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Mercato

pubblicato il 27 novembre 2008

Quanti medici al capezzale dell'auto!

Contro la crisi fioccano i proclami di intervento, ma non esistono certezze

Quanti medici al capezzale dell'auto!

Nelle ultime settimane le preoccupazioni per la crisi finanziaria prima e successivamente per l'economia cosiddetta "reale" sono state al centro dell'attenzione dei media di tutto il mondo. Almeno con cadenza settimanale viene annunciato un piano di intervento dei governi nazionali o delle istituzioni internazionali. Naturalmente al settore dell'auto è riservato un capitolo specifico in ogni piano, trattandosi di un'industria vitale per le economie nazionali in termini di valore aggiunto e occupazione. L'opinione pubblica però è probabilmente confusa e per questo OmniAuto.it si propone di portare un contributo di chiarezza facendo il punto della situazione limitatamente al settore delle quattro ruote.

Ad oggi, per il mercato dell'auto europeo non esiste ancora un piano di intervento operativo, in nessun paese. Questo dipende dalla necessità di raggiungere innanzitutto a livello comunitario degli accordi di politica economica sui principi generali per un intervento coordinato che eviti distorsioni in tema di concorrenza. La sede in cui a livello europeo i provvedimenti potranno diventare operativi è quella del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles l'11 dicembre. Solo successivamente i governi nazionali definiranno i propri interventi.

Come riportato nella giornata odierna da numerosi organi di stampa, l'ultimo annuncio in materia è stato fatto ieri dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Durão Barroso, che ha riferito circa l'"Iniziativa Europea per le Auto Verdi". Si tratta di un pacchetto di misure da proporre al Consiglio Europeo per un importo di almeno 5 miliardi di euro per finanziare nell' Unione la ricerca e sviluppo di tecnologie per l'utilizzo di fonti energetiche non inquinanti, la sicurezza e sistemi per la fluidificazione del traffico. I fondi sarebbero forniti dalla Commissione, la Banca Europea per gli Investimenti, gli Stati membri e gli stessi produttori. A questi interventi si potranno aggiungere a livello nazionale interventi di sostegno alla domanda che spazieranno dalla riduzione eventuale e temporanea dell'IVA, riduzione tasse di registro e circolazione per i veicoli non inquinanti, sussidi per la rottamazione delle auto vecchie e altri.

Il piano Barroso sul settore rappresenta una riedizione riveduta e corretta delle proposte della Banca Europea per gli Investimenti, che saranno presentate all'Ecofin (il Consiglio dei Ministri Economici e Finanziari) la prossima settimana. La BEI ha proposto di lanciare una European Clean Transport Facility (aperta quindi ad altre modalità di trasporto come autobus, camion, treni, navi e aerei) per finanziare gli investimenti sia dal lato della domanda che dell'offerta. In altre parole potrebbero essere finanziati fino al 75% gli investimenti di Ricerca e Sviluppo in tecnologie per lo sfruttamento di energie alternative al petrolio o sistemi di abbattimento delle emissioni per i motori tradizionali, fino al 50% gli altri investimenti delle case produttrici in questi settori, oltre che quelli per costruire le reti di rifornimento per veicoli ad energia altermativa (idrogeno, elettricità ecc.). Potranno anche essere finanziati, sempre fino al 50%, anche gli acquisti di questi veicoli da parte di enti pubblici e aziende private.

Quali saranno le scelte concrete e gli orientamenti "politici" del Consiglio Europeo lo sapremo solo nelle prossime settimane. Certo è che, al di là delle ripercussioni negative della crisi che ridimensionerà il mondo dell'auto con inevitabili conseguenze sociali sull'occupazione e sui modelli di sviluppo delle società moderne, le industrie produttrici potranno concentrarsi sullo sviluppo e la produzione di veicoli ecologici grazie agli interventi che saranno varati a livello europeo e nazionale.

Autore: Redazione

Tag: Mercato , unione europea


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