dalla Home

Home » Argomenti » Manutenzione

pubblicato il 8 gennaio 2009

La cintura di sicurezza: essenziale da oltre 50 anni

Volvo ne festeggia il mezzo secolo anticipando il futuro

La cintura di sicurezza: essenziale da oltre 50 anni
Galleria fotografica - La cintura di sicurezza Volvo compie 50 anniGalleria fotografica - La cintura di sicurezza Volvo compie 50 anni
  • Nils Bohlin, 1959, inventore della cintura di sicurezza a tre punti	   - anteprima 1
  • 1959 - anteprima 2
  • 1959 - anteprima 3
  • Il meccanismo di avvolgimento a inerzia diventa di serie, 1969 - anteprima 4
  • Volvo 130, 1970 - anteprima 5
  • Volvo 850, 1992 - anteprima 6

La cintura di sicurezza è uno degli strumenti più importanti per l'incolumità dei passeggeri di un'auto. "La sua unicità risiede nell'efficacia con cui blocca e trattiene l'occupante del sedile", spiega Lennart Johansson, responsabile del reparto sistemi di sicurezza interni Volvo, un Costruttore considerato come il pioniere in questo campo. Infatti, anche se la cintura di sicurezza è stata brevettata nel lontano 1903, è stata introdotta sulle prime automobili solo sul finire degli anni Cinquanta e proprio Volvo è stato tra gli autori del suo sviluppo.

Le cinture di sicurezza a tre punti sono comparse per la prima volta nella gamma svedese nel 1959 e da allora hanno svolto un ruolo essenziale nella protezione degli occupanti di tutte le vetture, tanto che oggi sono una condizione essenziale per l'omologazione di un qualsiasi veicolo di serie. Da allora sono passati esattamente 50 anni e molte persone ritengono che in questo arco di tempo le cinture di sicurezza a tre punti non siano più cambiate, ma chi la pensa così ha ragione solo in parte: la configurazione di base delle cinture, semplice e geniale, è rimasta invariata, ma la differenza risiede nel fatto che esse fanno parte oggi di un sistema di sicurezza ad alta tecnologia in continua evoluzione. "Sarà possibile fare a meno delle cinture soltanto quando vi saranno vetture che garantiscano automaticamente di non venire coinvolte in alcuna collisione. Tale obiettivo è tuttavia ancora molto lontano, benché anche in tale campo siano in corso approfondite ricerche", ha detto Johansson. L'evoluzione prosegue verso varie direttrici, come le cinture a quattro punti, quelle motorizzate o quelle più facili da utilizzare (ideate soprattuto per incentivarne l'utilizzo, dal momento che, nonostante la loro oggettiva importanza e la loro obbligatorietà, le cinture non sono ancora utilizzate da tutti gli automobilisti).

I 50 anni di storia delle cinture di sicurezza Volvo possono quindi essere l'occasione giusta per parlare di questo dispositivo in maniera approfondita, spiegando il suo funzionamento e quali i suoi più probabili sviluppi per l'avvenire.

LE CINTURE DI SICUREZZA A TRE PUNTI
La prima volta che la cintura di sicurezza a tre punti debuttò su una Volvo fu nel 1959. Da quella data ad oggi di modifiche ne sono state fatte, tuttavia la più recente di rilievo osservabile a occhio nudo rimane quella del meccanismo di avvolgimento a inerzia diventato di serie dal 1969, che le ha rese più confortevole e flessibile. Esistono, infatti, dei "sistemi che possono fungere da integrazione, aiutando la cintura ad assolvere ancora meglio alla sua funzione, ad esempio fornendo informazioni sulle forze in gioco e interagendo con la cintura durante la sequenza di collisione per offrire una protezione ottimale", come dice Johansson. Un esempio in questo senso è costituito dal pre-tensionatore della cintura di sicurezza: quando riceve un segnale dal sensore di collisione, esso tende la cintura contro il corpo dell'occupante del sedile, per proteggerlo dall'eventuale collisione. Tale accorgimento riduce la distanza fra la cintura e il corpo, dovuta ad esempio alla presenza di indumenti spessi, come i cappotti invernali. Gli occupanti dei sedili traggono inoltre un notevole vantaggio dai limitatori di forza integrati nelle cinture di sicurezza. Grazie a un sensore che effettua il monitoraggio della velocità di svolgimento della cintura, i limitatori di forza sono ad esempio in grado di rilevare la massa dinamica, vale a dire il corpo in movimento dell'occupante del sedile, nel momento in cui essa viene proiettata in avanti. La limitazione della forza può essere sfruttata in modo diverso a seconda della situazione: la forza esercitata dalla cintura può essere,ad esempio, più elevata all'inizio della sequenza, quindi ridursi quando il compito di assorbire l'energia viene affidato all'airbag.
Le modalità di interazione dei sistemi sono determinate da sensori. La taglia dell'occupante del sedile e il tipo di collisione sono i parametri principali per la definizione del momento e del modo in cui i pre-tensionatori delle cinture, gli airbag e i limitatori di forza entrano in azione. Per prendere la decisione giusta in ciascun caso, il computer di bordo della vettura utilizza i dati ricavati da migliaia di scenari di collisione pre-programmati e di incidenti reali analizzati in precedenza da Volvo. Inoltre, se sul sedile posteriore della vettura è presente un cuscino integrato di sollevamento per bambini. Il sistema di protezione della cintura è tarato di conseguenza e differisce da quello dei sedili anteriori, perché la cintura di sicurezza posteriore deve essere in grado di proteggere nel modo più efficace possibile anche un occupante più piccolo e leggero.
Allo stato attuale, Volvo e gli altri costruttori utilizzano cinture realizzate da un numero limitato di fabbricanti e queste possono presentare variazioni delle proprietà di estensibilità, ma la struttura e la larghezza sono le stesse. Si potrebbe pensare che cinture più larghe offrano una migliore protezione, perché la forza tende a concentrarsi al centro della fascia, tuttavia, una maggiore larghezza offre soltanto vantaggi marginali e la presenza di una fascia diagonale più stretta sul petto risulta meno confortevole, almeno per le donne.

LE CINTURE DI SICUREZZA A QUATTRO PUNTI
Volvo e altri costruttori hanno preso in esame le cinture di sicurezza a quattro punti come possibili alternative e negli anni sono state presentate varie soluzioni. Non esiste tuttavia ancora una buona soluzione tecnica in grado di offrire un equilibrio adeguato sull'intero ventaglio di requisiti. Le cinture di sicurezza a quattro punti presentano ovvi vantaggi: trattengono, ad esempio, in modo più efficace l'occupante del sedile in caso di ribaltamento della vettura (ed è questo uno dei motivi per cui le vetture da rally sono dotate di imbracature di sicurezza a quattro punti o di cinture con un numero ancora più elevato di punti di attacco), riducendo inoltre il rischio, già basso, che l'occupante del sedile scivoli sotto la cintura a tre punti. Tuttavia, le cinture a quattro punti presentano anche alcuni svantaggi: la loro configurazione preferenziale è a forma di croce, in modo da formare una X sul corpo, ma il corpo umano presenta la massima solidità a livello della cassa toracica ed è quindi a tale altezza che esso offre le migliori capacità di assorbimento delle forze dovute alle collisioni. La sfida consiste pertanto nell'individuare il modo più efficace per fissare il punto di attacco superiore della cintura in una vettura la cui scocca non presenta alcun punto di fissaggio naturale. Un'altra difficoltà ha a che vedere maggiormente con l'utilizzo, in quanto gli utenti sono abituati ormai da 50 anni alle cinture di sicurezza a tre punti. Come verrebbe accolta una nuova soluzione? L'eventuale vantaggio offerto da una migliore ritenzione al sedile è sufficiente a compensare l'eventuale riduzione dei livelli di utilizzo? Si tratta di questioni allo studio di Volvo, che non esclude assolutamente l'eventualità di equipaggiare con cinture a quattro punti le proprie vetture future.

LE CINTURE MOTORIZZATE
Le cinture motorizzate costituiscono una nuova tecnologia che consente di tendere la cintura, portando il conducente nella posizione giusta nelle situazioni potenzialmente pericolose. Il sistema è ad esempio in grado di registrare se la vettura viene guidata in modo più impegnato o attivo, con un maggior numero di movimenti del volante. In tal caso, il supporto offerto dalla cintura di sicurezza può risultare vantaggioso. La cintura può inoltre ricevere dal sistema di avviso anticollisione della vettura un segnale che indica l'avvicinarsi di un ostacolo o il fatto che il conducente inizia a mostrare segni di sonnolenza o disattenzione. In tal caso, la cintura è in grado di fornire un avvertimento e richiamare l'attenzione del conducente sulla situazione, tendendosi e riposizionandolo sul sedile. Un vantaggio di tale sistema consiste nella possibilità di attivarsi un numero illimitato di volte senza esaurirsi, a differenza di quanto accade ad esempio con i pre-tensionatori pirotecnici delle cinture.

LE CINTURE PIU' FACILI DA UTILIZZARE
Un numero davvero eccessivo di conducenti continua a non indossare la cintura di sicurezza, per questo i Costruttori tendono a studiare soluzioni che ne rendono più pratico e naturale l'uso. Un'alternativa proposta da Volvo è quella di una fibbia che si solleva dalla sua posizione fra i sedili quando qualcuno si siede sul sedile. Tale soluzione agevolerebbe la ricerca della fibbia e l'uso della cintura, specialmente nel caso dei sedili posteriori. Altre idee prevedono di mostrare agli occupanti come utilizzare le cinture avvalendosi di luci stroboscopiche oppure cucendo una striscia illuminata nella cintura per agevolarne l'individuazione al buio. Sono inoltre state effettuate prove su sistemi totalmente automatici che dispongono la cintura sull'occupante del sedile e la allacciano, ma tali soluzioni comportano una sfida alla logica delle relative modalità di utilizzo.

Autore:

Tag: Tecnica , Volvo , sicurezza stradale


Top