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Mercato

pubblicato il 9 dicembre 2008

La crisi contagia anche i paesi emergenti

Secondo IHS Global Insight il calo delle vendite non risparmia proprio nessuno

La crisi contagia anche i paesi emergenti

La crisi dell'auto è mondiale. Riguarda tutti, paesi emergenti compresi e porterà per fine 2008 un calo della produzione su scala globale di 6 milioni di unità. È quanto sostiene IHS Global Insight sottolineando che nel mese di novembre la differenza tra la capacità delle fabbriche e delle vendite è stata del 20%.

Accanto al calo del mercato americano pari al 36%, di quello europeo del 25% e giapponese del 18%, nemmeno il Sud America sorride perché in novembre il Brasile ha segnato -26% e l'Argentina -15%. Altrove, la Corea del Sud e l'Australia hanno registrato -22%, il Sudafrica arriva a -28% mentre India e Cina hanno abbandonato tassi di crescita a due cifre. Tale calo generalizzato, secondo IHS, è un fatto nuovo ed è l'effettiva dimostrazione che la crisi finanziaria ha raggiunto anch'essa una scala globale influenzando l'economia reale anche in paesi dove il mercato dell'auto sembrava esplodere.

Questo porterà a un ulteriore calo della produzione del 6% nel 2009 che arriverà a 64 milioni, 6 in meno dei 70 toccati nel 2007 facendo salire la sovracapacità produttiva inutilizzata a 11 milioni. Un dato eloquente che non lascia molto spazio a interprestazioni: l'onda della crisi sarà ancora più forte sull'automobile e l'industria statunitense che dovrà lottare per la sopravvivenza del mercato interno e non potrà compensare questo calo con il progresso sui mercati emergenti. Oltretutto, l'industria non potrà far leva sulle leve finanziarie alle quali tradizionalmente si affidava in periodi di crisi per spingere le vendite. L'automobile è infatti il bene che si trova al primo o al secondo posto di quelli più finanziati in tutti i paesi del mondo ed è dunque quello più sensibile alla disponibilità di credito. Viste le dimensioni dell'industria automobilistica, questo porterà a una spirale occupazionale ed economica negativa le cui implicazioni sociali chiama sin d'ora in causa i rispettivi governi.

IHS Global Insight giudica molto meno costoso e molto più efficace una politica di incentivi per stimolare la domanda piuttosto che salvare l'industria dell'automobili con aiuti di stato che costerebbero ai contribuenti molto di più. Sarebbe invece assai meglio incoraggiare l'acquisto di veicoli più efficienti che sostituiscano quelli più vecchi e inquinanti.

Intanto il gruppo di ricerca di IHS Global Insight in Germania stima che il mercato dell'auto in Europa segnerà alla fine dell'anno un calo del 7,7% con 13,66 milioni di unità che scenderanno a 12,5 milioni nel 2009 con un ulteriore discesa dell'8,2%. E pensare che c'è chi afferma che queste stime siano ottimistiche...

Autore: Nicola Desiderio

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