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Mercato

pubblicato il 8 dicembre 2008

Sergio Marchionne: “Solo 6 gruppi resteranno a galla”

Il numero uno di Fiat Group immagina il mercato mondiale nei prossimi 2 anni

Sergio Marchionne: “Solo 6 gruppi resteranno a galla”

Consolidamenti di massa e fallimenti: secondo il numero uno del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, lo scenario attuale del mercato dell'auto si sta profondamente ridisegnando. Ma non solo. Marchionne si spinge più in là nel tempo e profetizza che, nel giro di un paio di anni, lo scenario globale risulterà pesantemente modificato: solo sei Gruppi internazionali scaturiranno dalle colossali manovre che stanno avvenendo in questi mesi e saranno i Marchi che avranno saputo attuare le strategie migliori per la loro sopravvivenza.

Sempre secondo Marchionne la compagine degli attori sarà così suddivisa: un mega-gruppo americano, uno tedesco, uno franco-giapponese, uno giapponese, uno cinese e forse uno di dimensioni europee. Attualmente, secondo la sua opinione, esiste una soglia critica di produzione di autoveicoli che si dimostrerà determinante: una produzione annua di 5,5 milioni di veicoli costituisce, secondo il manager italo-canadese, il livello giudicato minimo per superare questo difficile momento e - fa notare - attualmente gli attori che riescono a rispettare questo benchmark sono Toyota, General Motors, Volkswagen, Ford e Renault-Nissan.

L'analista Jürgen Pieper di Metzler Bank ha affermato che in Europa oggi esistono molti marchi "single". La ragione è da individuarsi nella compagine societaria: il 46,6% di BMW, ad esempio, appartiene alla famiglia Quandt, il 30% di Peugeot-Citroen appartiene alla famiglia Peugeot. In questo contesto, tuttavia, è chiaro che se questi brand, attualmente molto deboli, continueranno a fare sempre peggio, gli azionisti saranno costretti a vendere. Lo stesso non accade per Volkswagen Group, Renault-Nissan e Daimler, molto più forti. I punti chiave per superare questo momento saranno le economie di scala, la condivisione di componenti e dei costi di ricerca e sviluppo. Audi, ad esempio, sta facendo bene grazie all'appartenenza al Gruppo Vw.

Altri analisti, tuttavia, interpretano l'attuale situazione in modo differente. Garel Rhys, emerito professore di Economia del Mercato Automobilistico alla Cardiff Business School in Galles, afferma l'esatto contrario. Secondo lui, in un periodo di recessione, non vede probabile una forsennata corsa verso il consolidamento. Anzi. Prendendo ad esempio General Motors, i marchi che stanno procedendo con fatica (Saab e Saturn) dovrebbero essere semplicemente ceduti. Molti costruttori hanno già abbastanza problemi cui pensare. Non si vede la ragione, quindi, di aggiungervi ulteriori difficoltà acquisendo nuovi marchi.

[Via Reuters Italia]

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Mercato , Fiat , VIP , lavoro


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