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pubblicato il 4 febbraio 2009

Mercato auto USA: -40% a gennaio

Il peggiore risultato degli ultimi 27 anni

Mercato auto USA: -40% a gennaio

Un risultato così non si vedeva da 27 anni. Nel mese di gennaio il mercato dell'auto americano è letteralmente affondato, con un calo delle vendite di poco inferiore al 40%. I risultati sono addirittura peggiori delle previsioni degli analisti. L'unico fattore che è stato confermato è la pessima performance delle "Tre Sorelle" di Detroit. Chrysler ha segnato un -55%, General Motors ha perso il 49% e le vendite di Ford sono scese del 40,2%. Non sono andate meglio le Case giapponesi: Toyota e Honda hanno incassato una perdita superiore al 30%. Il migliore risultato, invece, è stato ottenuto da Volkswagen, che ha limitato le perdite all'11,6%, mentre gli altri tedeschi, Mercedes e smart, hanno perso il 35,5%.

Le vetture General Motors acquistate a gennaio sono state 129.227 e per la prima volta il mercato cinese si è rivelato più redditizio di quello statunitense, a dimostrazione della profonda crisi che c'è all'interno del Paese, dove la battuta d'arresto si sta facendo sentire a catena sulle società controllate da GM costrette a rivedere e tagliare la produzione. Anche il "Colosso" di Detroit ha dovuto rivedere i suoi piani ed ha annunciato un taglio radicale (-50,7%) della produzione in Nord America per tutto il primo trimestre 2009. Inoltre, ricordiamo che General Motors è attualmente impegnata nella stesura di un accurato piano di ristrutturazione che dovrà presentare entro il 17 febbraio al Governo americano per ottenere una seconda trance di aiuti. L'intervento della Casa Bianca, che a dicembre ha stanziato subito 13 miliardi di dollari per aiutare GM e Chrysler, è infatti vincolato ai piani aziendali, che dovranno essere giudicati più che soddisfacenti per garantire che i soldi dei contribuenti non verranno sprecati.

Anche Chrysler è impegnata a mettere a punto il piano di riorganizzazione da presentare a Washington, da cui dipenderà in buona parte la fase conclusiva dei suoi accordi con Fiat. Il presidente di Chrysler, Jim Press, è ottimista ed è convinto che non ci saranno problemi a ricevere gli ulteriori 3 miliardi di dollari dal Governo. Anche se a gennaio le vendite di Chrysler sono diminuite del 55%, Sergio Marchionne, in una recente intervista al New York Times, ha detto di credere che Chrysler abbia "tutti i requisiti" per sopravvivere. "Fiat non fa l'alleanza perché è un buon samaritano - ha aggiunto l'amministratore delegato della Casa torinese - L'obiettivo è quello di creare valore per gli azionisti del Gruppo".

Per Ford, invece, la flessione di gennaio - anche se piuttosto contenuta (-40,2%) rispetto ai concorrenti - rappresenta la 14esima di fila e la più profonda della sua storia. Inoltre, lo scorso mese il marchio Volvo ha perso da solo il 64%. Tuttavia, la quota di mercato della Casa dell'Ovale Blu è rimasta solida ed è salita di uno 0,3% che le ha permesso di arrivare a 12,7 punti percentuali.

La crisi dell'auto, però, non è un fenomeno prettamente americano. Ricordiamo che il drastico calo delle immatricolazioni si è verificato quasi in tutto il mondo. In Italia le immatricolazioni sono scese del 32,7%, in Giappone del 27,9% e in Spagna dello 41,6%. Molti governi sono intervenuti aiutando direttamente il settore, come la Germania, la Svezia o l'Inghilterra, mentre altri stanno ancora valutando quale piano di rilancio sarebbe il più efficace. La preoccupazione generale, però, è che alcune di queste misure possano sfociare in protezionismo. La Francia, ad esempio, starebbe valutando un intervento a favore di PSA Peugeot Citroen e Renault a patto che questi mantengano saldamente le radici nel territorio nazionale e la stessa soluzione è auspicata da molti lavoratori italiani di Fiat e dell'indotto.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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