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Attualità

pubblicato il 22 novembre 2008

Strisce pedonali assassine

In Europa muoiono più di 8.000 pedoni all'anno

Strisce pedonali assassine

Può sembrare un'operazione semplice, persino banale, camminare sulle strisce pedonali per raggiungere la parte opposta della strada, ma in realtà è una manovra a rischio. Ne sanno qualcosa le oltre 8.000 persone che ogni anno in Europa perdono la vita mentre attraversano le varie arterie cittadine. Per analizzare il fenomeno e comprenderne le cause, l'ACI ha condotto uno studio, insieme ad altri 17 Automobil Club internazionali, sugli attraversamenti pedonali delle maggiori città europee.

I risultati, divulgati in occasione della seconda giornata del SISS (Salone Internazionale della Sicurezza Stradale di Verona), parlano chiaro: su 215 punti di attraversamento analizzati, solo due sono stati valutati ottimi (entrambi a Londra), 116 "buoni", 69 hanno raggiunto la sufficienza e 28 sono stati bocciati. Tra le città più pericolose la prima in classifica risulta paradossalmente Bruxelles, sede delle maggiori istituzioni che definiscono provvedimenti sulla sicurezza stradale a livello internazionale. Anche la situazione di Roma non è per niente edificante: dei 15 attraversamenti esaminati nella capitale, 4 sono stati giudicati "buoni", 7 "sufficienti" e 4 "insoddisfacenti".

I problemi maggiori per la città italiana riguardano l'accessibilità e la visibilità delle strisce pedonali. Ad aggravare ulteriormente il risultato romano sono i 3 attraversamenti che entrano nel novero dei peggiori in assoluto. Tra i principali fattori di rischio riscontrati per chi si muove sulle proprie gambe, bisogna evidenziare la diffusa carenza culturale in materia di sicurezza stradale: ad esempio è sufficiente posteggiare un'auto in prossimità delle strisce per nascondere agli automobilisti i pedoni che si apprestano ad attraversare. Oltretutto, gli impianti semaforici che abbiamo nelle nostre città non aiutano chi sta a piedi, in particolare, quando si accende la luce gialla prolungata non sempre è possibile rendersi conto di quale sia il tempo effettivo disponibile per portarsi dall'altra parte della strada. Di sicuro sarebbe meglio avere dei semafori che indicano il tempo a disposizione per compiere l'operazione di attraversamento, ma attualmente una soluzione del genere è in fase di sperimentazione solo in due delle città prese in riferimento per il test: Copenaghen e Lubiana.

Autore: Valerio Verdone

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