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pubblicato il 16 gennaio 2009

A Bruxelles vertice UE sugli aiuti di Stato

In ballo c'è il futuro dell'auto. Scajola: "il Governo valuta nuove misure"

A Bruxelles vertice UE sugli aiuti di Stato

La crisi economica e la politica degli Stati Uniti preoccupano l'Europa, che oggi si è riunita per discutere di possibili aiuti di Stato all'industria dell'auto. "Non possiamo soccombere alla politica di aiuti di Stato per il settore delle auto da parte degli USA che metterebbe in una posizione difficile le industrie europee", ha detto il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola subito dopo l'incontro tra i 27 ministri dell'industria e la Commissione europea. Qui a Bruxelles, durante i lavori che si sono appena conclusi, ha detto Scajola, "è stata condivisa l'urgenza di tutelare questo importante settore". L'emergenza per gli effetti devastanti della crisi economica è dunque molto sentita dai vertici politici dell'Unione Europea, usciti dall'incontro con una rassicurazione da parte della Banca Europea degli Investimenti, per cui è possibile "un significativo aumento" del proprio intervento a sostegno del settore (oltre ai circa 4 miliardi di euro decisi in dicembre). Nello specifico, la BEI aumenterà i fondi in favore dell'industrie automobilistiche che avvieranno progetti innovativi.

A pesare sulle riflessioni politiche dei più alti rappresentanti Europei, ricordiamo che ci sono stati diversi aspetti della situazione attuale che partono dai numeri pesantissimi del 2008: oltre un milione di auto in meno vendute in Europa rispetto all'anno precedente, con un crollo delle vendite quasi del 20% in dicembre (solo in Italia il calo è stato del 13,4%). Da considerare ci sono stati i vari piani già presentati da alcuni governi europei (Germania in testa); le possibilità concrete di intervento a livello comunitario e il piano USA da 20 miliardi di dollari per salvare le Big Three. A questo già pesante quadro economico, si aggiungono le ultime previsioni di mercato che parlano di un ulteriore peggioramento della situazione nel 2009, in linea con l'aggravarsi della crisi finanziaria ed economica.

L'urgenza europea è quella di aggiungere qualcosa di più al piano di rilancio dell'economia varato dal Consiglio UE a dicembre, in cui si prevede a livello comunitario un sostegno al settore auto non caratterizzato da aiuti a pioggia, ma da incentivi mirati a chi produce auto a basso impatto ambientale. "Nel settore auto abbiamo bisogno di un'azione ancor più coordinata", ha sollecitato al suo arrivo il ministro britannico per il commercio, Peter Mandelson, cui ha fatto eco il ministro dell'industria spagnolo, Miguel Sebastian Gascon, parlando di "azione coordinata per stimolare la domanda". E il ministro francese dell'Economia, Christine Lagarde, si è detta "a favore di una armonizzazione a livello europeo degli incentivi per l'acquisto di auto nuove".

"Il Governo sta valutando eventuali nuove misure anche per il settore auto anche alla luce dei risultati del confronto europeo di oggi", ha detto Scajola, che ha aggiunto "il peggioramento del quadro internazionale impone di intensificare le politiche di sostegno al settore industriale per attenuare gli effetti recessivi della crisi". Non è da escludere, a questo punto, che al Parlamento italiano si discuterà a breve di auto e incentivi.

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Tag: Attualità , incentivi , unione europea


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