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pubblicato il 6 febbraio 2009

Bridgestone Ecopia: anche per le più grandi

Presto su Opel Insignia e Mercedes Classe S

Bridgestone Ecopia: anche per le più grandi
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Ecopia nel linguaggio di Bridgestone vuol dire ecologia. Con questa sigla infatti vengono denominati gli pneumatici a più bassa resistenza di rotolamento sviluppati dalla Casa giapponese. Il membro più illustre è stato il B381, scelto nel 1998 da Volkswagen per la famosa Polo 3L TDI, ma ora fa il suo ingresso il Turanza ER300 Ecopia, che vedremo tra qualche mese come primo equipaggiamento su alcune versioni della Opel Insignia e della Mercedes Classe S.

La novità è che, per vetture di queste categorie, si era parlato fin'ora di tenuta, comportamento sul bagnato, comfort e rumorosità, ma non si era mai parlato di scorrevolezza, un tema relegato in precedenza alle coperture destinate alle vetture di segmenti medi e bassi, ma che diventa imperativo anche per quelli superiori per far scendere consumi ed emissioni. Per questo la gamma degli pneumatici Ecopia è destinata a rinforzarsi e lo ha già fatto visto che anche la Toyota iQ ne è dotata con il modello EP25, ma è già dal 1991 che esiste applicato per la prima volta a vetture elettriche in Giappone. Oggi riguarda persino autobus con l'R221, camion con l'M881 e anche commerciali leggeri con l'M812 fino al più recente EP100 per vetture piccole e compatte. Sarà al Salone di Ginevra che vedremo tutte le novità relative alle coperture più scorrevoli da Bridgestone che si prefigge entro il 2014 di produrre per il mercato giapponese il 100% di pneumatici a basso impatto ambientale.

Alla base degli Ecopia c'è una nuova mescola basata denominata NanoPro-Tech (Nanostructure-Oriented Properties Control Technology), che consente di avere sotto controllo la struttura micromolecolare del pneumatico. Questa tecnologia è usata anche negli invernali Blizzak per ottenere effetti di aderenza superiori sui fondi scivolosi, qui invece punta a disperdere il carbonio nella matrice di polimero in modo da ridurre la formazione di calore, riflesso evidente di una minore dispersione energetica che si trasforma in minore attrito con il terreno senza compromettere la sicurezza e l'aderenza in condizioni di fondo bagnato. Questi ultimi due sono proprio gli obiettivi, oltre alla rumorosità, che la Commissione Europea ha imposto ai costruttori di pneumatici per il futuro.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Accessori , pneumatici


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