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Retrospettive

pubblicato il 28 gennaio 2009

La BMW X5 compie 10 anni

Due serie e molti affinamenti per la SAV bavarese

La BMW X5 compie 10 anni
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Se scriviamo SUV possiamo pensare ad una molteplicità di veicoli, ma con l'espressione SAV la scelta si restringe a pochissime vetture, di cui una è stata sicuramente la capostipite: la BMW X5. La singolare auto bavarese festeggia ora i 10 anni dalla sua presentazione, in concomitanza con il NAIAS di Detroit, dove venne presentata nel 1999.

1999: NASCE BMW X5
Al debutto della BMW X5, le intenzioni della Casa erano chiare: realizzare un veicolo che, pur con l'aspetto simile a quello di una fuoristrada, e con volumi di una multispazio, desse comunque la priorità agli aspetti dinamici piuttosto che a quelli utilitaristici.
Ecco nascere, dunque, il primo SAV del mercato, che farà poi tanti proseliti, soprattutto in terra tedesca e giapponese. Le "flaming sufaces" di Chris Bangle rivestirono una carrozzeria a due volumi di impianto abbastanza tradizionale, ma di forte impatto visivo, grazie ad alcuni elementi quali le ruote grandi, i fianchi alti e il frontale importante. Inoltre, alcune protezioni in plastica, abbastanza insolite (e di aspetto un poco economico) per una BMW, lasciavano immaginare qualche escursione off-road.
Lo spazio interno, pur non eguagliando quello di una grande monovolume, garantiva comunque una buona versatilità anche in rapporto agli ingombri esterni, mentre la seduta alta del guidatore accentuava la sensazione di controllo della strada. Di tipica tradizione BMW erano, sicuramente, le doti stradali: dotata di trazione integrale permanente, la prima X5 riusciva a disimpegnarsi abbastanza bene nelle strade non asfaltate, ma era comunque dotata di una scocca con sospensioni indipendenti ottima anche per la guida su asfalto; in più, moderni sistemi elettronici erano in grado di aiutare in tutte le situazioni, a cominciare dal controllo della stabilità DSC, comprendente l'ADB-X (sistema di frenata differenziale automatica) e l'HDC (controllo della marcia in discesa).

2006: L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE
Con la nascita della nuova BMW X5, lanciata nell'autunno del 2006, l'idea iniziale si è naturalmente evoluta, facendo tesoro delle esperienze compiute anche con la più compatta X3, secondo SAV di BMW nato nel 2003. Le modifiche stilistiche hanno reso le linee del corpo vettura ancora più fluide e coerenti, grazie anche al perfezionamento della qualità di alcuni dettagli: la vettura appare generalmente migliorata, senza però correre il rischio di perdere la propria identità.
La seconda serie della X5 ha un maggiore spazio interno (con abitacolo fino a 7 posti, fatto inedito per una BMW), finiture più lussuose, propulsori più moderni, telaio perfezionato e nuovi sistemi di assistenza alla guida, come la seconda generazione di trazione integrale intelligente BMW xDrive, in grado di dialogare con il sistema DSC e distribuire la potenza in maniera variabile tra le ruote anteriori e quelle posteriori.

I RICONOSCIMENTI, PER SICUREZZA E AFFIDABILITA'
La vettura, fin dalla prima serie, viene costruita nello stabilimento nordamericano BMW di Spartanburg, ed è stata venduta in tutto il mondo in oltre 845 mila esemplari, ricevendo anche vari riconoscimenti da Enti motoristici o riviste specializzate.
Si possono citare, ad esempio, il premio Autonis della rivista Auto motor und sport per il progetto più bello (2007), il premio d'oro dello studio J.D. Power sulla soddisfazione dei clienti in Nord America (2007), le vittorie di classe nei concorsi Auto 1 di Auto Bild (2007) e The best cars di auto motor und sport (2008). Anche dal punto di vista della sicurezza, i risultati raggiunti sono stati decisamente positivi: ad esempio, l'istituto assicurativo per la sicurezza stradale (IIHS) degli Stati Uniti dichiarò la prima X5 (2000) il veicolo più sicuro mai sottoposto ad uno dei suoi crash test, mentre nel 2003 il SAV BMW ottenne le 5 stelle Euro-NCAP.

IL FUTURO: UNA MIGLIORE EFFICIENZA ENERGETICA
In un clima di crisi internazionale, il futuro probabilmente premierà chi sarà in grado di garantire i migliori risultati in termini di efficienza energetica, economia di gestione e ecosostenibilità: in questo senso, le vetture della categoria della X5, che pure si collocano in un segmento tutto sommato di nicchia, sembrano partire svantaggiate. BMW, dal canto suo, ha sempre perfezionato la gamma dal punto di vista tecnologico e motoristico, cercando di raggiungere obiettivi apparentemente inconciliabili: aumentare la potenza, migliorare le prestazioni, diminiure i consumi, ridurre le emissioni inquinanti.
In effetti, le ultime versioni dei motori a 8 e a 6 cilindri benzina, e i 6 cilindri turbodiesel (destinati, questi ultimi, soprattutto ai mercati europei) hanno seguito questo percorso, rispetto alle motorizzazioni originarie, grazie soprattutto alla tecnologia BMW EfficientDynamics, da qualche tempo introdotta nella gamma bavarese.
Qualche esempio: la BMW X5 xDrive4.8i ha un consumo medio di 12,1 litri per 100 km nel ciclo combinato, che è il 13% in meno rispetto a quanto consumava la X5 4.4i del 2000, meno potente di circa 70 CV; lo stesso può dirsi per la X5 xDrive3.0i, più potente di 41 CV e con comsumo medio inferiore del 20% (10,3 litri/100 km) e per la X5 xDrive3.0d, con 235 CV, 51 CV in più rispetto alla versione precedente, e consumi inferiori di oltre il 15% (8,2 litri/100 km), e con emissioni di CO2 pari a 217 grammi/km.

Risultati forse non bassi in assoluto, ma da considerarsi buoni, in rapporto alla potenza dei motori e al segmento di appartenenza: ci attendiamo ora che BMW prepari un ulteriore miglioramento per le "X" del prossimo futuro, magari con l'impiego di tecnologie ancor più futuristiche e rivoluzionarie.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Retrospettive , Bmw


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