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Attualità

pubblicato il 16 dicembre 2008

Bere o guidare: il limite scende a 0,2 g/l

Il disegno di legge potrebbe entrare in vigore a gennaio 2009

Bere o guidare: il limite scende a 0,2 g/l

Mettersi al volante dopo aver bevuto una birra con gli amici o alla fine di un pranzo accompagnato da un bicchiere di vino potrebbe costare il ritiro della patente. E' questo lo scenario che si prospetta agli automobilisti italiani qualora la proposta di legge del Presidente della commissione Trasporti della Camera Mario Valducci venisse approvata: diminuire la concentrazione di alcol nel sangue consentita dalla legge dagli 0,5 attuali a 0,2 g/litro.

"E' una proposta che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol - riferisce il Presidente - chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite rispetto agli attuali limiti consentiti". Questo provvedimento, che Valducci spera venga varato entro gennaio dalla Camera, si tradurrà "in un modifica al Codice della strada". Particolarmente pesanti, ha preannunciato, saranno poi le sanzioni: "Pensiamo a un inasprimento progressivo, che può andare dalla sospensione della patente per sei mesi fino al definitivo ritiro". In effetti, i dati sulle ripercussioni dell'alcol sull'organismo sono noti a tutti: bastano 0,4 g di alcol per litro di sangue a determinare una sensazione di ebbrezza e a causare una riduzione delle inibizioni e della percezione del rischio. E di rischi sulle nostre strade se ne corrono molti: In Italia le vite spezzate dagli incidenti stradali sono 500 in più della Francia, circa 1.300 in più della Spagna e oltre 2000 in più del Regno Unito.

A ricordare il ruolo determinante di sostanze stupefacenti e alcol nella dinamica dei sinistri più tragici ci ha pensato una recente indagine condotta dal Trauma team dell'ospedale Niguarda di Milano in collaborazione della polizia locale. La ricerca svolta da marzo a settembre ha coinvolto 74 conducenti di auto e motocicli. Durante il periodo di monitoraggio, spiega Osvaldo Chiara, direttore del Trauma Team, "tutti i conducenti che venivano ricoverati in seguito a un incidente stradale sono stati sottoposti ai test per valutare i livelli di alcolemia e l'eventuale assunzione di una o più droghe". Circa "il 50% del campione è risultato positivo", riassume lo specialista. In particolare, "il 20-22% aveva assunto soltanto alcol e il 20% solo droga (soprattutto cocaina), mentre il 15% alcol e droga in mix". In generale "il 70% dei guidatori analizzati era maschio e l'età media del campione era 39 anni".

Dati in linea con quelli dell'Associazione italiana familiari e vittime della stradaonlus. "Circa il 40% dei conducenti che vengono sottoposti ad alcoltest o narcotest nel nostro Paese risulta positivo all'assunzione di alcol o droga", riferisce Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. Un quadro preoccupante che sta spingendo il Governo e le istituzioni a prendere dei provvedimenti drastici, anche a discapito degli automobilisti italiani responsabili.

Autore: Valerio Verdone

Tag: Attualità


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