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pubblicato il 9 dicembre 2008

Il piano dell'ANIA per la sicurezza stradale

Presentati oggi a Montecitorio gli 8 punti per risolvere "un'emergenza nazionale"

Il piano dell'ANIA per la sicurezza stradale

Migliorare la sicurezza stradale. Con questo obiettivo la Fondazione ANIA ha proposto oggi alla Commissione Trasporti presieduta dall'On. Valducci un pacchetto di misure per affrontare quella che è stata definita "un'emergenza nazionale". Articolato in 8 punti, il piano presentato dall'ANIA parte da una triste costatazione numerica: in Italia i morti per incidente stradale sono 5.131 nel 2007, il valore più alto in Europa dopo quello della Polonia. Secondo i dati Istat, le vittime sulle nostre strade sono 500 in più della Francia, 1.300 circa in più della Spagna, oltre 2.000 in più del Regno Unito, 180 in più della Germania che ha però 80 milioni di abitanti a fronte dei nostri 59 milioni. L'Italia evidenzia dal 2001 un calo della mortalità, ma è ancora lontana dall'obiettivo sancito dal Trattato di Lisbona di dimezzare le vittime entro il 2010.

Di fronte a questa situazione, secondo l'ANIA, è necessario che il governo e le Istituzioni preposte definiscano con la massima urgenza i punti chiave da affrontare per migliorare la sicurezza stradale e in questo senso ha proposto alla Commissione: il coordinamento tra Istituzioni nelle azioni di prevenzione e sicurezza stradale; la semplificazione del Codice della Strada; come ridurre la velocità; come migliorare le infrastrutture; le misure per i giovani guidatori; le misure per la sicurezza delle due ruote; le norme cogenti per i cattivi guidatori e il miglioramento della raccolta dati sull'incidentalità.

Riguardo al primo punto, è stata indicata la necessità di un'unica cabina di regia delle attività sulla materia attraverso l'istituzione di un Dipartimento/Servizio Nazionale della Sicurezza Stradale che operi come diretta emanazione del Governo in funzione di coordinamento di tutte le Forze e gli Organismi pubblici e privati che agiscono nel settore della mobilità e della sicurezza stradale. Il Dipartimento/Servizio Nazionale della Sicurezza Stradale andrebbe dotato di poteri speciali simili a quelli riconosciuti alla Protezione Civile e a questo andrebbe accostato un Codice della Strada più semplice di quello attuale. Secondo l'ANIA, occorrono poche norme di guida, mentre il nostro Codice della Strada - che ricordiamo essere in fase di revisione - "si distingue per la sua complessità e per i continui interventi di modifica. La Fondazione ANIA ritiene che sia opportuno mettervi mano con un intervento drastico di revisione teso a mantenere il solo titolo V che detta le norme di comportamento".

A questo proposito, uno dei punti di maggiore importanza è la riduzione dell'eccessiva velocità. Il governo dovrebbe intervenire con un incremento dei fondi per finanziare l'estensione dei controlli con le telecamere di sicurezza e i sistemi di controllo elettronico di velocità (tipo tutor), che "svolgono un ruolo decisivo nello scoraggiare gli automobilisti a non rispettare i limiti di velocità", dice l'ANIA. Anche le infrastrutture hanno bisogno di essere migliorate: vanno introdotte misure sanzionatorie, come la riduzione dei trasferimenti, nei confronti dei comuni che non adempiono al disposto dell'articolo 208 del Codice della Strada che prevede di destinare una quota pari al 50% dei proventi contravvenzionali al miglioramento della circolazione sulle strade.

Per la Fondazione è inoltre necessario educare i neoguidatori con una riforma della patente di guida a livello europeo (migliore preparazione teorica e pratica, 'patente di guida in prova' per i primi tre anni, educazione stradale obbligatoria). Per l'alcol, causa del 30% degli incidenti, tolleranza zero e tasso alcolemico zero, nei primi tre anni di patente, sul principio anglosassone 'chi beve non guida, chi guida non beve'. Più sicurezza ci vuole anche per le due ruote, un aspetto della mobilità per cui l'Italia registra un trend di incidenti e di morti tra i peggiori d'Europa. "Appare necessario intervenire sulla formazione teorica e pratica di guida per i conducenti di questi veicoli e introdurre l'obbligo della prova pratica per il conseguimento del certificato di idoneità per la guida del ciclomotore". Infine per coloro che hanno commesso gravi infrazioni, come la guida in stato di ebbrezza, c'è bisogno, secondo l'ANIA, di misure terapeutico-riabilitative con lo scopo di modificare in modo adeguato e stabile il loro comportamento alla guida e occorre anche migliorare la gestione del flusso dei dati relativi all'incidentalità. Per "consentire alle Autorità competenti di tarare la misure di intervento andrebbe introdotta una norma che obblighi i vari enti proprietari di strade a fornire, entro i 60 giorni dell'anno successivo, tutti i dati relativi all'incidentalità. La stessa norma dovrebbe prevedere delle sanzioni per le amministrazioni inadempienti, in termini di minori trasferimenti".

"Dobbiamo convincerci tutti che la sicurezza stradale dei cittadini è un valore in sé che deve far unire efficienza e progetti ad un grande senso di civicness", ha detto il presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati.

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