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pubblicato il 29 novembre 2008

La Maserati nei luoghi di Guareschi e Verdi

Una giornata di "cultura motoristica"

La Maserati nei luoghi di Guareschi e Verdi
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Un'attività stimolante qual'é lo scrivere per il mondo dell'auto offre spesso occasioni di lavoro interessanti. In taluni casi ancora di più, per la particolarità dell'auto - o delle auto - in prova, in altri casi per i luoghi, le atmosfere ed i riferimenti culturali che viene dato scoprire. Raramente è dato trovare tutto condensato in un'unica occasione come per "La Maserati nei luoghi di Verdi e Guareschi", evento con il quale la Casa del Tridente, traendo ispirazione dal Centenario della nascita di Giovannino Guareschi, ha ambientato una presa di contatto con le rinnovate Quattroporte 4.2 e Quattroporte 4.7 S.

I LUOGHI
Teatro di quest'atipica prova è stato un percorso che si snoda nel cuore dell'Emilia Romagna, nei territori che hanno dato i natali a Giuseppe Verdi e allo stesso Giovannino Guareschi, resi celebri grazie anche a Peppone e Don Camillo protagonisti degli omonimi libri e film e divenuti nel tempo, luoghi di culto e memoria. L'Emilia Romagna è terra di contrasti nascenti da matrici comuni; ad esempio la lotta di classe ed il rispetto per il lavoro o, ancora, il Credo e l'essere agnostici: contrasti emblematicamente incarnati, divolta in volta, in alcuni personaggi tanto di Guareschi quanto di Verdi.
Ma l'Emilia Romagna è anche terra ricca di humus e densa di passioni (celebri sono l'amore ed il culto per lirica e cucina, tanto per citarne due di immediato richiamo), d'ingegno (oggi Maserati e Ferrari, ieri Osca e De Tomaso, per non parlare della pletora di artigiani, restauratori, carrozzieri, tappezzieri, motoristi e piccole factories che sono l'autentica linfa vitale del territorio. Ancora è madre di caratteri eclettici e sanguigni offerti a se stessa ed all'Italia, ma forse sarebbe meglio dire al mondo, come - a limitato esempio - gli stessi Verdi e Guareschi, ma anche Pascoli e Ferrari, Forghieri e Zavattini, Lamborghini e Longanesi, Scaglietti e Bevilacqua.

Il contrasto, dicevamo, inteso non tanto come sterile opposizione fine a se stessa bensì come produttiva convivenza di diverse nature in una stessa realtà, obiettivo peraltro perfettamente riuscito alla emilianissima Maserati che nella Quattroporte è riuscita a coniugare - mirabilmente - discrezione e lusso, prestazioni e comfort, maneggevolezza e fruibilità.

IL VIAGGIO
In una giornata di fine novembre straordinariamente limpida, il nastro d'asfalto a tratti accarezzato e a tratti divorato dal muso della nostra Maserati Quattroporte 4.2, si è snodato sinuoso tra argini e pioppi, grandi fienili e bassi paesi il cui profilo veniva interrotto da campanili aguzzi che la nostra immaginazione, sollecitata dall'atmosfera guareschiana, suggeriva esser dita protese verso il cielo a difesa di idee e principi che Peppone condivideva in segreto e combatteva in pubblico.
Compendio di queste considerazioni è stata la sosta di fronte alla ormai celebre Chiesa di Brescello: le Maserati Quattroporte 4,2 e 4,7 S, lussuosi oggetti di desiderio guatati dalla proletaria statua di Peppone, benedetti da quella di Don Camillo e circondati dall'ammirazione dei locali per il bell'oggetto, sentimento che sempre accomuna i veri appassionati indipendentemente dal ceto.

Da Brescello, e dal "Museo Peppone e Don Camillo" protetto dal carro armato protagonista di alcune pagine del racconto e di qualche gustosissima scena del film "Il ritorno di Don Camillio", si riprende la strada verso Busseto passando per Zibello, in rima con il suo celebre Culatello, e proseguendo infine per Le Roncole, paese natale di Giuseppe Verdi.

Toccante e significativo l'incontro, nell'abitazione di Giovannino Guareschi, con i figli Alberto e Carlotta come impressionante è stato riscontrare, ancor più da vicino, come ancora vivo sia in tutto il mondo il ricordo dello scrittore, testimoniato dalle continue nuove edizioni dei suoi racconti, editi in svariate decine di lingue diverse.

Da Guareschi a Verdi e ritorno: dalla scrittura all'opera, che unisce pur sempre parole sotto forma di libretto e musica in spartito, il passo è breve, ed ecco quindi la casa natale di Giuseppe Verdi in Roncole Verdi (Comune di Busseto - Pr) paese nel quale Guareschi andò ad abitare aprendo inoltre un ristorante proprio a fianco della casa natale del grande compositore.

Un intreccio, come si diceva prima, di umori e passioni, genio ed inventiva, riconfermato dal parallelismo, in continuità temporale e quindi ancor più apprezzabile, di queste due immense stelle locali. Pur nelle differenze dovute a tempo e condizione di vita diversi, troviamo sia nella casa natale del Verdi e sia in quella di Guareschi, tratti comuni: le mura spesse a difesa sì del freddo, ma anche a baluardo dell'istituto famigliare; il camino, il cui significato aggregante va ben al di là del funzionale, ed infine quiete e silenzio che, nel caso di questi due figli del Genio hanno eccitato la prepotente uscita del talento.

Ci allontaniamo dalla casa di Verdi accompagnati da note che pian piano si affievoliscono sostituite dalla voce di un unico cantante che racchiude in sé basso, baritono e tenore e che segue docile l'impulso di una bacchetta accarezzata con il piede destro: siamo tornati alla nostra realtà, al volante, ora, della Quattroporte 4,7 S.

La "nostra" Maserati sente avvicinarsi il momento del rientro e a tratti, pur scatenando rabbiosamente i suoi 430 cavalli, calca con la grazia e la possanza di un primo, non minuto ballerino la strada, palcoscenico naturale le cui esse pennella con disarmante naturalezza e supera di slancio appiattita sotto acceleratore e pronta a lanciarsi verso il rettilineo che l'aspetta ma che, purtroppo, non divorerà come vorrebbe, frenata da un efficacissimo impianto maggiorato ma, sopratutto, da ragione e rispetto del Codice della Strada.

Viale Ciro Menotti riapre i suoi cancelli ed il sole è alle nostre spalle: grazie Maserati.

Autore: Giovanni Notaro

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