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pubblicato il 19 gennaio 2009

EcoXperience: guidare "verde" a Detroit

Provare l'auto del futuro in parco naturale di 6.500 mq nel Cobo Center

EcoXperience: guidare "verde" a Detroit
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I vuoti vanno riempiti con le idee. Sarà per questo che il Salone Internazionale di Detroit ha trasformato gli spazi lasciati liberi per le diverse assenze (Ferrari, Mitsubishi, Nissan, Rolls-Royce, Suzuki e Porsche) nel seminterrato del Cobo Center in un vero e proprio parco dell'automobile verde denominandolo EcoXperience. Realizzato in collaborazione con il MEDC (Michigan Economic Development Corporation), EcoXperience è un bosco dell'estensione di 6.500 mq realizzato con 100 tra pini del Michigan, aceri, betulle insieme ad altre piante e fiori, tutti veri. In mezzo c'è persino un corso d'acqua e vi si snoda un percorso lungo circa 400 metri dove si possono provare una dozzina di vetture ibride, elettriche e fuel cell, insomma il meglio della tecnologia designata a essere il futuro dell'automobile.

Si parte dalla pitlane, dove si riempie un modulo e si mostra la propria patente, un agente di polizia vi fa fare il test alcolemico e, verificata sobrietà di chi guida, ci si mette in fila dicendo alla hostess quale vettura si vuole provare. Una volta arrivato il turno, ci si accomoda al posto di guida e si entra sul circuito seguendo le istruzioni dell'istruttore al fianco. Dopo un paio di giri si rientra, si scambiano le impressioni e le curiosità, poi si scende e su uno schermo a sfioramento si risponde a quattro semplici domande che riguardano il gradimento sulla prova e il giudizio sulla tecnologia. A questo punto si può provare un'altra vettura tra le Cadillac, Chevrolet, Dodge, Ford, Mitsubishi e Saturn disponibili, alcune di queste sono attese in Europa come la Cadillac Escalade Hybrid, la Chevrolet Equinox Hydrogen Fuel Cell e la Mitsubishi i-MIev elettrica.

Abbiamo provato queste ultime due ricavandone una sensazione molto positiva, in particolare dalla piccola giapponese a motore posteriore la cui produzione di 2mila unità annue dovrebbe partire a marzo per essere venduta prima in Giappone, poi negli Stati Uniti, in Oceania e infine nel Vecchio Continente per il quale non c'è ancora nulla di deciso, ma si può ipotizzare l'arrivo nel 2011. La i-MIeV è reattiva all'acceleratore, liscia come l'olio e scivola via nel silenzio più assoluto; solo se si aguzza l'orecchio, si sente un lontano ronzio ogni volta che si frena: è il dispositivo che recupera l'energia cinetica e la immagazzina nelle batterie al litio da 330 Volt che assicurano 160 km di autonomia e si possono rifornire dalla presa di casa in 7 ore o all'80% in 30 minuti presso le colonnine di ricarica rapida che si trovano proprio nella pitlane di EcoXperience. La verifica dello stato di carica delle batterie avviene attraverso un indicatore a diodi luminosi sul cruscotto messo al posto del contagiri. Per il resto, è come guidare una vettura normale con e anche l'avviamento del sistema elettrico avviene girando la chiave al lato del piantone come si farebbe per una qualsiasi vettura dotata di motore a scoppio. La leva del cambio è quella di un automatico, ma in realtà il cambio non c'è perché il motore elettrico ha la coppia massima già a zero giri e può essere collegato direttamente alle ruote.

Anche la Chevrolet Equinox Hydrogen Fuel Cell (presentata in forma statica in occasione dell'ultima edizione di H2Roma) ci ha lasciato un'ottima impressione. Le uniche differenze sostanziali rispetto alla i-MIeV sono l'attesa di qualche secondo prima di poter partire e il soffio della ventola che immette aria nelle celle a combustibile affinché si combini con l'idrogeno stivato a 700 bar nei tre serbatoi in fibra di carbonio che assicurano un'autonomia di 320 km. La terza differenza è che questa Chevrolet ha il tubo di scarico, ma da qui esce solo vapore acqueo. Dieci di queste Equinox Fuell Cell circolano a Berlino grazie a un accordo con il Ministero dei Trasporti tedesco e altre 100 Giappone, Corea, Cina e Stati Uniti hanno già percorso 700mila km guidati da 3400 persone. La produzione di serie però non è stata ancora decisa. La nostra sensazione è che questa tecnologia sia più lontana dell'elettrico puro che invece appare perfettamente a punto e pronto per andare su strada, almeno quando saranno risolte tutte le problematiche legate alle batterie.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Eventi , detroit


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