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Mercato

pubblicato il 27 novembre 2008

Porsche rallenta la scalata su Volkswagen

La crisi fa slittare l'obiettivo di superare il 50% del capitale

Porsche rallenta la scalata su Volkswagen

Altro tempo. E' questo che serve a Porsche per tagliare uno dei sui traguardi più importanti: conquistare Volkswagen. La Casa di Stoccarda ha infatti dovuto rallentare la propria corsa verso la scalata a causa della crisi. "Alla luce dell'attuale congiuntura economica è sempre più improbabile che possiamo raggiungere quest'anno" il superamento del 50% del capitale (escluse le opzioni sulle azioni), ha spiegato Wendelin Wiedeking, numero uno di Porsche, che ha però specificato: "L'obiettivo resta quello di farlo il prima possibile". Intanto, proprio oggi la Commissione europea ha chiesto ufficialmente alla Germania di modificare la legge del 1960 che privatizza la Volkswagen in seguito alla sentenza della Corte di un anno fa. La Corte ha infatti ritenuto che tre disposizioni della legge Volkswagen attribuiscono diritti speciali ingiustificati ai poteri pubblici tedeschi ed oggi è scattata la seconda fase della procedura d'infrazione: se la risposta tedesca non sarà ritenuta soddisfacente da Bruxelles, la Commissione potrà riportare la Germania in Corte di giustizia.

Sul rallentamento della scalata, il direttore finanziario e vicepresidente Porsche, Holger Haerter, ha poi precisato che la società non vuole "acquistare azioni a una quotazione ridicola a livello economico. Fintanto che i prezzi delle azioni ordinarie Volkswagen" vanno oltre il valore in base al quale si intende acquistare la società, "qualsiasi acquisto di azioni ordinarie provocherebbe un'inflazione dei costi nel bilancio Porsche, il che avrebbe come risultato sensibili rischi di svalutazioni e, di conseguenza, sensibili oneri finanziari. E proprio questo si vuole evitare". Il mese scorso, la Casa di Zuffenhausen aveva annunciato di detenere il 74,1% della Volkswagen (42,6% in azioni e 31,5% in opzioni sulle azioni) e di volere arrivare al 75% l'anno prossimo. La notizia aveva fatto scattare una valanga di ricoperture sul titolo della casa di Wolfsburg, che era arrivato anche a superare quota 1.000 euro, da parte di speculatori che avevano scommesso su un calo delle azioni. Questo aveva costretto Porsche a cedere fino al 5% della controllata attraverso il regolamento di opzioni per evitare "ulteriori distorsioni di mercato" e sul caso era stata aperta un'inchiesta per appurare una possibile manipolazione dei mercati da parte di ignoti.

Wiedeking ha poi ammesso di prevedere "una significativa contrazione delle vendite nell'esercizio in corso". Nonostante i successi riportati, "anche Porsche risente del forte calo della domanda che colpisce l'auto" e per questo "sarà difficile sfuggire alla tendenza al ribasso del settore", complici soprattutto gli sviluppi imprevedibili negli Stati Uniti, il principale mercato delle supersportive tedesche. L'andamento dei primi 4 mesi (agosto-novembre, ndr), infatti, hanno evidenziato una flessione del 18% delle vendite a 25.200 unità e del 14% del fatturato, che si colloca poco sopra 2 miliardi di euro. "Ma Porsche affronterà al meglio la situazione, anche grazie alla flessibilità della produzione".

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Tag: Mercato , Volkswagen


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