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pubblicato il 11 dicembre 2008

ACI:"Anche l'UE aiuti concretamente l'auto"

Da Gelpi un appello a politici, costruttori e automobilisti per uscire dalla crisi

ACI:"Anche l'UE aiuti concretamente l'auto"

"La strategia americana di aiuti alle industrie va controbilanciata dall'Unione Europea con almeno tre azioni mirate alla domanda di mobilità e alla salvaguardia del mercato: incentivi concreti per l'acquisto di auto nuove, alleggerimento della pressione fiscale sui trasporti, investimenti sulle infrastrutture per ottimizzarne l'efficienza e l'impatto ambientale". A sostenerlo è Enrico Gelpi, presidente dell'ACI, che, in rappresentanza di oltre un milione di automobilisti soci, ha chiesto che "gli aiuti governativi siano rivolti innanzi tutto alle famiglie con redditi medio-bassi, facilmente fruibili e di entità adeguata all'esborso necessario per l'acquisto e la gestione di un'auto nuova a basso impatto ambientale".

Contro la crisi, la ricetta sarebbe dunque molto "semplice" (ndr.): basta "una politica integrata di intervento internazionale". In altre parole la classe al potere dovrebbe pianificare "una seria ed incisiva politica della rottamazione per una graduale sostituzione del parco circolante con vetture a consumi ridotti e basse emissioni inquinanti, anche nell'ottica di un progressivo allineamento del numero di nuove immatricolazioni con quello delle vetture che escono dalla circolazione per radiazione o esportazione". L'ultima serie di incentivi statali in Italia avrebbe infatti "deluso le attese" dell'Automobile Clud d'Italia, perché "il contributo era inferiore al valore della vecchia auto sul mercato dell'usato".

Per ridurre il costo di utilizzo delle vetture sarebbe inoltre necessaria una "rimodulazione del bollo auto", che secondo Gelpi dovrebbe diventare "una tassa di circolazione e non di proprietà, calcolato sull'effettivo utilizzo del veicolo e sul chilometraggio percorso. Il concetto del pay per use va esteso a tutte le polizze assicurative e accompagnato da un piano di riduzione delle accise sui carburanti". A questo proposito, secondo il rappresentante del Club italiano, l'industria dell'auto potrebbe superare l'attuale crisi del mercato investendo ancora di più nello sviluppo di veicoli a "ridotto consumo energetico e meno inquinanti".

Tuttavia, all'impegno dei politici e dei costruttori deve sempre affiancarsi quello degli automobilisti, che da parte loro "devono modificare il proprio consumo di mobilità secondo parametri più moderni, privilegiando forme di trasporto eco-compatibili e rinunciando al mezzo privato in presenza di alternative più vantaggiose in termini di comfort, costi e versatilità". Un compito che però i patentati non possono impegnarsi a concretizzare da soli, in quanto prima "è necessario un reale potenziamento del trasporto pubblico locale, perché il vero problema, soprattutto nei grandi centri urbani, è la congestione del traffico".

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