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pubblicato il 2 dicembre 2008

Immatricolazioni in Italia: il 2009 fa già paura

Secondo il Centro Studi Promotor il Governo è l’unica speranza

Immatricolazioni in Italia: il 2009 fa già paura

Nel 2007 sono state 2.453.000, nel 2008 saranno circa 2.140.000, e nel 2009? Secondo Gian Primo Quagliano, Direttore Responsabile di Centro Studi Promotor, le auto immatricolate nel nostro paese nel corso del prossimo anno saranno circa 1.850.000, ovvero il 13,6% in meno del 2008 ed il 25,7 in meno nei confronti del 2007. Il dato, diffuso oggi nel corso della presentazione alla stampa del 33esimo Motor Show di Bologna, è frutto di previsioni e calcoli che non considerano eventuali incentivi o "aiuti". Quagliano ha infatti sottolineato senza mezzi termini che la crisi del settore dell'automobile "potrebbe durare diversi anni, anche ben oltre il 2011, a meno che lo Stato non intervenga tempestivamente".

Dopo ben undici anni di vendite attestate su livelli elevati, fattori come la forte crescita dei prezzi dei carburanti, il fallimento degli incentivi alla rottamazione 2008, l'entrata del sistema economico italiano in recessione, le difficoltà per gli automobilisti per ottenere credito al consumo hanno contribuito definitivamente a quella "stanchezza della domanda" di cui oggi si avvertono le conseguenze.

In questa gravissima situazione, sempre secondo il Centro Studi Promotor, è lo Stato l'unico attore in grado evitare una vera e propria catastrofe dell'industria dell'auto. Dopo un l'intervento iniziale per salvare il sistema bancario, i provvedimenti dell'Unione Europea sono stati a tutt'oggi inadeguati visto che, in un quadro ormai sempre più deflazionistico, la BCE tarda a ridurre i tassi di interesse. L'intervento del Governo italiano è stato invece più incisivo, ma fino ad ora si sono adottati soprattutto provvedimenti per fronteggiare l'emergenza sociale, integrando i redditi più bassi. Le misure adottate, pur essendo assolutamente prioritarie, non sono tuttavia sufficienti per rilanciare l'economia ed occorre quindi intervenire con misure di sostegno dei settori economici prioritari e, tra questi, certamente quello dell'auto, che rappresenta il 14% del prodotto interno italiano.

Concludendo il suo intervento il direttore del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, ha ricordato che "la crisi del '29 subì un drastico peggioramento quando il presidente degli Stati Uniti, Herbert Hoover, decise di rifiutare sussidi federali ai disoccupati e di difendere ad oltranza la politica del pareggio di bilancio".

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