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Curiosità

pubblicato il 11 dicembre 2008

Il low cost è di moda in Italia

Una ricerca GPF commissionata da Dacia rileva i modelli di consumo

Il low cost è di moda in Italia
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E' ormai da tempo che si parla di "low cost", espressione che non soltanto viene associata ad un prodotto a basso prezzo, ma anche ad un insieme di valori e comportamenti sociali volti ad un consumo più "responsabile". A maggior ragione, il low cost è di attualità in questi tempi di crisi, come dimostra il caso Dacia, il marchio a prezzi contenuti del Gruppo Renault, che in un contesto di calo generalizzato del mercato automobilistico continua ad aumentare le proprie quote di vendita, sia in Italia che a livello mondiale. Ed è proprio Dacia, che sul low cost ha basato l'intera immagine del marchio, ad aver commissionato a GPF un'indagine per capire se il comportamento dei consumatori italiani è cambiato di fronte alla crisi economica in atto. Titolo dell'indagine è, appunto, "Come cambiano gli Italiani: nuovi valori e nuovi paradigmi d'acquisto low-cost nell'era della crisi": i risultati sono piuttosto interessanti, e riflettono un quadro sociale in netta trasformazione, anche rispetto a quello del recente passato.

Attraverso interviste etnografiche e di gruppo, effettuate nel mese di novembre 2008, e confrontando i risultati con il database GPF sulla società italiana (3SC), si è cercato di verificare come il low cost sia percepito dalle diverse categorie sociologiche presenti nel nostro paese. Ne emerge un forte cambio di direzione, a cominciare dalla sensibile diminuzione del desiderio (o, meglio, dell'"ansia") di esibizione sociale: risulta minore la seduzione dello "status symbol", a fronte di modelli di consumo più approfonditi e consapevoli. Il fattore più rilevante è che tale atteggiamento culturale è sempre più radicato e assolutamente trasversale rispetto alle diverse categorie sociali e culturali.

Questo modello di comportamento è stato definito "austerità volontaria" e nasce prima della crisi attuale: già nel luglio 2008, il 68,2% degli intervistati dichiarava di voler rivolgere la propria attenzione verso prodotti e marchi meno costosi, e rispetto al 2006 il numero di italiani disinteressati a guadagnare di più per poter spendere di più è passato dal 44 al 48%. Almeno a tener conto delle dichiarazioni del campione statistico preso in esame, aumenta l'attenzione verso valori più "alti", come l'arte e la cultura, e la questione ambientale è diventata la prima preoccupazione per il 71% degli italiani.

Il 55% dichiara di identificarsi nella filosofia della "semplicità volontaria"; in apparenza, è l'opposto all'"edonismo" degli anni '80, ma in realtà si tratta di una sorta di nuovo "stile di vita", che prende in considerazione anche la moda (l'interesse per la quale è in crescita rispetto al passato), l'estetica, l'espressione di sé, ma in forma più "autentica", meno "guidata" dall'esterno. Il low cost, in questo senso, è la modalità di consumo più "moderna" e rappresentativa della società del nostro tempo, ed ha legami anche con il concetto di "rapporto qualità-prezzo": secondo il sondaggio, il 71% degli italiani, ritiene giusta l'affermazione che "il prezzo basso, conveniente, oggi non è più sinonimo di bassa qualità, ma di correttezza da parte del produttore".

Certamente, all'interno di questo quadro complessivo ci sono diverse sfaccettature: c'è chi applica il principio dello "status symbol" a marchi low cost in un certo senso "sdoganati" a livello internazionale come IKEA o Ryanair, c'è chi ne fa un rigorosissimo stile di vita o un modello di responsabilità sociale, c'è la "net society" che ne fa invece un esempio di liberazione dagli stereotipi del passato. E c'è anche - occorre dirlo - chi ricorre al low cost soltanto per pura necessità.

Che dire dell'automobile? Per il 62,8% degli italiani è ancora valida l'affermazione: "È essenziale che l'auto faccia fare anche una bella figura" e soltanto il 30,2% è convintissimo della scelta di un'auto "essenziale" - il 65,1% ha invece nei suoi confronti una propensione generica. Il fatto è che, anche per l'auto, il low cost non è solo rinuncia o risparmio subìto, ma sta acquisendo sempre più un valore positivo, come una scelta intelligente e, almeno in questa fase, capace di evidenziare in modo "forte" la propria personalità. In ogni caso, una "fetta" di automobilisti non trascurabile sta rivolgendosi con sempre maggiore attenzione verso le vetture a basso costo, per questo, forse, tutte le case dovrebbero proporre modelli specifici per esaudire la richiesta di quest'importante porzione di mercato, anche in Italia.

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Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , Dacia , lifestyle


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