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pubblicato il 9 dicembre 2008

USA: pronto il piano da 15 miliardi di dollari

GM e Chrysler saranno le prime a beneficiarne

USA: pronto il piano da 15 miliardi di dollari

Ad una settimana dall'incontro tra i vertici del Congresso statunitense e i rappresentanti dei tre colossi dell'auto di Detroit è arrivata la notizia di un possibile prestito per un piano d'intervento immediato a favore delle case automobilistiche in crisi. I leader democratici del Congresso, l'amministrazione entrante di Barack Obama e il presidente repubblicano uscente George W. Bush sarebbero pronti a sbloccare fino ad un massimo di 15 miliardi di dollari di prestiti da erogare immediatamente, ma con particolari clausole e il controllo di un'apposita commissione di monitoraggio. A beneficiarne subito sarebbero in particolare General Motors e Chrysler, che si trovano in condizioni più allarmanti rispetto a Ford.

La somma, di molto inferiore alle richieste avanzate dai tre Colossi dell'auto (34 miliardi di dollari), sarebbe prelevata dai 25 miliardi di dollari che la passata amministrazione repubblicana aveva stanziato per lo sviluppo di auto più ecologiche, ed il prestito sarebbe concesso per una durata di sette anni. I tassi di interesse previsti sono del 5% nel primo quinquennio e poi del 9%. In cambio di questo aiuto economico il governo riceverebbe diritti a quote azionarie nelle tre società, ovvero una partecipazione sotto forma di equity warrant nelle imprese pari al 20% del valore degli aiuti.

Per garantire che i termini dell'intesa siano rispettati e che i soldi dei contribuenti non vengano "sprecati", è stato previsto di affidare il ruolo di "supervisore" ad un'apposita commissione capitanata da quello che è stato fin da ora battezzato lo "Zar dell'auto". Più precisamente è al vaglio l'ipotesi di una schiera di esperti con il delicato compito di monitorare l'effettiva messa in atto del piano che sarà presieduta, comeBush ha proposto, da un Financial advisor, ovvero da un super-consulente nominato dal Presidente in carica che potrebbe essere scelto già entro questa settimana, come ha detto il capogruppo democratico alla Camera Nancy Pelosi, secondo cui la persona ideale per questo compito sarebbe l'ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker. Tuttavia su questo aspetto del piano di salvataggio il dibattito politico è molto acceso e alcuni parlamentari hanno chiesto di prevedere che l'assemblea possa vantare un potere di veto su qualunque transazione superiore ai 25 milioni di dollari da parte delle aziende.

Molte sono anche le polemiche riguardo ai tre vertici delle grandi aziende. Il piano di aiuti, infatti, non prevede sostituzioni né licenziamenti e, anzi, confermerebbe quanto i tre amministratori delegati avevano proposto per se stessi: un salario ridotto ad appena un dollaro l'anno. Tuttavia, non tutti hanno accolto questa ipotesi con favore. In molti auspicano un cambio di timone e tra tutti e tre è Rick Wagoner, AD di GM, ad essere preso maggiormente di mira. Persino l'influente senatore democratico Christopher Dodd, chairman della Commissione bancaria che la scorsa settimana ha condotto le audizioni sull'auto, ha esplicitamente detto che dovrebbe dimettersi per il bene dell'azienda e lo stesso presidente eletto Barack Obama è convinto che nuovi dirigenti sarebbero più graditi.

Il piano di salvataggio, prima di poter diventare operativo, dovrà essere votato dal Congresso in tempi che si prevedono molto rapidi. "L'intesa sarà presto pronta", da detto il deputato democratico Barney Frank, presidente della Commissione Servizi finanziari della Camera. Intanto a Wall Street il solo delinearsi di queste ipotesi ha spinto in alto i titoli dell'auto: +18% per GM e +23% per Ford.

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Tag: Mercato , auto americane , detroit , dall'estero


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