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Mercato

pubblicato il 7 gennaio 2009

Mercato USA: quasi 3 milioni di auto in meno

Il 2008 si chiude con un ulteriore crollo delle vendite

Mercato USA: quasi 3 milioni di auto in meno

La befana porta carbone al mercato americano che perde a dicembre il 35,5% e chiude il 2007 con 13.244.018 immatricolazioni con un calo del 18% pari a 2.905.629 unità in meno, praticamente pari a quanto venduto dall'intero gruppo GM negli USA dove è leader del mercato. Basta questo per dare le dimensioni di un tracollo senza precedenti e che ha visto le vendite puntare decisamente verso il basso dopo il concretizzarsi della crisi finanziaria che si è sommata all'aumento del costo dei carburanti. Tutte le Case hanno venduto nel 2008 meno dello scorso anno e solo Subaru può vantare uno striminzito +0,3%. La gara quindi è tra chi ha perso di meno e, automaticamente, ha guadagnato quote di mercato.

Peggio di tutti è andata a Isuzu (-33%) seguita da Jaguar-Land Rover (-31,7%) e dal gruppo Chrysler che ha perso il 30% netto e ha segnato in dicembre addirittura -53,1%, il peggior calo di tutti. In questa non onorevole classifica seguono Porsche (-25%), Mitsubishi (-24,6%), General Motors (-22,7%) e Ford (-20,5%). Chi invece ha perso meno acquisendo maggiore penetrazione sono le tedesche Daimler (-1,5%), Volkswagen (-4,5%) e BMW (-9,7%) anche se in quest'ultimo caso gli exploit di MINI (+28,6%) e Rolls-Royce (+17,4%) arginano un calo che sarebbe stato altrimenti del 15,2%. Più pesante il bilancio per le giapponesi con Honda che perde solo il 7,9% e chiude l'anno 1,43 milioni di unità (ad appena 25mila unità da Chrysler), seguita da Mazda che cala del -10,9% come Nissan mentre è Toyota ad accusare la flessione maggiore. Pur rimanendo saldamente secondo, il gruppo nipponico chiude il 2008 con 2,22 milioni di pezzi, 400mila in meno del 2007 con un calo del 15,4%. Non a caso Jim Lentz, presidente di Toyota USA, ha commentato: "La cosa migliore del 2008 è che è finito". Di questa debacle hanno approfittato solo parzialmente i coreani con Kia (-10,5%) che ha fatto meglio (ma sarebbe più appropriato dire meno peggio) di Hyundai (-14%), tuttavia entrambe hanno collezionato 675mila vetture, più dei gruppi BMW e Volkswagen messi insieme. In questa valle di lacrime, persino Ferrari (-3,1%) e Maserati (-1,2%) devono incassare una seppur minima flessione.

Come era prevedibile, a far franare di più il mercato sono i truck (categoria che comprende SUV e pick-up) con -24,7% rispetto alle autovetture (-10,4%) e a crescere percentualmente di più (-7,2%) sono quelle che provengono da fuori USA, in particolare dall'Europa e dal Giappone, segno che la crisi sta imprimendo un cambiamento strutturale nel mercato. La Focus è l'unico modello Ford ha segnare un aumento (+13,1%), la Toyota Yaris segna +20,3%, la Honda Fit (la Jazz) addirittura + 40,9%, la smart va oltre le 22mila unità partendo da zero in un mercato dove per compatto intendono una vettura intorno ai 4 metri e mezzo. Vero è che il petrolio è crollato più del mercato e con esso il costo del carburante - si è passati da 4,2 dollari al gallone a poco più di 1,5 in pochi mesi - ma la crisi del credito è ancora forte e ridurrà di molto la spesa dell'automobile spingendo verso modelli che costano meno al listino e alla pompa. Certo è che, se continuerà questo la tendenza nelle vendite registrata negli ultimi mesi del 2008, il mercato 2009 potrebbe avvicinarsi ai 10 milioni, dato che fa sbiancare se si pensa che il 2007 si era chiuso con oltre 16,1 milioni. Non accadeva dal 1981 che il ritmo delle vendite fosse così debole nonostante i possessori di patente fossero ben 70 milioni in meno.

Eppure non mancano manifestazioni di ottimismo. Mark LaNeve, vice presidente di GM, pensa che già nel corso del 2009 ci sarà una risalita mentre Stephen Spivey della Frost & Sullivan dice che "quest'anno somiglierà molto al 2008, ma la contrario" alludendo non tanto al conto finale, ma al fatto che il mercato riprenderà a cabrare nella seconda metà piuttosto che andare in picchiata. Emily Kolinski Morris di Ford sostiene che "Molti dei primi mesi del 2009 saranno assai simili agli ultimi tre del 2008". Un segnale si avrà già a gennaio, mese molto importante per le flotte (auto aziendali, autonoleggi e leasing) e che vedrà l'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca con l'entrata a regime di tutte le misure di stimolo all'economia, non ultimi i complessivi 23,4 miliardi dati a GM, Chrysler e GMAC per risanarsi e ristrutturarsi. Se al 31 marzo sarà chiaro che ce la possono fare, ci sarà un altro segnale positivo e il secondo quarto potrebbe già ricominciare il recupero. Fare previsioni è un vero azzardo, sperare è già un atto di fiducia.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni , dall'estero


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