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pubblicato il 5 febbraio 2009

Gli incentivi salveranno 40mila posti di lavoro

Fleet&Mobility: "Si intervenga anche su operatori del credito"

Gli incentivi salveranno 40mila posti di lavoro

Sono circa 40mila i posti di lavoro legati al settore auto che potrebbero essere salvati dal governo. E' questa la stima del Centro Studi Fleet&Mobility che ha analizzato il piano anticrisi al vaglio dell'esecutivo, che, secondo le aspettative più ottimistiche, dovrebbe generare 400mila immatricolazioni di auto aggiuntive rispetto a quelle inizialmente previste per il 2009.

La produzione di 10mila auto, secondo i calcoli del Centro, avrebbe il valore di un posto di lavoro. L'intero comparto auto oggi conta circa 400mila addetti, compresi anche quelli che sono impiegati nella produzione industriale di componenti e nell'erogazione dei carburanti alla pompa. Di questi 400mila, 180mila sono legati direttamente all'andamento delle immatricolazioni, pertanto se le previsioni per il 2009 parlano di circa 1.800.000 auto nuove prodotte e vendute, è possibile stabilire una relazione di circa 10mila auto nuove per ogni addetto. Da ciò si evince come ogni 100mila auto che si venderanno in più o in meno andranno a determinare il posto di lavoro di circa 10mila persone.

Il governo, che domani deciderà sugli incentivi alle immatricolazioni - un'attesa che sta bloccando le vendite - sostiene che per ogni auto aggiuntiva il costo dell'incentivo (1.500 euro) sarà ampiamente coperto dall'extra gettito IVA (circa 2.500 euro per ogni auto), ma, secondo il Centro Studi Fleet&Mobility, "non sarà proprio così. Della rottamazione beneficiano quanti acquistano solo perché spinti dall'incentivo e coloro che acquisterebbero comunque, anche senza incentivo. Nelle ultime rottamazioni, il rapporto è stato di 1 a 2: vale a dire che per ogni due vendite incentivate, solo una era aggiuntiva. Dunque, il costo di 1.500 euro va moltiplicato per due".

Stimolare l'acquisto di auto nuove abbassando il prezzo con l'incentivo rischierebbe di essere insufficiente, in quanto oltre il 90% delle auto nuove sono vendute con un piano finanziario di pagamento differito (credito, leasing, noleggio). Per questo, secondo il Centro Studi, sarebbe inutile stimolare le vendite, se non si interviene sugli operatori del credito per evitare che rigettino le pratiche provenienti dalle concessionarie.

"Parlare di 400mila immatricolazioni aggiuntive - ha detto Pierluigi del Viscovo, Direttore del Centro Studi Fleet & Mobility - sembra alquanto ottimistico, sia perché si tratta di un obiettivo percorribile in 12 mesi e 2 sono già passati sia in quanto le precedenti rottamazioni sono intervenute in un contesto socio-economico non di crisi, in cui si voleva stimolare l'auto. Adesso, è tutto lo scenario in forte crisi e anche l'auto ne risente. L'arrivo di incentivi sul mercato, va comunque salutato positivamente, in quanto ridarà a molti consumatori la fiducia e l'orientamento agli acquisti, accelerando gli scambi e la circolazione della moneta, che è il vero fattore di ricchezza".

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Tag: Mercato , incentivi


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