pubblicato il 22 dicembre 2008
La sicurezza stradale vista da Bruxelles
Intervista ad Antonio Tajani, Commissario ai Trasporti dell’Unione Europea
In Italia, nonostante i progressi compiuti in materia di sicurezza stradale, si contato ancora 633 incidenti al giorno, in cui, come ha ricordato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, "perdono la vita 14 persone e 619 rimangono ferite”. Un triste bilancio a cui si aggiunge il danno economico per lo Stato e per la collettività. Nel 2007 gli incidenti stradali sono letteralmente "costati" agli italiani 30,4 miliardi di euro, pari al 2% del PIL. Per il 2010 l'Unione Europea ha fissato un traguardo: dimezzare il numero delle vittime della strada rispetto al 2001. La riduzione nel nostro Paese si attesta intorno al 27,3% e, anche se l’Italia è in contro-tendenza nello scenario internazionale, dove l’incidentalità è tornata a crescere, questo traguardo non è sufficiente. L'obiettivo comunitario, come i lettori più attenti ricorderanno, sembra sempre più lontano e alcuni analisti ipotizzano che sarà raggiunto non più per il 2011, ma addirittura per il 2030, se non oltre.
Di questo e molto altro abbiamo parlato con Antonio Tajani, Commissario ai Trasporti dell’Unione Europea, che abbiamo incontrato in occasione dei festeggiamenti per l'80esimo compleanno dell'ANAS. A lui, che guarda l'Italia da Bruxelles, abbiamo chiesto anche se sia giusto o meno diminuire la concentrazione di alcol nel sangue consentita dalla legge dagli 0,5 attuali a 0,2 g/litro. Ecco come ha risposto alle nostre domande.
Commissario Tajani, l'Italia sta lentamente diminuendo il numero delle vittime sulle sue strade, ma il traguardo fissato dall'Unione Europea è ancora troppo lontano e a perdere la vita sono soprattutto i giovani. Cosa si sta facendo a Bruxelles per combattere questo triste fenomeno e l'obiettivo per il 2010 è davvero irraggiungibile ormai?
Per quanto riguarda il dimezzamento delle vittime della strada purtroppo siamo tutti quanti indietro, tutti i paesi dell'Unione Europea. Mi auguro che per il 2010 si possa arrivare comunque all'obiettivo, però dobbiamo fare molto di più. Devo ammettere, onestamente, che l'Italia in questa fase, cioè da quando io sono Commissario, sta dando segnali di grande attenzione, di grande impegno. L'Italia è stato il Paese che più mi ha sostenuto per quanto riguarda l'approvazione della direttiva dell'applicabilità delle sanzioni tra frontiere che è uno strumento per evitare che la facciano franca tante persone che a bordo di un'auto violano le regole, provocano incidenti e - la percentuale è alta - si nascondono dietro la targa di un paese diverso. Questo, soprattutto in paesi che hanno una presenza turistica elevata come l'Italia, è molto grave. Purtroppo, troppi paesi dell'Unione Europea non hanno seguito l'esempio dell'Italia, perché hanno fatto delle scelte favorevoli al terzo pilastro chiedendo che questa scelta non rientri più in una competenza comunitaria. L'Italia, invece, da questo punto di vista è stata all'avanguardia. Il Ministro Matteoli è, direi, quello che con maggior enfasi ha sostenuto la proposta di direttiva che non ha l'obiettivo di ridurre i poteri degli Stati membri: vogliamo soltanto ridurre il numero dei morti sulle strade. Il Parlamento Europeo ieri ha votato il testo proposto alla Commissione, ci auguriamo che il Consiglio segua l'esempio del Parlamento ascoltando i messaggi positivi che arrivano da parte italiana.
Che ruolo hanno le infrastrutture nella sicurezza stradale e quanto invece conta la responsabilità di un automobilista o di un centauro?
La testa dell'automobilista è l'elemento più importante, noi abbiamo fatto delle proposte in Commissione Europea anche per un sistema di trasporto intelligente utilizzando una proposta di direttiva approvata l'altro giorno dalla Commissione - e adesso aspettiamo il verdetto del Parlamento e del Consiglio - per utilizzare tutti i sitemi tecnologici più avanzati per rafforzare il sistema di sicurezza. Abbiamo approvato definitivamente la proposta direttiva della Commissione per la sicurezza legata alla realizzazione di infrastrutture più sicure, dando dei canoni base per tutta l'Unione Europea per quanto riguarda la realizzazione di infrastrutture e di tutto il sistema ad esse legato. Ma la cosa principale è la testa di chi si mette alla guida di un'auto, di un camion o di una moto e per questo bisogna insistere molto sulla formazione, sull'educazione dei cittadini... Anche nelle scuole bisogna fare di più di quanto si fa oggi per formare dei buoni guidatori di auto e moto.
Commissario Tajani, in Italia la proposta di legge del Presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, di diminuire la concentrazione di alcol nel sangue consentita dalla legge dagli 0,5 attuali a 0,2 g/litro, sta sollevando numerose polemiche, non solo a livello politico, ma soprattutto tra gli automobilisti, piuttosto preoccupati. Lei, in qualità di Commissario ai Trasporti dell’Unione Europea, che cosa ne pensa?
La Commissione Europea già qualche anno fa aveva fatto una proposta per abbassare il tasso alcolemico, sono sempre stati gli Stati membri che non hanno accettato questa proposta. Io condivido a pieno la proposta del Presidente Valducci e mi auguro che si possa andare avanti. Qui non si tratta di impedire al cittadino di bersi una grappa o due bicchieri di vino quando va a cena con gli amici o a un ragazzo che va in discoteca di impedirgli di bere due bicchieri di whisky. Noi vogliamo impedire che chi beve due bicchieri di whisky, liberissimo di farlo, non si metta alla guida della macchina. Questo chiediamo soltanto. Questo è l'obiettivo, nessuno vuole impedire il divertimento. Vogliamo soltanto impedire la morte. E se si va in comitiva, a turno chi porta la macchina o porta la moto non beve. La settimana successiva quando si ritorna in discoteca, quello che ha bevuto la volta precedente non berrà e farà bere l'altro.
Autore: Eleonora Lilli
Tag: Attualità , sicurezza stradale , unione europea
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Nuovo commento 3 Commenti
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Limitiamoci!
Matteo
Pubblicato il 22/12/2008 alle 14:25
Molto semplicemente: se le auto avessero dei limitatori di velocità corrispondenti al limite massimo consentito (ovvero a 130 kmh), ci sarebbero sensibilmente meno morti sulle strade, auto che consumano meno e meno ingombranti (visto il disinteresse per le case automobilistiche nel produrre bolidi), e meno ipocrisia nei discorsi dei politici.
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Matteo
Flat Six
Pubblicato il 22/12/2008 alle 23:19
Ma davvero sei convinto:che per ridurre,l'incidentalita e le conseguenti mortalità sia sufficente limitare la velocità dei veicoli ai canonici 130 previsti per la marcia in autostrada? E come la mettiamo per gli incidenti che si verificano nei centri urbani che tra l'altro costituiscono una elevata percentuale rispetto agli incidenti che avvengono su strade extra urbane ed autostrade ? Il problema a parer mio è costituito,non dai bolidi che sfornano le case automobilistiche,tra l'altro sempre più sicuri,ma dalla evidente ineducazione,della stragrande maggioranza degli utomobilisti italiani Alcuni esempi, dei comportamenti dell'italico automobilista sono Usa impropriamente e continuamente il telefonino quando guida Hà scarsa propensione all'uso delle cinture di sicurezza In colonna in città,non si esita a passare col giallo,per poi fermarsi in mezzo all'incrocio precludendo il passaggio a chi hà il verde Non disdegna,di liberarsi di cartacce e svuotare i posacenere tanto per ingannare l'attesa al semaforo rosso Ignora completamente i pedoni sulle strisce'oppure sorpassa chi si ferma per lasciar attraversare Si stizzisce al minimo intoppo,manifestando il proprio disappunto con gestacci e colpi di clacson Parcheggia dove gli fà più comodo,anche solo per andare a comprare il giornale,fregandosene se magari arreca disturbo ad un cieco oppure ad un andicappato in carrozzina Viaggia imperterrito sulla corsia centrale in autostrada,ignorando che il codice obbliga ad occupare la corsia libera più a destra Usa impropriamente,fari fendinebbia e retronebbia,infischiandosene di chi lo precede o lo segue Poi ci sono quelli,che non potendosi permettere un'auto decente viaggiano con catorci privi di illuminazione,con pneumetici slik senza ammortizzatori,non pensando che se non ci sono le possibilità,piuttosto che rischiare l'incolumità di un qualsiasi ignaro cittadino è meglio rinunciare all'auto,aspettando magari tempi migliori Di perle ce ne sarebbero per scrivere un libro e sicuramente qualcuno l'ha già fatto,pertanto non limitiamoci a vedere come unica soluzione la limitazione della velocità,sarebbe troppo semplicistico. Quì il problema è un'altro:quando qualcuno hà cominciato a fare lìItalia ha dimenticato di fare gli italiani A questo proposito un primo ministro,in carica per un ventennio disse GOVERNARE GLI ITALIANI,NON E' DIFFICILE:E' INUTILE!!!
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Viva Italiano
Pubblicato il 22/12/2008 alle 12:53
L'Unione Europea vuole veramente dimezzare le morti sulle strade, esiste un modo semplice ma di troppo facile attuazione: diminuire il numero delle auto sulle strade! Vi starete dicendo, ma questo è pazzo! Ragionamento: la maggior parte degli incidenti avviene nelle città, dato di fatto! Ora, se le infrastrutture ed il trasporto pubblico fosse veramente adeguato alle esigenze reali, non ci sarebbe bisogno per molta gente di usare la propria auto, che userebbe tranquillamente il suddetto trasporto pubblico. Risultato (potenziale): numero nettamente inferiore di auto in città, aumento delle entrate nelle casse comunali, miglioramento della qualità dell'aria, diminuzione delle tasse (visto che si andrebbe a ridurre il costo al cittadino degli incidenti), più spazio negli ospedali per persone veramente malate. Certo che se però continuiamo a far andare, per esempio, le FS come stanno andando, come si può realmente pretendere che il cittadino rinunci all'auto? Quindi, UE, bando alle ciance! Venite fuori con qualcosa di concreto e vedrete che anche la gente gradirà!