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Attualità

pubblicato il 30 dicembre 2008

L’ottimismo del Presidente del Consiglio

Berlusconi plaude al figlio che ha deciso di rimandare l'acquisto dell'auto

L’ottimismo del Presidente del Consiglio

"Tutti hanno l'automobile e cambiarla è quasi uno sfizio. C'è mio figlio Luigi, che non ha problemi, che voleva cambiare l'automobile con una meno veloce, ma non lo ha fatto. È molto saggio". Un'affermazione da formica prudente quella di Silvio Berlusconi, che stride in modo evidente con quello che da mesi lo stesso Presidente del Consiglio ripete in pubblico: non abbiate paura della crisi, siate ottimisti e spendete. Del resto l'ottimismo, come recitava una campagna nota pubblicitaria, "è il sale della vita" e lo stile della comunicazione è proprio quello che piace al premier tant'è che molti ricordano lo spot televisivo nel quale un uomo con la borsa della spesa in mano è abbracciato e ringraziato da tutti. Il messaggio è: acquistare e consumare è il motore dell'economia, chi lo fa deve essere ringraziato perché sostiene il nostro benessere.

Un messaggio di ottimismo da buon padre di famiglia (per chi gradisce certi toni), ma Berlusconi ha usato anche il bastone proprio mentre la carota, come tutti i generi alimentari di prima necessità, stava aumentando velocemente dopo l'introduzione dell'euro. Anche in questo in caso il Presidente del Consiglio citò uno dei suoi famigliari come esempio: la madre indicata come la perfetta massaia, quella che, prima di acquistare, confronta i prezzi della merce sulla bancarella. Molti faticarono ad immaginare la signora Rosa tra i banchi del mercato, non poche furono invece le massaie che si sentirono ferite nelle loro capacità "professionali" di gestione dell'economia domestica, quasi che la colpa dell'aumento incontrollato dei prezzi fosse loro.

Di chi è oggi la colpa della crisi dell'auto? Sicuramente di uno dei figli del Presidente del Consiglio. Ci vorrebbe uno spot finanziato dalle Case nel quale ogni automobilista che incrocia Luigi Berlusconi al volante, abbassasse il finestrino e gli dicesse "Cambiala, è vecchia!". Scherzi a parte, i messaggi di fiducia possono far bene alla psicologia del consumatore (sempre che in tasca abbia qualcosa), ma non si capisce perché proprio l'automobile, che rimane l'industria principale del Paese, subisca continue demonizzazioni più o meno dirette quando non ne ha bisogno e queste provengano proprio da chi, come Silvio Berlusconi, non manca mai di incoraggiare l'ottimismo dei consumi lasciandolo però agli altri e dando così ragione a chi pensa che i ricchi siano i più grandi risparmiatori.

Autore: Nicola Desiderio

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