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Motorsport

pubblicato il 1 dicembre 2008

Il supercircuito di Lewis Hamilton

Il neocampione di Formula 1 disegna il tracciato ideale con le sue curve preferite

Il supercircuito di Lewis Hamilton

Ora che ha vinto il Campionato Piloti di Formula 1, ha tempo anche per giocare da giovane driver usando la fantasia e facendo il collage delle curve più difficili che ha dovuto affrontare. È quello che ha fatto Lewis Hamilton disegnando mentalmente il suo personale "supercircuito" e immaginando al contempo tutti i terribili sforzi che la sua McLaren Mercedes MP4-23 ha dovuto fare per assecondare la sua voglia di andare forte più di tutti.
Prima di tutti, Hamilton ha scelto un tracciato che girasse in senso antiorario, ora si infila la tuta, i guanti e il casco, si cala nell'angusto abitacolo della sua monoposto e chiude gli occhi immaginando e guidando con noi sulle 10 curve del suo personale supercircuito.

1 - Curva numero 8 dell'Istanbul State Park (5ˆ marcia, 260 km/h, 5G). Subito una curva molto veloce a sinistra nel quale il corpo del pilota è sottoposto per ben 6 secondi a un'accelerazione laterale pari a 5 volte il peso del suo corpo. "Occorre attaccare questa curva - esordisce Hamilton - inoltre c'è un leggero avvallamento all'ingresso che destabilizza la vettura e devi essere molto attento a come ti metti, altrimenti puoi avere un grande sottosterzo". Duro lavoro per l'impianto di lubrificazione che deve proteggere le parti in movimento mentre il motore gira a 19mila giri/min.

2 - Curva Magny Cours all'Estoril (5ˆ marcia, 200 km/h, 3,5G). Mantenendo la stessa marcia innestata, ecco la prima curva a destra che viene subito dopo, anch'essa veloce, da affrontare a gas parzializzato senza avere la possibilità di vedere l'uscita perché è a 180 gradi. La vettura è schiacciata a terra dalla deportanza aerodinamica "È molto divertente, ma è vitale fare una buna uscita perché subito dopo c'è un lungo rettilineo". Si prepara un duro lavoro per il V8 tedesco...

3 - Curva 130R a Suzuka (6ˆ marcia, 295 km/h, 4G). Ecco un'altra curva a sinistra. È chiamata 130R per via del suo raggio di 130 metri e si prende con la sesta in pieno, ma stando attenti a far scorrere la macchina per non perdere velocità e uscire veloci.

4 - Eau Rouge a Spa-Francorchamps (7ˆ marcia, 295 km/h, 3,5G). Una curva che è composta in realtà da tre variazioni di traiettoria: prima destra in discesa, poi sinistra mentre si percorre un avvallamento e comincia la salita e poi di nuovo a destra mentre si scollina. Qui si sente l'accelerazione laterale, ma è forte anche quella verticale e il lubrificante in questi istanti riceve pressioni equivalenti a quelle di quattro Mercedes concentrate sull'impronta di un polpastrello. "Non è molto difficile. Quando stai salendo sul lato della collina c'è un momento nel quale tutto quello che puoi vedere è il cielo. È fantastico perché arrivato in cima non senti più lo stomaco". Tutto questo mentre la MP4-23, dopo aver spanciato e perso velocità, riaccelera uscendo a 305 km/h.

5 - Curva del Tabaccaio a Monaco (4ˆ marcia, 172 km/h, 2,5G). Dopo aver tenuto giù l'acceleratore per qualche interminabile secondo, Hamilton si attacca ai freni per affrontare la curva più lenta del circuito circondati da palazzi e barriere che sconsigliano il benché minimo errore anche perché alcune linee bianche sono scivolose e all'uscita possono causare sottosterzo. In questo momento le pompe dell'impianto di lubrificazione fanno viaggiare l'olio più veloce della vettura.

6 - Curva 1 di Suzuka (5ˆ marcia in ingresso, 255 km/h, 3,5G). Altra curva a destra leggermente in salita, ci si arriva dopo aver scalato due marce e successivamente frenando e scalando un'altra marcia. Si può quindi accelerare verso l'uscita. È difficilissima perché ci si arriva a oltre 320 km/h e occorre intervenire sul cambio mentre la si percorre senza cambiare la posizione dello sterzo.

7 - Curva Pouhon a Spa-Francorchamps (6ˆ marcia, 260 km/h, 4,5G). Si affronta in discesa a gas parzializzato senza toccare i freni e poi occorre dare gas il prima possibile per accompagnare l'uscita. "Bisogna mantenere tutta la velocità possibile durante la percorrenza. Devi stare attento perché non si possono toccare i cordoli". In questo versante sono i cuscinetti a fare il grosso del lavoro dovendo assicurare scorrevolezza e, allo stesso tempo, solidità laterale perfetta.

8 - Curva della Piazza del Casinò a Monaco (3ˆ marcia, 130 km/h, 2,5G). Curva a destra che si lascia sulla sinistra le porte girevoli della Casa da gioco di Montecarlo. Si affronta entrando a 160 km/h posizionandosi al centro della carreggiata avendo di fronte un dosso verso destra cieco che porta verso la discesa del Mirabeau. In questo frangente l'aspetto più critico è la motricità, ma la McLaren sa come si prepara la macchina anche per questo tratto visto che ha trionfato a Montecarlo più di qualunque altro Costruttore.

9 - Curva Mergulho a Interlagos (4ˆ marcia, 175 km/h, 3G). È qui che Hamilton ha conquistato il titolo 2008 sorpassando Timo Glock e agguantando il quinto posto che ha conservato fino alla fine del Gran Premio del Brasile. Ovvio che dovesser includerlo nel suo supercircuito! "È una curva verso sinistra con un profondo avvallamento. Va in discesa e puoi mantenere più velocità di quello che pensi inizialmente perché la compressione al centro della curva ti costringe a girare il volante. Sei davvero al limite". Un'uscita pulita è vitale per lanciarsi verso l'ultima curva.

10 - Curva Copse a Silverstone (7ˆ marcia, 290 km/h, 4,5G). Una delle più veloci in assoluto e per affrontarla ci vogliono precisione e fegato visto che all'interno ha una barriera che impedisce la visuale rendendo l'inserimento e la scelta della traiettoria un vero atto di fede. "Non puoi toccare i freni. Devi dare poco sterzo e sperare che giri". Oltretutto il vento può influenzare molto il comportamento della vettura. Infatti Hamilton confessa "Fa un po' paura". In questi frangenti, a proteggere il cambio c'è una patina d'olio sottile un ottavo di capello prima che la vettura si lanci verso il traguardo al massimo della velocità.
Un altro giro?

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Motorsport , formula 1


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