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pubblicato il 14 gennaio 2009

Casinò Italia

Carburanti, Gioco e fisco

Casinò Italia

Aliquote fiscali: quando vengono applicate alla benzina sono pari al 68%, mentre sul "gioco" non superano il 13%. Semplicemente giocando al lotto, alle lotterie istantanee ed inserendo monetine nelle varie slot autorizzate, gli italiani, nei primi 9 mesi del 2008, hanno volontariamente contribuito alle entrate fiscali con circa 8,4 miliardi di euro (su 9,7 milioni della voce gioco in totale). Il lettore si sarà già chiesto perchè mai OmniAuto.it porti alla sua attenzione una notizia del genere e quale sia la sua attinenza al mondo dell'auto: ebbene il comune denominatore é quello fiscale o per meglio dire quello delle aliquote fiscali citate in apertura.

Non si riesce infatti a comprendere, ma si suppone benissimo, la ragione per la quale un "vizio" - o comunque un'attività velleitaria o, se vogliamo essere eleganti, un bisogno secondario come quello del gioco - venga incentivato attraverso l'applicazione di un'aliquota pari al 13% e quindi inferiore del 55% rispetto all'aliquota applicata sulla benzina. Troveremmo in tutto questo una "ratio", comunque difficile da condividere, se l'Italia fosse dotata di un sistema di trasporti alternativi all'auto tali da rendere il mezzo privato non una stretta necessità, ma una libera scelta da disincentivare nel nome di una salvaguardia ambientale.

Viceversa da una parte si tar-"tassa" il settore carburanti del quale si sa che al di sotto di una soglia di utilizzo fisiologico, comunque altissimo a causa delle note carenze di sistema, non si può scendere e dall'altra si "accarezza", fiscalmente parlando, un settore che certamente non giova alle tasche e in certi casi al morale del giocatore. Come argutamente sembra sottendere l'Aduc, uno Stato "educatore" da una parte dovrebbe scoraggiare il vizio del gioco aumentando le correlate aliquote e dall'altra favorire la mobilità del singolo individuo diminuendo il carico fiscale sul carburante.

Da notare che le cifre relative all'insieme dei settori di gioco nei primi 10 mesi del 2008 sono in flessione, mentre l'unico settore che viaggia in controtendenza é quello relativo agli "apparecchi e congegni da gioco" (+ 11% pari a + 203 milioni su un totale di poco più di 2 miliardi), che guarda caso è il settore più pernicioso sia sotto il profilo della dipendenza che sotto quello del rischio di infiltrazione malavitosa. Il tutto con la benedizione dei nostri Governanti che potrebbero destinare gli eventuali maggiori introiti derivanti da una diversa tassazione del gioco ad una diminuzione dell'aliquota complessiva sui carburanti oppure ad un aumento degli organici delle forze dell'ordine che, esempio banale, potrebbero più efficacemente presidiare le nostre strade, specialmente di sabato sera...

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Mercato


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