutto il sistema delle imprese, delle pmi e dell'export che in questo momento stanno soffrendo molto". "Noi continueremo a chiedere elementi che rafforzino e rassicurino il credito alle imprese - ha aggiunto - Chiediamo e vogliamo che ci siano anche incentivi a supporto degli investimenti di tutte le imprese, di tutti i settori, e non solo incentivi per singoli settori".

La recessione spaventa Confindustria e intanto il governo ha chiesto alle imprese del settore automobilistico alcune "assicurazioni", come "mantenere gli attuali stabilimenti in Italia, investire su nuovi prodotti e rispettare i pagamenti ai fornitori della componentistica che sono in forte sofferenza". A dirlo è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi che è seguita al Consiglio dei Ministri. Il presidente del Consiglio ha inoltre precisato che il confronto sul mantenimento dell'occupazione e degli stabilimenti con le aziende interessate è in corso. "Dobbiamo spingere per un provvedimento che incida sui conti pubblici", ha spiegato, ribadendo la necessità di "un ulteriore sforzo di responsabilizzazione da parte delle aziende per non spostare gli stabilimenti all'estero".

Sul rischio di esplosione della cassa integrazione è intervenuta anche l'Adiconsum, per cui l'emergenza sarebbe "reale" ed i provvedimenti potrebbero "attenuare questo rischio". L'aspetto più critico del pacchetto anticrisi messo in luce da una nota dell'Associazione è che "i provvedimenti previsti per il settore auto - si legge in una nota - sostituiranno la politica degli sconti attuata dai produttori con scarsi vantaggi per i consumatori e pesanti oneri per i contribuenti". "Il Paese ha bisogno di scelte di sviluppo, che non è privilegiare ancora una volta il mezzo privato", prosegue l'Adiconsum, che rincara sulla necessità di un intervento per migliorare il trasporto pubblico. Insoddisfazione anche da parte delle altre Associazioni di categoria. Rosario Trafiletti ed Elio Lannuti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, spiegano in un comunicato congiunto che avrebbero "voluto che si prestasse maggiore attenzione e selettività verso l'industria italiana, così come stanno facendo gli altri paesi nei confronti delle proprie produzioni". I consumatori, inoltre, rilevano l'assenza nella manovra della "defiscalizzazione per famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1.200 euro l'anno" e la mancata adozione di "misure per salvaguardare i redditi di chi si è allontanato dal ciclo produttivo".

Parla di una "rottamazione vecchio stile, senza puntare nè a risollevare l'industria automobilistica nazionale come avviene nel resto d'Europa, nè a disincentivare l'acquisto di auto inquinanti e tanto meno a sostenere l'innovazione tecnologica" Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente. "E' assolutamente necessario puntare su veicoli a bassa emissione di CO2, anche in base alle strategie europee sul clima", ha detto, proponendo "un bonus all'acquisto, progressivamente sempre più elevato, per auto al di sotto dei 130 grammi CO2 a km. Sarebbe, infatti, assurdo che questi incentivi servissero a favorire l'acquisto di SUV o auto diesel Euro 4 sprovvisti di filtro antiparticolato, che emetterebbero comunque più polveri sottili anche rispetto a una vecchia auto a benzina".

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Tag: Attualità , incentivi , finanziaria 2009


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