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pubblicato il 11 dicembre 2008

Le Case abbandonano i Saloni dell'Auto

Perchè costruttori investono sempre meno, anche nei "motor show"

Le Case abbandonano i Saloni dell'Auto

Le Case che vendono sempre meno, che abbandonano le competizioni e anche i Saloni dell'Automobile. Saranno proprio quest'ultimi le prossime vittime della crisi del mondo delle quattro ruote, anzi le prime ferite si vedono già. Al Motor Show di Bologna erano assenti i gruppi BMW-MINI e Koelliker (distributori per Mitsubishi, Kia, SsangYong) e quando ci sono magari non portano neppure tutto quello che potrebbero. Così, mentre alla Fiera del capoluogo emiliano si aprono i battenti, Audi diffonde le prime immagini della A5 Cabriolet per non parlare della Porsche che, pochi giorni prima, ha svelato la Cayenne Diesel e la Panamera, ma se le tiene a Zuffenhausen. E dire che entrambe non portavano nulla di nuovo a Bologna, dunque avevano un ottimo motivo per far toccare a giornalisti, addetti ai lavori e pubblico novità che ne rinfrancassero lo spirito dopo un 2008 orribile e un 2009 che si annuncia peggio. Eppure non lo hanno fatto. Non che le Case siano obbligate a far fare passerella alle loro ultime novità, ma una volta erano queste le occasioni uniche per lanciare nuovi modelli.

A qualcuno è andata anche peggio. Il discreto Stockholm International Motor Show, che si svolge con cadenza triennale e che avrebbe dovuto aver luogo il prossimo aprile nella capitale svedese, è stato rimandato al 2010 o anche al 2011. Una decisione che arriva (forse non a caso) dopo la notizia che Ford sta valutando l'ipotesi di vendere Volvo e insieme a General Motors ha chiesto aiuto al governo svedese. Le americane, infatti, hanno urgentissimo bisogno di denaro e di problemi a Detroit ne hanno più di quelli che si siano trovati ad affrontare in tutta la loro ultracentenaria vita.

E a proposito di Detroit, il NAIAS (17-25 gennaio 2009) deve annotare le defezioni di Mitsubishi e Nissan insieme a quelle di Suzuki, Rolls-Royce, Ferrari, Land Rover e Porsche proprio nel Salone che ha luogo in quella che tutti chiamavano la Capitale mondiale dell'Automobile, teatro di uno degli appuntamenti più importanti e consolidati di questo genere visto che è nato nel 1907. A fare maggiore sensazione è l'assenza di Nissan che in America ha il 7,3% del mercato, ma anche fabbriche, centri stile e centinaia di concessionari pronti a essere presenti al Cobo Center sostituendosi alla Casa madre che ha invece confermato la sua presenza a Chicago, salone dal carattere meno mediatico e più commerciale. I maligni dicono anche che è una questione di soldi. In Illinois le vendite vanno molto meglio che nel Michigan di questi tempi e non è difficile capire il perché: il terrore di un tracollo dell'industria dell'auto immobilizza anche chi può ancora muoversi.

Proprio Nissan ha sperimentato una formula di lancio che comprende il Salone classico, ma va oltre i suoi confini fisici e mediatici. Al Los Angeles Auto Show (21-30 novembre) ha infatti tolto i veli alla sua nuova Cube facendo lo stesso in contemporanea al proprio centro stile di Londra e nei propri uffici di Tokyo per farne un evento davvero globale. Anche questo è il segnale che il Salone, così come è inteso adesso, ha perso la sua centralità. Allo stesso tempo, nei padiglioni di Figueroa Street i testimoni parlano di stand di GM e Chrysler ridotti a vetture parcheggiate su tappeti sintetici e a malapena illuminate. Un modo per impietosire il membri del Congresso per gli aiuti di Stato? Peccato che Rick Wagoner (AD di GM), Alan Mullally (AD di Ford) e Bob Nardelli (AD di Chrysler) abbiano usato negli stessi giorni i loro rispettivi jet privati per andare a Washington a piangere miseria. Non proprio il massimo dell'immagine in un clima di austerità.

Chi invece tira un sospiro di sollievo è Ginevra che, senza ospitare neppure una Casa auto, per il 2009 può annunciare di averle tutte alla sua corte in occasione della 79esima edizione del Salone Internazionale che prenderà il via il 5 marzo prossimo. Anzi, per gli spazi c'è una lista di attesa composta da almeno 20 potenziali espositori. Ci sarà anche un "padiglione verde" interamente dedicato ai veicoli elettrici e dotati di altre tecnologie alternative. Per una volta l'Italia e il Motor Show di Bologna arrivano prima: Innovation Cube lo ha inventato H2Roma, manifestazione della quale OmniAuto.it è partner ormai da anni.

A proposito di futuro, cosa succederà di questo passo ai saloni? Molti spariranno, pochi rimarranno e non è detto che sarà un male visto che il calendario si era fatto decisamente troppo fitto negli ultimi anni. Meglio che ve ne siano di meno e più ricchi di novità. D'altra parte, assumeranno importanza sempre maggiore quelli nei cosiddetti mercati emergenti. San Paolo, Shangai, Pechino, Mosca e Nuova Delhi non vedranno di certo le defezioni di Bologna e Detroit, anzi crescerà la loro densità di novità, non solo riservate ai loro contesti, ma a livello globale, sia per le city car sia per le supercar più estreme e costose che lì stanno trovando code di compratori. Ma c'è anche un'altra verità: le Case e gli addetti ai lavori da anni manifestano una certa stanchezza per manifestazioni che diventano sempre più costose e sempre meno efficaci in un mondo che gioca su due fattori: la comunicazione globale simultanea attraverso Internet e la presenza sul territorio attraverso le reti di vendita e assistenza. I Saloni come passerelle per il pubblico e grandi convention per gli giornalisti, concessionari e consulenti sono sempre meno attraenti e perché tornino ad esserlo ci vorrebbe qualcosa di nuovo. Ma ora c'è la crisi a cui pensare.

Autore: Nicola Desiderio

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