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Curiosità

pubblicato il 4 dicembre 2008

Dossier Come si Fa

Automobilisti italiani? Promossi solo in "teoria"

Un'indagine IPSOS-ANIA dimostra la differenza tra percezione e dura realtà

Automobilisti italiani? Promossi solo in "teoria"

Gli italiani dicono si essere molto prudenti alla guida, peccato però che le loro convinzioni sono brutalmente smentite dalle statistiche. Un'indagine IPSOS1, presentata oggi dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale al Motor Show di Bologna, parla chiaro: il 50% degli intervistati ammette di non rispettare i limiti di velocità, né di essere disposto a lasciar guidare un altro quando eccede nel bere e in Italia si registra un tasso d'incidentalità tra i peggiori d'Europa.

Quasi tutti gli intervistati (91%) hanno detto di essere prudenti o molto prudenti al volante, perché rispettano sempre i semafori (91%), si fermano sempre allo stop (87%), viaggiano sempre con la cintura di sicurezza allacciata (79%) e controllano sempre l'efficienza del proprio mezzo (78%). Eppure ogni anno sulle strade italiane muoiono più di 5.100 persone e, secondo l'Istituto Superiore della Sanità, oltre il 30% delle vittime è causato da automobilisti alla guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. A proposito di alcol, chi lo consuma abitualmente, ha detto di potersi mettere alla guida senza problemi dopo aver bevuto, ad esempio un bicchiere di vino (57%) oppure due (27%). Solo il 50%, dopo aver consumato alcolici, ha permesso ad un'altra persona di guidare il proprio veicolo e ancora meno (29%), si è organizzato nominando il proprio "Bob", ovvero colui che decide di non bere per accompagnare a casa gli amici in piena sicurezza, nonostante l'81% abbia sentito parlare del guidatore designato.

Eppure proprio l'abuso di alcol prima di mettersi al volante è stato considerato come uno dei comportamenti alla guida maggiormente a rischio (51%), insieme all'eccesso di velocità (57%), al mancato rispetto delle precedenze (37%) e all'utilizzo del cellulare senza auricolare (27%). Pochi ritengono che sia pericoloso guidare quando si è stanchi o che sia importante proteggersi, con le cinture o il casco, quando si è alla guida di qualsiasi veicolo. Affermazioni accompagnate da ammissioni contrastanti: il 52% ammette di guidare telefonando senza auricolare, mentre il rispetto dei limiti di velocità viene violato dal 50% degli intervistati. "L'indagine IPSOS fa emergere uno dei più gravi problemi per una sicurezza stradale vera: l'enorme differenza tra convinzioni e realtà", ha detto Sandro Salvati, presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale. Eppure le sanzioni sono ben note al popolo dei patentati: il 69% degli intervistati ha detto di conoscere le sanzioni per eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza, il 51% quelle per il passaggio con il rosso e il 37% è a conoscenza della norma che regola il mancato uso delle cinture di sicurezza.

"La percezione degli italiani in merito alla sicurezza stradale" - questo il nome dell'indagine - ha poi messo in evidenza come la situazione sia diversa di città in città. Ad esempio, a Milano il 97% degli intervistati ha detto di essere prudente o molto prudente alla guida, a Bologna il 90%, a Napoli l'89% e a Roma l'88%. Un'ultima affermazione, questa della Capitale, che si scontra con i dati Eurostat2, da cui emerge che proprio la Città Eterna registra il più alto numero di morti o feriti sulle strade, con 8 persone coinvolte su mille abitanti e risulta essere la più pericolosa tra le Capitali Europee. Agli Italiani, infine, è stato chiesto cosa si dovrebbe fare per migliorare la sicurezza sulle strade. Il 43% pensa che il miglior deterrente per combattere gli incidenti stradali sia l'incremento del numero dei controlli, seguito dal ritiro definitivo della patente (42%) e dalla certezza della pena (36%).

"Come Fondazione per la sicurezza stradale riteniamo fondamentale continuare la nostra attività di sensibilizzazione proseguendo la collaborazione con le Istituzioni e gli enti preposti, attraverso la politica della 'prevenzione e del controllo'. Più formazione, più controlli, più sanzioni pesanti", ha detto Salvati. "In questo senso è esemplare la recente sentenza di Roma che per la prima volta ha condannato un guidatore per omicidio volontario. E' un provvedimento di grande sensibilità sociale e ci auguriamo che possa costituire un monito per chi pensa di continuare a guidare senza rispettare le regole e mettendo a rischio la vita degli altri".

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Tag: Curiosità , motor show , sicurezza stradale


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