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Attualità

pubblicato il 2 febbraio 2009

Total, Lindsey Oil: ancora scioperi anti-italiani

A rischio la distribuzione di carburante nel Regno Unito

Total, Lindsey Oil: ancora scioperi anti-italiani

Ancora scioperi selvaggi in Gran Bretagna. Quella che inizia oggi sarà una settimana molto difficile per lo stato d'Oltremanica, dove si preparano nuove iniziative di protesta che potrebbero addirittura mettere a rischio la distribuzione di carburante e di energia nell'intero paese. Secondo quanto riportato dal Sunday Times, i lavoratori della Lindsey Oil, la società di proprietà della Total, e tutti gli altri che nei giorni scorsi hanno partecipato ai 14 scioperi di solidarietà contro gli operai italiani della Irem stanno coordinando una valanga di proteste tramite il sito internet ukwelder.com.

La scelta della compagnia petrolifera francese di affidare la costruzione di una nuova raffineria a Lindsey, nel Lincolnshire, all'impresa italiana Irem proprio non va giù ai lavoratori britannici, che protestano per "proteggere" i propri contratti. Alla vincita dell'appalto da 220 milioni di euro, infatti, è seguito l'impiego di circa 300 operai italiani e portoghesi che avrebbe sfavorito i lavoratori locali, che, se assunti, avrebbero dovuto percepire un salario più alto come previsto dagli accordi sindacali. Il boicottaggio della Total è scattato subito, al grido "British jobs for British workers" ("Impieghi britannici per operai britannici"), ed ha innescato una vera e propria catena di scioperi di solidarietà, come quello che stanno organizzando i dipendenti della centrale nucleare di Sellafield. La convinzione comune è che gli operai italiani siano stati ingaggiati senza dare la possibilità a quelli britannici di fare domanda per il posto e che siano pagati molto meno. "Questi scioperi non sono contro gli stranieri di per sè, ma contro l'esclusione dei lavoratori britannici", ha confermato Derek Simpson, presidente del sindacato Unite.

A preoccupare di più la Total, però, è il boicottaggio di tutte le sue stazioni di servizio che hanno proposto alcuni sindacati. "L'appoggio che stiamo avendo in tutto il Paese è sorprendente", ha detto Billy Bones, rappresentante del sindacato Unite che ha coordinato le proteste alla raffineria di Grimsby. L'ondata di scioperi è "totalmente comprensibile" secondo i sindacati, mentre è "indifendibile" per il premier Gordon Brown, che da Davos, dove ha partecipato al Forum Economico Mondiale, ha detto alla BBC di comprendere l'ansia dei lavoratori britannici, ma che gli scioperi "non sono la cosa giusta da fare". E da Bruxelles arriva una risposta indiretta agli operai che conferma questa opinione. I ministri delle finanze stanno per adottare un documento nella cui bozza si legge che "il mercato unico è una delle più preziose conquiste dell'UE e rimane un fattore chiave per migliorare la competitività globale dell'Europa. Il suo buon funzionamento senza barriere rafforzerà la capacità di resistenza dell'economia UE".

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Tag: Attualità , inghilterra , lavoro


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