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pubblicato il 27 gennaio 2009

Allarme concessionari: senza aiuti, chiudiamo

Dal governo serve una risposta chiara, il 40% potrebbe fallire entro il 2009

Allarme concessionari: senza aiuti, chiudiamo

La situazione del mercato automobilistico si complica. Il calo generale delle immatricolazioni, dall'Europa agli USA passando per l'Italia, sta portando con sè una valanga di conseguenze negative. Meno domanda significa meno produzione in fabbrica, meno ricavi per i concessionari e meno profitto per le Case automobilistiche. In cifre, è stato calcolato dalle Associazioni di categoria italiane che senza interventi da parte del governo si passerà dai 2 milioni 150 mila immatricolazioni del 2008 a 1 milione e 850 mila con la chiusura di due fabbriche in 2 anni. E se le Case automobilistiche sono costrette a fare i conti con una situazione economica senza precedenti e con la fine degli incentivi per la rottamazione preparando nuove promozioni, i concessionari non ce la fanno più e si ipotizza la chiusura per almeno il 40% di essi entro il 2009.

Un giorno prima del vertice politico-industriale che esaminerà un piano di rilancio dell'intero settore, abbiamo sondato gli umori di chi con le auto "ci vive". "Qui non si tratta di vendere qualche auto in più, qui si chiudono le fabbriche", ha detto Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, la federazione che raggruppa i maggiori concessionari italiani. "La politica faccia le scelte giuste anche a livello europeo per programmare l'industria automobilistica quando ci sarà la ripresa economica. Noi lo diciamo da tempo che in Europa si producono 2 milioni di auto di troppo''.

"E' da qualche anno che noi concessionari riferiamo alle Case che la produzione di automobili è superiore alla richiesta di almeno un 10%", ha confermato Luciano Merlin, presidente dell'Associazione Concessionari Italiani SEAT e Responsabile Commerciale della Merlin Automobili. "Non è ragionevole continuare a forzare il mercato riempiendo in misura sproporzionata i parchi auto dei concessionari di KM 0 (auto dimostrative e aziendali) solo per soddisfare numeri, con il dannoso risultato di imporre costi e perdite finanziarie spesso letali per le aziende stesse oltre ad inquinare il vero valore del veicolo nel mercato dell'usato. In questo modo si rischia di non lavorare con una reale percezione delle potenzialità del nostro mercato", ha aggiunto, ribadendo la necessità di incentivi alla rottamazione.

Domani a Palazzo Chigi è molto probabile che si parlerà anche di questo, così come di aiuti diretti all'industria, seppure la Lega abbia già detto NO al rifinanziamento di Fiat. "Sarebbe opportuno da parte del nostro governo, oltre agli incentivi, di intervenire anche con la riduzione dei costi riferiti ad assicurazioni, passaggi di proprietà, bollo e come qualche altra nazione ha in preventivo ridurre l'IVA per l'acquisto di vetture nuove", ha detto Piero Branca, manager Volkswagen presso gli Autocentri Balduina S.r.l., la cui opinione è simile a quella di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dell'Unione Concessionari Italiani smart e Mercedes, che dal governo si aspettia "una risposta chiara. O è sì oppure è no, l'importante è che arrivi una risposta definitiva. L'attesa sta paralizzando il mercato, già sofferente, e l'eccessiva aspettativa rischia di deludere e peggiorare la situazione".

Da giorni anche l'UNRAE, che esprime il punto di vista delle Case automobilistiche estere in Italia, chiede misure urgenti a sostegno del settore, per cui si prevede un 2009 ancora più buio. "Il 2008 è stato un anno difficile e il 2009 sarà anche peggio. Aveva ragione l'avvocato Agnelli quando diceva che il mercato italiano vale al massimo 2 milioni di auto. Le altre sono una forzatura'', ha detto all'AdnKronos Andrea Colaneri, manager dell'omonimo gruppo che distribuisce i marchi Fiat, Citroen, Hyundai, e Mitsubishi a Roma. ''Le case automobilistiche sono costrette a fare promozioni in questo momento gennaio e febbrario sono mesi storicamente difficili per il mercato. Ci vogliono quindi stimoli importanti. Le case devono seguire il mercato", ha proseguito, con la stessa fiducia di Mario Silva, rappresentante dell'Associazione Concessionari Volvo. "Sono fiducioso che interverranno provvedimenti che riusciranno a fare superare questa, per molti versi, drammatica situazione, ma non potremo pensare sempre di risolvere i problemi con l'intervento di aiuti esterni", ha detto, sottolineando come però "i cambiamenti più importanti dovranno avvenire da subito e a partire dalle Case produttrici".

I Costruttori hanno anche la responsabilità di "rivedere i piani di produzione e le alleanze strategiche", come ha detto Michele Lombardi, presidente dell'Unione Concessionari Skoda. Tuttavia, è pur vero che "i tempi di risposta di un sistema produttivo così complesso come l'auto sono lenti a fronte delle rapide oscillazioni dell'economia, sempre meno prevedibili, e questo farà sì che la sfida sarà molto lunga e difficile. Il 2009 si prospetta un anno durissimo e denso di avvenimenti che probabilmente rivoluzioneranno i pesi e gli equilibri fra i Costruttori a livello mondiale e fare una previsione oggi sui volumi anche a distanza di pochi mesi è impossibile".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi


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