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pubblicato il 21 novembre 2008

2007: meno incidenti sulle strade d'Italia

Calo da record, ma l'obiettivo imposto dall'UE è ancora molto lontano

2007: meno incidenti sulle strade d'Italia

Per la prima volta in Italia il numero delle vittime della strada è diminuito in maniera significativa. Nel 2007 i decessi sono calati del 9,5% rispetto al 2006, i feriti del 2% e gli incidenti su tutto il territorio del 3%. A dirlo sono i dati contenuti nel rapporto annuale sugli incidenti stradali che l'ACI e l'ISTAT hanno presentato oggi a Verona, in apertura della sesta edizione del SISS, Salone Internazionale della Sicurezza Stradale. Tuttavia, il buon risultato non basta e, parafrasando le parole del presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi, si potrebbe dire che è stata vinta solo una battaglia, non la guerra. L'Italia infatti è ancora molto lontana dall'obiettivo imposto dall'Unione Europea di dimezzare il numero delle vittime della strada rispetto al 2001. La riduzione nel nostro Paese si attesta intorno al 27,3% e, anche se l'Italia è in controtendenza nello scenario internazionale, dove l'incidentalità è tornata a crescere, questo traguardo non è sufficiente. L'obiettivo comunitario, come i lettori più attenti ricorderanno, sembra sempre più lontano e alcuni analisti ipotizzano che sarà raggiunto non più per il 2011, ma addirittura per il 2030, se non oltre.

Un'ipotesi da combattere, soprattutto se si pensa che l'incidentalità fa contare in Italia ancora 633 incidenti al giorno, in cui, come ha ricordato Gelpi, "perdono la vita 14 persone e 619 rimangono ferite". Oltre ciò, c'è da considerare il danno economico per lo Stato e per la collettività. Nel 2007 gli incidenti stradali sono letteralmente "costati" agli italiani 30,4 miliardi di euro, pari al 2% del PIL. "La diminuzione dei sinistri nell'ultimo anno ha comportato un risparmio di oltre 3 miliardi di euro - ha precisato Gelpi - che dovrebbero essere reinvestiti a favore della mobilità con un piano strutturale articolato in quattro punti: una Authority per la Mobilità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, capace di coordinare gli interventi sul territorio monitorando le spese; un nuovo Codice della Strada di 50 articoli chiari e di facile consultazione, supportato da un sistema sanzionatorio semplificato; un maggiore impegno formativo sui giovani, per i quali gli incidenti stradali rappresentano ancora la prima causa di morte; un piano di investimenti nel medio-lungo periodo per almeno 40 miliardi di euro che consenta al Paese l'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione di progetti legati all'analisi degli standard di sicurezza delle strade per intervenire soprattutto sui punti con più alto tasso di incidentalità".

Anche la Fondazione ANIA ha commentato i dati ACI-ISTAT sottolineando l'importanza di continuare nella lotta all'incidentalità e nell'attività di sensibilizzazione soprattutto dei giovani. "Bisogna che le pene vengano applicate in modo severo e si deve introdurre l'educazione stradale nelle scuole, cercare di formare in modo approfondito coloro che si apprestano a guidare ogni tipo di veicolo, migliorare lo stato delle nostre infrastrutture", ha detto Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale. In particolare, "vanno aumentati ulteriormente i controlli sulle strade da parte delle Forze dell'Ordine, fino a raggiungere una 'massa critica' tale per cui i cittadini abbiano la percezione dell'inevitabilità del controllo". Un riconoscimento particolare è andato allo sforzo delle Case costruttrici in direzione della sicurezza stradale. Gelpi ha sottolineato come i Costruttori abbiamo compiuto "notevoli i progressi nella progettazione di nuovi modelli", ma ha anche chiesto alle Case, "nell'ottica di una proficua collaborazione, un supplemento di impegno: anticipare volontariamente di due anni l'entrata in vigore della direttiva annunciata dalla UE per l'ESC (il dispositivo elettronico di controllo della stabilità meglio conosciuto come ESP) di serie dal 2012 su tutti i veicoli di nuova immatricolazione. Solo in Italia, con l'ESC avremmo una riduzione dell'80% degli incidenti dovuti a sbandata e una diminuzione del 10% dei morti, con un risparmio dei costi sociali di 1,3 miliardi di euro".

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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