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pubblicato il 11 dicembre 2008

UE: quale piano per aiutare l'auto?

Accordo ancora lontano e Berlusconi dice: "La situazione USA è diversa da quella UE"

UE: quale piano per aiutare l'auto?

Soldi. Di questo avrebbe bisogno l'industria dell'auto - come molte altre industrie in questo difficile momento - per affrontare la crisi e uscirne. Sull'importanza di un intervento da parte delle Istituzioni sono d'accordo in molti: dal governo all'opposizione, dai costruttori agli industriali. "Il settore auto è in forte crisi in Italia, in Europa e nel mondo", ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola; "Servono interventi per il settore dell'auto" perchè sono "a rischio posti di lavoro e competitività", ha detto in una nota Cesare Damiano (PD); "Gli aiuti al settore devono essere per tutti o per nessuno", ha avvertito Sergio Marchionne, AD Fiat, riferendosi a quanto sta succedendo in America ed Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha ribadito che servono "aiuti a tutti i settori che fanno efficienza energetica, risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti". Insomma, che l'aiuto non riguardi soltanto l'auto. Eppure, anche se da più fronti si sostiene la tesi per cui i fondi dovrebbero essere erogati e più "a livello europeo" che "statale", non c'è ancora nessun piano concreto a livello comunitario e, a chi ha chiesto al premier Silvio Berlusconi se l'argomento verrà trattato durante il Consiglio europeo che si apre oggi, il Presidente del Consiglio ha risposto: "Non credo che di questo si parli, noi non ne abbiamo mai parlato in Italia perchè se c'è da dare un sostegno si dà per tutti i settori".

E a chi gli faceva notare come invece gli Stati Uniti si stiano muovendo per sostenere il settore nazionale delle auto, Berlusconi ha replicato che negli "USA la situazione del comparto delle auto è diversa da quella europea". Il governo italiano non sta dunque lavorando ad alcun piano di sostegno per l'auto e non c'è allo studio neppure un provvedimento per prorogare gli incentivi alla rottamazione. A dirlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha anche sottolineato che "non c'è una proposta autonoma del governo italiano" e che gli interventi per il settore saranno valutati nel quadro degli interventi europei.

"No. Non c'è nulla", ha detto Scajola a chi gli chiedeva della proroga degli incentivi annunciata ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. "È stato nello scenario degli argomenti che abbiamo valutato nelle scorse settimane, ma si è deciso di valutarlo nell'ambito complessivo del sistema Europa". Un eventuale aiuto all'industria dell'auto italiana, dunque, arriverà - se arriverà - direttamente da Bruxelles e non da Roma. E' certo però che "il settore auto è in forte crisi in Italia, in Europa e nel mondo", come ha detto Scajola, e che di fronte al piano al vaglio dagli Stati Uniti, "l'Europa non possa fare diversamente, sennò ci sarebbe uno squilibrio forte in questo settore. Ma è un problema europeo, che si sta valutando in sede europea, collegandolo al risparmio energetico e alla diminuzione delle emissioni nell'atmosfera. In questo senso l'Europa sta valutando. Non c'è una posizione o una proposta autonoma del governo italiano". Occorre però ricordare che, all'interno della Comunità Europea, fino ad oggi soltanto la Francia ha messo in atto una manovra statale anti-crisi che interessa anche l'industria dell'auto.

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Tag: Mercato , unione europea


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