dalla Home

Motorsport

pubblicato il 1 dicembre 2008

Audi R8 LMS, pronta per il GT3

Dopo la Le Mans e il DTM, Ingolstadt vuole vincere in una terza disciplina

Audi R8 LMS, pronta per il GT3
Galleria fotografica - Audi R8 LMSGalleria fotografica - Audi R8 LMS
  • Audi R8 LMS - anteprima 1
  • Audi R8 LMS - anteprima 2
  • Audi R8 LMS - anteprima 3
  • Audi R8 LMS - anteprima 4
  • Audi R8 LMS - anteprima 5
  • Audi R8 LMS - anteprima 6

Non c'è due senza tre anche nelle competizioni, sarà forse per questo che Audi non si accontenta più della American Le Mans Series e del DTM e presenta la R8 LMS, modificata per partecipare ai campionati GT3 e, possibilmente, vincerne il più possibile anche se il debutto in gara è previsto nell'autunno del 2009.

Sviluppata dall'Audi Sport e dalla quattro gmbh con la collaborazione del pilota tedesco Frank Biela, la R8 LMS è nota all'interno con la sigla R16, ha un motore V8 da 500 CV in posizione centrale e la trazione posteriore al posto della integrale come prescrive il regolamento internazionale FIA. Il cambio è da competizione, sequenziale con innesti frontali a 6 rapporti, e anche le sospensioni, pur usando componenti che provengono dalla linee di produzione dei modelli di serie, hanno ricevuto una specifica messa a punto e sono state modificate per essere pronte a ricevere le necessarie regolazioni su pista.

La R8 appare ovviamente più bassa sui pneumatici Michelin da gara montati su cerchi che sono fissati ai mozzi attraverso attacchi monodado. Si intravvedono i freni con dischi carboceramici forati e autoventilanti avvolti dalle massicce pinze a 4 pistoncini. Visibili anche le modifiche aerodinamiche. Di fronte è stato aggiunto un labbro inferiore, le grandi prese d'aria laterali hanno una diversa conformazione mentre il cofano ha gli attacchi per lo smontaggio rapido e un largo sfogo che dovrebbe servire ad avere maggiore carico aerodinamico proprio sull'avantreno.

Di lato il parafango anteriore è più largo e tagliato nella parte terminale, la branchia all'altezza motore appare modificata e inferiormente sono state aggiunte minigonne per sigillare meglio il corpo vettura all'asfalto. Più marcate le novità in coda dominata dal grande alettone regolabile biplano regolabile e dal fondo estrattore dotato di ben 8 pinne divisorie. Per massimizzare il loro effetto, il cofano motore posteriore ha una sfogo per aumentare il flusso dietro l'ala al posto dell'alettoncino automatico e, anche in questo caso, le ampie prese d'aria della vettura di serie sono state modificate, inoltre sono stati aggiunti due sfoghi sottili dietro i parafanghi posteriori. Ulteriori tocchi funzionali sono il lunotto a persiana in plexiglass (e non chiuso e in vetro) e il bocchettone da rifornimento rapido. I tubi di scarico sono solo due al posto delle due coppie della meno potente versione stradale, ma evidentemente bastano.

Nell'abitacolo, così come nel vano motore, è stato aggiunto un roll bar. Inoltre gli interni di serie sono stati asportati e interamente sostituiti con parti da competizione, molte in fibra di carbonio come la plancia e il volante, anche se parti come le bocchette e il piantono sono quelli della R8 in listino. Anche l'interno dei parafanghi, i gusci degli specchietti retrovisori e in pratica tutta la carrozzeria (portiere e tetto esclusi) sono in materiale composito per ridurre il peso. Insomma, l'Audi vuole fare sul serio anche in questa disciplina e fa sapere per tempo ai suoi potenziali clienti che sta lavorando come sa per vincere insieme a loro.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Motorsport , Audi


Top