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pubblicato il 3 dicembre 2008

34 miliardi di dollari per salvarsi

Questa la richiesta di GM, Chrysler e Ford al Congresso USA

34 miliardi di dollari per salvarsi

34 miliardi di dollari. Tanto hanno chiesto ieri i tre colossi di Detroit al Congresso degli Stati Uniti per uscire dalla crisi. GM, Chrysler e Ford si sono presentati di fronte ai rappresentanti dei cittadini statunitensi avanzano le proprie proposte di sopravvivenza con dettagliati piani di sviluppo e investimento e con la speranza di un rapido intervento. In un contesto in cui le vendite di auto continuano a scendere, GM ha chiesto 4 miliardi di dollari per superare il 2008, Chrysler 7 miliardi (e ne ha sottolineato l'urgenza prima del 31 dicembre) e Ford, che sembra la casa in condizioni migliori, ha presentato la richiesta di una linea di credito da 9 miliardi di dollari a cui accedere solo in caso di fallimento di uno dei competitori nazionali o di peggioramento della situazione internazionale.

Le richieste, che evidenzano la fragilità attuale dell'industria dell'auto americana, dipingono un quadro peggiore del previsto e sono accompagnate dai dati sulle immatricolazioni registrate nel mese di novembre. In quest'arco di tempo la flessione ha toccato i minimi storici, con un calo del 37% che ha riportato il mercato indietro di ben 26 anni. General Motors ha perso il 41%, Ford il 30,6% e Chrysler addirittura il 47%.

Di fronte a tutto questo e sulla base del precedente incontro con i legislatori, GM ha messo sul tavolo del Congresso un piano drastico che non risparmia nessuno, ma che cerca di recuperare la situazine ricorrendo ad un taglio di 31.500 posti di lavoro entro il 2012. Tuttavia la società non chiede sacrifici solanto ai dipendenti e fa sapere che anche i suoi vertici "si sacrificheranno": il presidente e l'amministratore delegato si accontenteranno di 1 dollaro all'anno di stipendio. I dollari che il Gigante di Detroit ha invece chiesto al Congresso per uscire dalla crisi sono (in totale) 18 miliardi, di cui 12 per garantire l'operatività nel 2009 (mentre 4 di questi saranno utilizzati subito per superare il 2008) e 6 miliardi dovrebbero essere accessibili sotto forma di linea di credito nel caso in cui le condizioni dell'industria delle quattro ruote peggiorassero ulteriormente. Secondo le stime di GM il prestito comincerebbe ad essere ripagato nel 2011 e la società ha anche assicurato che fino a quella data il dividendo sarà sospeso. Riguardo ai progetti sui suoi marchi e alle strategie sull'innovazione in termini ecologici, GM ha assicurato di volersi concentrare sullo sviluppo dei piani "made in" Chevrolet, Cadillac, Buick e Gmc, il che significa che verranno rivalutate le opzioni per Saab e Saturn.

Tempi più stretti per Chrysler, che ha detto di aver bisogno di 7 miliardi di dollari entro il 31 dicembre. Un'alleanza o una fusione appaiono ancora alla più piccola delle "Tre Sorelle" come la situazione migliore, anche se, al momento, tutti i piani sono stati abbandonati, primo fra tutti quello per il matrimonio con GM. Un tantino più sicura di sé Ford, che ha domandato una linea di credito da 9 miliardi di dollari alla cui accedere solo in caso di un peggioramento delle condizioni del settore o in caso di bancarotta di uno dei competitori nazionali. La Casa dell'Ovale Blu prevede, infatti, di ritornare redditizia ante imposte nel 2011 e di essere certa di non incorrere in nessuna crisi di liquidità nel 2009. Nelle trentatre pagine consegnate, Ford ribadisce la propria volontà di valutare tutte le opzioni per Volvo e spiega di voler rafforzare la base di fornitori americani, ridurre i costi dei colletti bianchi, investire 14 miliardi in auto e tecnologie pulite e allineare la capacità con la domanda reale.

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