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Curiosità

pubblicato il 7 gennaio 2009

Salone di Detroit 2009: work in progress

Il NAIAS svela il suo lato più artigianale. Invisibile eppure indispensabile

Salone di Detroit 2009: work in progress
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Walt Kachorek, Michael Lodico, Jonathan Fowldes, Edward Aiello e c'è anche un'elettricista donna, Rose Kuykendall. Non sono i manager di qualche Casa automobilistica, ma quelli che fanno (anzi, stanno letteralmente facendo) il Salone di Detroit, montandolo pezzo per pezzo e trasformando i padiglioni sordi e grigi del Cobo Center nelle passerelle illuminate che si accenderanno l'11 gennaio prossimo sulle 58 novità annunciate che le Case porteranno al Cobo Center per essere ammirate fino al 25 prossimo.

La crisi c'è, ma le prime immagini mostrano un Salone che non vuole rinunciare al ruolo che compete alla capitale mondiale dell'Automobile e gli operai al lavoro incarnano a pieno lo spirito di un'America che ha pochi soldi per acquistare una vettura, ma ha ancora braccia forti e voglia di ripartire dal basso mostrando il suo volto più operaio e artigianale attraverso coloro che in questo momento stanno schiodando le casse piene di materiale, rifilando pezzi di legno con la sega oppure incollando moquette, fissando gigantografie e nascondendo enormi fasci di fili. Non saranno di poco conto le assenze e Chrysler, per diminuire i costi, riunirà i suoi tre marchi in unico stand, ma Ford non rinuncerà a tenere tutta per sé, come da tradizione, la Cobo Arena dove svelare una dopo l'altra tutte le sue novità di fronte a migliaia di giornalisti.

Poi ci saranno i presidenti, i manager, i VIP invitati alle varie anteprime, i concessionari e infine il pubblico, ma i primi passi a solcare i padiglioni in costruzione sono quelli di chi lavora alacremente affinché alle ore 8 dell'11 gennaio tutto sia pronto. Crisi o non crisi, the show must go on. Grazie alla gente di Detroit.

Autore: Nicola Desiderio

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