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pubblicato il 29 gennaio 2009

Crisi dell'auto: il giorno dopo

Le polemiche al rinvio del governo e le proposte per salvare l'auto

Crisi dell'auto: il giorno dopo

Il tanto atteso vertice di Palazzo Chigi tra i massimi rappresentanti dell'auto, che ha lasciato da parte automobilisti e consumatori, si è concluso ieri con la decisione del governo di prendere tempo. La promessa di un pacchetto di misure di immediata applicazione è tutto quello che l'industria ha ottenuto, almeno per il momento. "Ci aspettavamo una risposta immediata", ha detto Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, la cui delusione si somma a quella degli altri attori coinvolti e alla preoccupazione di associazioni di categoria, come l'UNRAE, nonché alle critiche dei sindacati e dell'opposizione, che hanno giudicato i 10 giorni "un tempo troppo lungo vista la drammaticità della crisi dell'auto".

"La rapidità degli interventi è importante quanto l'entità delle risorse che il governo saprà mettere a disposizione", ha detto il segretario generale dell'UGL, Renata Polverini. "Occorre rassicurare i lavoratori che manterranno il posto di lavoro. Aspettiamo di conoscere le intenzioni del governo ma occorre fare presto. Altri paesi, con largo anticipo, hanno messo in campo fondi e strumenti significativi. L'Italia non può correre il rischio di restare indietro". "Un rinvio di dieci giorni blocca il mercato e fa male all'intero settore", ha detto Antonello Soro, capogruppo del PD alla Camera, che ha citato come esempio il presidente americano Obama che "in pochi giorni ha presentato un piano di rilancio dell'industria automobilistica". Le proposte sugli incentivi che sono emerse ieri sono state giudicate positivamente dall'opposizione, che ha però sottolineato l'urgenza di lavorare ad un piano per "ridurre il grado di inquinamento e favorire usi e risorse alternative", come ha detto Walter Veltroni.

Che i tempi siano ristretti lo ha sottolineato anche il presidente dell'UNRAE, Salvatore Pistola, che ha ribadito la "massima urgenza dei provvedimenti al rinnovo del parco circolante" evidenziando però come "non bisogna mai dimenticare che al di là delle crisi cicliche, il mercato dell'auto in Italia è condizionato da una fiscalità che è di gran lunga la più pesante tra i principali Paesi europei e che incide negativamente sulla struttura del mercato stesso, con effetti distorsivi nei confronti dei Paesi più moderni ed avanzati", per cui occorre intervenire in materia. Agevolazioni fiscali per l'acquisto di nuove auto, ma non sussidi a fondo perduto, sono state proposte anche dal Sir, l'agenzia dei vescovi italiani, favorevole agli aiuti di Stato, ma non solo a Fiat, e con "l'impegno da parte delle imprese a produrre auto compatibili con l'ambiente" e i sindacati a "fare la loro parte".

Giuseppe Tartaglione, presidente e amministratore delegato di Volkswagen Italia, però avverte: "La crisi non è dell'auto, ma dei consumi e dunque servono misure per agevolare il credito. I nostri numeri positivi - ha detto riferendosi alle vendite di auto - non ci fanno perdere di vista la traversata del deserto che dobbiamo compiere e che sarà difficile". "Più che l'auto il governo deve finanziare il sistema auto, con aiuti mirati ai settori emergenti e all'indotto", ha sottolineato il presidente di Confapi, Paolo Galassi, per cui "è ora di smetterla con le logiche del finanziamento a una famiglia o a un'impresa, bisogna invece aiutare un sistema che favorisca lo sviluppo economico del Paese. Quello che stiamo dicendo al governo è proprio questo: ci sono pochi soldi, destiniamoli a quei settori che hanno possibilità di emergere, e non a pioggia".

Su come riparare alla crisi dell'auto che rischia di lasciare senza lavoro in Italia 300.000 dipendenti, il Codacons ha proposto al governo una soluzione alternativa: "Rendere totalmente gratuiti almeno per i primi 3 anni l'RC auto, il Bollo auto e tutte le altre tasse sull'auto, in favore di chi acquisterà una nuova autovettura". "Ad assillare i cittadini, infatti, non è tanto il prezzo delle automobili, settore oggi più che mai concorrenziale e ricco di offerte allettanti per tutte le tasche - ha detto il presidente Carlo Rienzi - ma sono tutte le altre spese che gravitano attorno all'acquisto e al mantenimento di una nuova autovettura".

Secondo i calcoli del direttore generale dell'ANFIA, Guido Rossignoli, invece, se l'incentivo per l'acquisto di una nuova auto a basso impatto ambientale erogato dallo Stato fosse tra i 1.400 ed i 1.500 euro e fossero aumentati anche gli incentivi per le autosuperecologiche a GPL , metano ed elettriche, si potrebbero ipotizzare acquisti aggiuntivi per almeno 300 mila unità, il che corrisponderebbe ad un incremento del PIL tra lo 0,4% e lo 0,5%". E se la tassazione fosse varata in funzione delle emissioni? Quest'ultima ipotesi, che sembra prossima all'approvazione, è stata avanzata ieri dal Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e secondo Rossignoli "potrebbe essere in linea con l'applicazione di quanto chiede l'Unione europea, che si è già dichiarata a favore di incentivi che favoriscano le auto meno inquinanti secondo il principio che chi più inquina più paga".

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Tag: Attualità , incentivi


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