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pubblicato il 26 gennaio 2009

Aiuti all'auto? La Lega dice NO

Calderoli: "Abbiamo pagato abbastanza per Fiat. Se l'aiutiamo ci sarà la rivolta"

Aiuti all'auto? La Lega dice NO

A meno di due giorni dal vertice che si terrà mercoledì a Palazzo Chigi per decidere sul piano di rilancio del settore auto la polemica si accende. Il governo Berlusconi ha aperto all'ipotesi di aiutare il comparto in grave difficoltà, ma non tutti sono d'accordo sui metodi e dalla stessa maggioranza si è alzato chi è fortemente contrario all'idea di destinare fondi all'industria, o meglio, alla Fiat. "Abbiamo pagato abbastanza volte per la Fiat per reintervenire", ha detto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli intervistato da Lucia Annunziata nella trasmisisone di RAI Tre 'In mezz'ora'.

"Credo che se ci fossero aiuti di Stato alla Fiat ci sarebbe la rivolta del popolo", ha aggiunto, spiegando che "non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili. Le aziende devono essere considerate nel loro insieme. Il governo ha aiutato le famiglie e le imprese e la Fiat rientra tra queste". Secondo Calderoli qualsiasi aiuto verrà discusso dovrà indirizzarsi verso l'intero comparto, in un ambito europeo, e non solo alla Fiat: "Bisogna considerare il mercato nel suo complesso e nel suo insieme a livello europeo. L'Europa, oltre a far tanti danni, forse può fare qualcosa di positivo".

L'ipotesi di un intervento statale a favore essenzialmente di Fiat è impensabile per la Lega. La trattative ci saranno, ma "il tavolo non potrà essere un tavolo tra Fiat e tato italiano: sarà tra mondo automobilistico europeo da una parte e i paesi europei dall'altra".

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Tag: Attualità , incentivi


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