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pubblicato il 12 novembre 2008

Brabham Racing, il ritorno

Dopo 16 anni, il mito dei gran premi elabora BMW

Brabham Racing, il ritorno

Il ritorno di un marchio come Brabham non è cosa da tutti i giorni e il fatto che un ex nome leggendario dei gran premi rinasca come tuner di vetture stradali è cosa ancor più rara. Eppure la Brabham Racing si ripresenta sul mercato dopo un'assenza che risale al 1992 e, abbandonati i circuiti di Formula 1 che le erano congeniali, tenta il rilancio con alcune elaborazioni su base BMW.

Al Motor Show di Essen saranno infatti presentate tre Brabham che riprendono la famosa sigla BT (dai fondatori Brabham e Turanac) per identificare altrettante nuove proposte nel campo delle vetture stradali molto speciali. La BT 92 è una reinterpretazione dell'attuale BMW M3, decisamente anabolizzata, allargata, rimodellata e calzata con ruote extra-large.
La BT 60, nome che riprende la sigla dell'ultima sfortunata monoposto del costruttore inglese, stravolge invece la poderosa M5. L'ultima creatura della nuova Brabham si rivolge invece al mercato delle SUV con grinta, si chiama BT 70 ed è una rielaborazione sportiva della BMW X6.

Dopo una gloriosa carriera durata 30 anni, costellata da 4 titoli mondiali piloti (il primo, nel 1966, con lo stesso Jack Brabham), 2 titoli costruttori e quasi 16 anni di assenza dalle scene, la Brabham Racing promette di non deludere le attese proponendo prodotti all'avanguardia nella tecnologia e nei materiali. Protagonisti saranno i nuovi sistemi frenanti specifici ad alte prestazioni, sottotelai supplementari, parti di carrozzeria in carbonio realizzate appositamente e tecniche da F1 abbinate ai massimi livelli qualitativi e di finiture.

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Tag: Motorsport , Bmw , formula 1 , tuning , piloti


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