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pubblicato il 17 dicembre 2008

La Saleen è in vendita

La factory sportiva americana, orfana del suo fondatore, è "scaricata" dagli azionisti

La Saleen è in vendita

La Saleen avrà un nuovo proprietario. Anche la piccola Casa sportiva americana di Troy, nel Michigan, è vittima della crisi e i suoi azionisti hanno incaricato la banca di investimento William Blair & Company LLC di cercare un compratore per le proprie attività nel settore automotive dopo 24 anni di vita onorata da successi tecnologici e sportivi. I più importanti sono quello di preparatore delle Mustang e quello di aver costruito la S7 e la S7R da competizione che più di una volta ha messo paura ai giganti nel FIA-GT prendendosi il lusso di battere nel 2004 Ferrari, Maserati e Lamborghini proprio a Imola in una gara del campionato mondiale. Senza contare che è stata proprio la factory di Troy ad occuparsi della industrializzazione e dell'assemblaggio della Ford GT e si occupa tutt'ora del sottoassemblaggio e della verniciatura delle Dodge Viper SRT-10. Non è dunque esagerato dire che la Saleen è stata per Ford quello che AMG è per Mercedes.

La Saleen è stata fondata nel 1984 da Steve Saleen che ne ha fatto fino al 2007, anno nel quale è uscito dall'azienda, una vera autorità per l'auto sportiva americana entrando nel 1996 all'interno della Mustang Hall of Fame accanto a personalità come Lee Iacocca e Carrol Shelby, rispettivamente l'ideatore della Mustang e il mentore delle potenzialità sportive insite in una pony car nata timida e trendy con carrozzeria rossa e capotina bianca, ma presto diventata l'icona della muscle car. A dire il vero, il sogno di Saleen era un po' il loro: battere le Ferrari in pista. Era riuscito a Shelby con la GT40 e con la S7R qualche volta anche a Saleen. La S7, prodotta dal 2001 al 2006 è sicuramente il capolavoro di Saleen per la sua raffinata aerodinamica e la sua leggerezza, poco più di 1.300 kg. Sicuramente una delle vetture sportive più vicine alla pista degli ultimi anni durante i quali il suo V8 Ford large block 7 litri ha avuto varie evoluzioni: dalla versione aspirata con 575 CV che raggiungeva 366 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi, a quella biturbo da 750 CV cronometrata a 399 km/h e in grado di bruciare i 100 km/h da fermo in 2,8 secondi. C'è stata anche una versione da 1000 CV, ma nessuno ha mai saputo di cosa fosse capace. Le Saleen sono importate in Europa dal gruppo DR (lo stesso che ora produce la DR5) che con la S7R ha anche corso nel campionato GT italiano.

La Saleen all'ultimo Salone di New York aveva presentato la S5S Raptor, una sportiva più compatta e più evoluta nello stile e nella tecnica con il telaio in alluminio al posto dei tubi in acciaio con pannelli in composito della S7, ma sempre nerboruta grazie a un V8 5 litri (302 pollici cubi) turbocompresso da 650 CV in grado di funzionare a E85, superare 320 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in poco più di 3 secondi. Ma evidentemente i tempi non erano più quelli mitici del motorismo americano e la Raptor non era più la creatura genuina del suo creatura. Saleen aveva un altro sogno e forse lo ha ancora: una sportiva a motore Diesel. C'è chi dice che, dopo una breve parentesi con i cinesi della Chamco, si sia messo alla testa di un gruppo per acquisire da Chrysler il marchio Viper e magari riprendersi il marchio che porta il proprio nome. Ma questi sono tempi molto difficili, anche per i sognatori come Saleen.

Autore: Nicola Desiderio

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