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Mercato

pubblicato il 2 febbraio 2009

Mercato auto Italia: -32,7% a gennaio

Quota di Fiat sopra il 32%. In aumento le city car, GPL e Metano

Mercato auto Italia: -32,7% a gennaio

Il mercato italiano 2009 comincia malissimo registrando un calo secco del 32,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e confermando le previsione pessimistiche fatte da operatori, Case e istituti di ricerca. Sono 157.418 le immatricolazioni comunicate dal Ministero dei Trasporti e dall'Unrae contro le 233.711 del gennaio 2008, un livello che non veniva toccato dal 1984 con un calo mese su mese che non si registrava dal dicembre 1993, poco dopo Tangentopoli. Ma c'è un altro dato che fa suonare ancora più forte l'allarme ed è la raccolta degli ordini attestatasi a circa 140 mila unità. Questo fa prevedere un ulteriore assottigliamento del portafoglio dell'inevaso e un ribasso della stima iniziale fatta dall'Unrae di 1.850.000 vetture per l'intero anno. Non certo estranee al tracollo in gennaio sono state le voci che si sono rincorse a proposito degli incentivi e dei passi falsi a livello decisionale: a cominciare dall'annuncio del Presidente del Consiglio per finire alla riunione del tavolo istituzionale lo scorso giovedì che, contrariamente al previsto, si è chiuso con un rinvio di altri 10 giorni per la decisione finale sulle modalità e sull'entità dell'intervento statale volto a stimolare la domanda di vetture sul mercato.

Proprio per questo, la flessione del mercato è stata ancora più marcata tra i privati (-36,7%) e, in generale, le voci che riguardano un'eventuale inasprimento del regime fiscale sulle auto considerate "di lusso" hanno sicuramente tenuto i clienti alla larga dai concessionari. "È invece necessario - ha detto il Presidente dell'UNRAE, Salvatore Pistola - intervenire in modo strutturale con incentivi adeguati sul piano economico ed ecologicamente orientati, che riguardino anche le auto Euro 2 con più di 10 anni di vita e che si rivolgano alla platea più ampia possibile di acquirenti delle moderne vetture, che sono molto meno inquinanti e più sicure. Riteniamo indispensabile - ha concluso Salvatore Pistola - anche il ripristino di un più agevole accesso al credito, tenuto conto che il settore dell'auto è caratterizzato dall'80% di vendite con formule dilazionate". Appare necessario anche un intervento di sostegno alle Reti di vendita delle Case composte da quasi 4mila aziende che occupano circa 100.000 dipendenti.

Andando a dare uno sguardo agli analisti del mercato, da segnalare il già citato calo della quota relativa ai privati passata dal 78% al 73,4% del mercato e si conferma sia la forte crescita delle vetture alimentate in modo alternativo (GPL, Metano e ibrido principalmente) che passano dal 5,6% del gennaio 2008 al 9,9% del 2009 sia quella delle vetture di segmento A che passano dal 19,8% al 23,5% delle immatricolazioni mentre crolla il B (dal 41% al 34,8%) segnalato dal fatto che la Panda è ormai stabilmente la vettura più venduta di fronte alla Punto e alla 500, altra vettura di segmento A. Da rimarcare gli exploit della Fiesta, che balza al quarto posto grazie all'introduzione del nuovo modello, e della Nissan Qashqai che raggiunge il settimo posto e nella top ten si piazza davanti a Opel Corsa, Lancia Ypsilon e Peugeot 207 trascinando i crossover al 2,5% del mercato, il doppio dello scorso anno. A livello di segmento, tiene il segmento C (quello della Volkswagen Golf), sale il D (Ford Mondeo) dal 12% al 14,8% e scende l'E (BMW Serie 5) dal 3,3% a 2,6%.
A livello di carrozzerie, scendono sostanzialmente le berline, i monovolume compatti e le cabrio mentre salgono ancora nel peso totale i fuoristrada, i coupé e le multi spazio. Tengono le station wagon, i monovolume piccoli, le scoperte e i monovolumi grandi.

Uno sguardo ai gruppi ci dà Fiat che sale al di sopra del 32% con un'Alfa Romeo rinvigorita dai numeri della MiTo, Volkswagen che fa un balzo dal 10,2% al 12,3% e Ford che passa da 9,4% a 10,7%. Sostanzialmente stabili Daimler (4, 6%), BMW (3,2%) Hyundai (1,9%) e Jaguar-Land Rover (0,8%) mentre calano, General Motors (8,5%), Renault (4%) e soprattutto PSA (10% con un calo del 39,1%) e Toyota (3% con un calo del 53,3%). Salgono le quote di Nissan, Suzuki, Honda, Mazda e Subaru che è l'unico marchio insieme ad Alfa Romeo, Audi e Jaguar a registrare un aumento delle immatricolazioni. Crolla persino la Porsche (-45,2%), ma anche marchi come Ferrari e Lamborghini hanno visto il calo di un terzo del loro targato.

Non consola neppure l'andamento dell'usato che, dopo aver tenuto, accusa anch'esso una flessione del 17,2% con 369.051 passaggi di proprietà, comprese le minivolture a testimonianza che anche la tattica dei km 0 ormai è insufficiente ad arginare una crisi di queste dimensioni.

Autore: Nicola Desiderio

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