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Mercato

pubblicato il 17 dicembre 2008

Mercato dell'auto: è una crisi globale e sociale

L'UNRAE chiede interventi strutturali. "La crisi è un'opportunità"

Mercato dell'auto: è una crisi globale e sociale

"L'industria automobilistica come impresa sociale per eccellenza per gli enormi risvolti di carattere occupazionale che comporta". Con queste parole il presidente dell'UNRAE Salvatore Pistola, ad apertura dell'incontro con la stampa di fine anno, ha ricordato l'importanza dell'automobile nella società moderna, sintetizzando in modo drammaticamente eloquente il perchè in un tale contesto di crisi mondiale, sia necessario intervenire a sostegno di questo settore. Due numeri su tutto: in Europa l'automobile conta oltre 12 milioni di lavoratori e per la sola Italia rappresenta il 14% del PIL. E se l'anno 2008 "è uno dei più difficili della storia contemporanea dell'automobile", la presa di coscienza che nel nostro paese bisogna prendere dei provvedimenti strutturali è d'obbligo.

Pistola ha fornito un quadro generale delle ripercussioni della crisi sul mercato dell'auto da cui, come noto, non si sta salvando quasi nessun paese. Dagli USA, dove il tracollo delle vendita sfiorerà il 40% a novembre e i tre costruttori nazionali rischiano la bancarotta, al Giappone la cui economia sta vivendo una recessione tecnica (il PIL è diminuito per il secondo trimestre consecutivo) che genera sfiducia e ha comportato un calo del 3,2% del mercato dell'auto nel periodo gennaio-novembre.
Il Vecchio Continente, nel suo complesso, registrerà una flessione tra il 7 e l'8% con un immatricolato complessivo di 15 milioni di vetture. Il mercato europeo ha iniziato a deteriorarsi dallo scorso mese di maggio e tra il cinque grandi paesi che nell'insieme rappresentato il 70% del mercato, risultati peggiori si sono registrati in Italia, Spagna e Gran Bretagna, mentre la flessione è stata contenuta in Germania (i primi segni della crisi sono arrivati ad ottobre) e la Francia registra un saldo positivo (nell'anno) grazie al programma fiscale di "bonus-malus" che penalizza le auto a più alte emissioni di CO2 incentivando il rinnovo del parco macchine con l'acquisto di vetture ecologiche, e all'abolizione della tassa di proprietà. Segnali di forte calo sono iniziati in ottobre, ma potrebbero essere compensati nei prossimi mesi grazie al piano di sostegno al settore dell'auto introdotto in questi giorni dal Governo Sarkozy e che prevede incentivi alla rottamazione di 1.000 e 2.000 euro, un fondo di investimento di 300 milioni di euro a favore dei costruttori nazionali e 1 miliardo di euro per la facilitazione del credito legato alla filiera automobilistico.
A confermare che siamo di fronte ad una crisi globale ci hanno pensato i risultati di quei paesi che fino a pochi mesi fa trainavano la crescita del mercato dell'auto globale: il Brasile ha archiviato ad ottobre la prima flessione delle immatricolazioni dopo due anni; in Russia a novembre le vendite delle Case estere hanno registrato un -15%; l'India ha è in rallentamento per il quarto mese consecutivo; la Cina, infine, è vittima di una crisi economica che sta mettendo in ginocchio il settore industriale del paese.

Quanto al mercato dell'auto in Italia, sui numeri della crisi siamo già informati e regolarmente aggiornati ogni mese. Il 2008 sarà chiuso con circa 2.150.000 immatricolazioni per una flessione del 14,2% rispetto al 2007. Quello che preoccupa l'UNRAE è il trend con cui il declino si acuito nei mesi e che lascia presagire un peggioramento nel 2009: il primo semestre ha segnato una flessione dell'11%; il secondo è peggiorato a -18%. Ci si aspettava un piano di incentivi più esteso che non è mai arrivato e quello in vigore non ha prodotto risultati significativi.
La certezza di Salvatore Pistola è che per quanto si possa criticare il modello di mobilità privata caratterizzato dal trasporto su gomma, ad oggi non esistono soluzioni alternative praticabili: "Dopo l'automobile ci sarà ancora l'automobile, ma ciò non significa che sarà sempre la stessa automobile, né che non si debba operare per ridurre tutti gli impatti negativi per quanto riguarda l'ambiente, la sicurezza e la congestione del traffico". L'innovazione tecnologica da sola non basta e per gestire e superare la crisi "occore anche un precisa politica economica per fra fronte alle esigenze immediate e per creare i presupposti per il futuro rilancio del settore". Il presidente dell'UNRAE ha dunque ribadito la necessità di interventi volti a favorire il ricambio del parco circolante italiano ancora molto vecchio. Interventi che si devono tradurre in incentivi alla sostituzione che si autofinanzierebbero col maggior gettito fiscali prodotto dalla incremento delle vendite. Una politica sicuramente "win, win, win" secondo Pistola, perché avvantaggia il settore (in termini occupazionali oltre che economici), lo Stato e l'ambiente grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti.

L'altro ambito su cui intervenire è quello del credito al consumo, oggi sempre più difficile. Una situazione allarmante se si pensa che oltre il 70% di chi ha acquistato nei mesi scorsi un'auto lo ha fatto grazie ad un finanziamento.

E poi c'è l'annosa questione della fiscalità dell'automobile, sui cui l'UNRAE si batte da tempo. Ci sono troppe tasse dirette e indirette, che devono essere razionalizzate e, anzi, sfruttate per incentivare il rilancio del mercato. Secondo Salvatore Pistola bisognerebbe diminuire il carico fiscale di quelle formule di mobilità che decongestionano il traffico come il car sharing nonché quello relativo alle auto aziendali oggi penalizzate sotto l'aspetto di detraibilità dell'IVA e ammortamento. Per non parlare dei veicoli usati, il cui regime di tassazione "non ha eguali in altri mercati continentali". Ancora più importante è l'adozione della logica del "pay per use", che può essere applicata a vari livelli, a cominciare dalla tassa di proprietà che "si può trasformare, se proprio deve esserci, in una tassa di circolazione (...) che ormai ispira quasi tutte le normative europee in campo ambientale: chi più inquina più paga". Un argomento sostenuto recentemente anche dal Presidente dell'ACI, Enrico Gelpi.

Le cose da fare sono tante. Ma è proprio questo il "bello" della crisi: ci sentiamo di condividere il messaggio lanciato dall'UNRAE che siamo di fronte ad un'opportunità per riformare a 360 gradi le regole di un settore chiave della mobilità che, nel bene o nel male, è stato e continuerà ad essere un motore della società.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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