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pubblicato il 5 gennaio 2009

GMAC, 6 miliardi dal governo USA

La finanziaria di GM diventa banca e arrivano altri soldi anche per Chrysler

GMAC, 6 miliardi dal governo USA

Piovono altri soldi governativi sull'industria automobilistica americana. La GMAC, società finanziaria di General Motors, riceverà 5 miliardi di dollari dal Tesoro americano sotto forma di acquisto di azioni privilegiate e un ulteriore miliardo sarà dato alla Casa di Detroit per sostenere GMAC. Questa misura è stata possibile grazie al via libera concesso dalla Federal Reserve (la banca centrale americana) affinché la finanziaria diventasse banca e questo le darà l'ulteriore privilegio di accedere eventualmente a prestiti straordinari proprio dalla FED fino a un massimo di 17,5 miliardi di dollari.

A beneficiare dell'aiuto di stato non sarà soltanto General Motors, ma indirettamente anche Chrysler, visto che GMAC è posseduta al 51% da Cerberus, lo stesso fondo di investimento privato che controlla la Casa di Auburn Hills con l'80,1% delle azioni. In questo modo, i due Costruttori si vedranno recapitare, presso il loro domicilio o quello di "parenti", complessivamente 23,4 miliardi di dollari. Una massa enorme di denaro che però li mette sotto il diretto e attento controllo del Tesoro e la cui erogazione è subordinata a economie draconiane e alla formulazione di piani di sostenibilità finanziaria entro il 31 marzo.

Nel caso invece del prestito a GMAC si tratta di un ingresso azionario vero e proprio. Con i 5 miliardi di dollari, infatti, il Governo acquista azioni privilegiate garantendosi un interesse mascherato da dividendo dell'8% e si assicura un'opzione decennale per l'acquisto di altre 250mila azioni di GMAC a un solo centesimo l'una, a un ventesimo dunque del loro valore, capaci però di garantire il 9% di dividendo. Inoltre, se il Governo non si avvarrà del diritto di riscuotere il dividendo per 6 trimestri di seguito o in numero superiore non consecutivi, avrà diritto a due posti nel consiglio di amministrazione.

L'ingresso dello Stato ha però un'ulteriore importante conseguenza perché, riducendo drasticamente il potere di voto sia di Cerberus, sia di General Motors, fa in modo che GMAC non è più la società captive di GM, ossia non è più la consociata che i concessionari sono obbligati a utilizzare per il finanziamento delle autovetture per i clienti o per gli investimenti legati alla loro attività. In questo modo, da un lato i concessionari sono liberi di offrire ai clienti altri pacchetti di finanziamento, dall'altro GMAC può fare altrettanto, anche in altri settori diversificandosi. Questo distacco avverrà in modo graduale.

Un'operazione, dunque, complessa, avvenuta non senza forzature (GMAC non aveva completato al 100% la sottoscrizione di 38 miliardi di dollari presso i suoi azionisti per la costituzione del fondo di garanzia previsto dalla legge) e che apre molti altri scenari potenziali. A questo punto infatti, lo Stato potrebbe fare da ponte per il distacco di Cerberus da GMAC o addirittura garantire per quei soldi che General Motors non ha per riprendersi sostanzialmente la propria finanziaria e dare modo al fondo di investimento newyorkese di concentrarsi sul salvataggio di Chrysler.

A questo punto, i due gruppi risanati potrebbero procedere a una fusione che chiuderebbe uno scambio di favori: GM si prenderebbe Chrysler e Cerberus si prenderebbe GMAC, uno tornerebbe a fare solo automobili e l'altro solo finanza. Perché allora non farlo ora e subito? Perché per Cerberus non sarebbe conveniente acquistare tutta GMAC il cui patrimonio stimato è 249 miliardi di dollari, anche se ha dichiarato un calo dei contratti del 41% al 23 dicembre scorso e il rallentamento delle vendite porterà presto a un abbattimento dei valori residui delle vetture finanziate iscritte a bilancio. Viceversa, scambiarla con Chrysler sarebbe un ringraziamento da parte del modo politico per essersela ricomprata da Daimler tollerandone tutte quelle perdite che, in situazioni normali, avrebbero spinto all'immediata cessione della società partecipata. In ogni caso, General Motors si avvia a essere la prima grande Casa che, dopo essersi disfatta della propria compagnia di noleggio, si libera della propria finanziaria. Chissà che questo dimagrimento (ottenuto con molte flebo statali) non le ridia davvero tutta la salute che ora le manca drammaticamente.

Autore: Nicola Desiderio

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