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pubblicato il 28 gennaio 2009

Crisi dell'auto: automobilisti non convocati

ACI e Adiconsum chiedono a Palazzo Chigi incentivi "verdi e trasparenti"

Crisi dell'auto: automobilisti non convocati

Ci saranno proprio tutti oggi pomeriggio a Palazzo Chigi a parlare del piano di rilancio dell'auto: i Costruttori, i politici e i sindacati, ma non gli automobilisti. Nessuna delegazione che rappresenta questa categoria o più in generale quella dei consumatori è stata invitata all'incontro e gli appelli restano l'unica possibilità di far sentire la propria voce. L'ACI, che conta un milione e 200 mila iscritti, chiede "incentivi economici consistenti e misure concrete", mentre l'Adiconsum richiama l'attenzione sull'importanza "anche di scelte nuove che privilegino gli investimenti nel trasporto pubblico rispetto al privato".

L'industria automobilistica riveste una particolare importanza nell'economia del nostro Paese (ricordiamo che il mercato dell'auto vale l'11% del PIL), per questo è giusto, secondo l'Adiconsum, che vengano presi dei provvedimenti per limitare la riduzione dell'occupazione ed il ricorso alla cassa integrazione, ma gli aiuti dello Stato devono andare anche verso una mobilità più sostenibile a favore di auto meno inquinanti. Tuttavia gli incentivi, secondo l'Associazione che tutela i consumatori, "vanno vincolati ad una maggiore trasparenza nell'informazione fornita ai consumatori. Non è tollerabile che i consumi indicati dalle Case automobilistiche siano ingannevoli nella misura del 20-40%. Ancora meno trasparente è l'informazione sul livello di inquinamento che deve essere scritta nel libretto, evitando in tal modo forme diffuse di raggiro".

La speranza dell'ACI, invece, è che oggi scaturiscano da Palazzo Chigi soluzioni "soprattutto per le famiglie a reddito medio-basso che intendono cambiare la vecchia automobile con un mezzo dai consumi ridotti e a basse emissioni di CO2", ha detto Enrico Gelpi, presidente dell'Automobile Club d'Italia.

"A tale scopo un provvedimento utile è già quello inserito nel decreto anticrisi con l'abbattimento a 50 euro del costo dell'imposta provinciale di iscrizione delle ipoteche sui veicoli, che finora ostacolava il ricorso al credito", ha detto Gelpi, avvertendo però che "gli incentivi vanno estesi anche alle vetture usate Euro 4. Sulle strade ci sono ancora 5,2 milioni di auto Euro 0, insieme a quasi 3 milioni di Euro 1, 9 milioni di Euro 2 e 8,2 milioni di Euro 3. La necessità di un rinnovamento del parco auto circolante è evidente, soprattutto per ridurre la congestione sulle strade".

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Tag: Attualità , aci


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