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pubblicato il 10 novembre 2008

Pedoni, vere vittime dei pirati della strada

Ma in 3 casi su 4 il colpevole viene identificato e assicurato alla giustizia

Pedoni, vere vittime dei pirati della strada

Le vere vittime dei pirati della strada sono i pedoni. Lo sostiene l'ASAPS, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, attraverso il suo speciale Osservatorio, che denuncia nei primi 10 mesi dell'anno 245 episodi di vera "vigliaccheria stradale" (ovvero quello gravi) che hanno causato 69 vittime, 32 delle quali sono pedoni, ovvero il 46,3%, e 257 feriti ospedalizzati su un totale di 257 pari al 26,4%. Anche i ciclisti sono una categoria a rischio sulle strade visto che gli episodi di pirateria da gennaio a ottobre ne hanno causato la morte in 11 casi e il ferimento in altri 18. Il restante riguarda persone che viaggiavano su altri mezzi a due ruote (ciclomotori e motocicli) e su automobili.

Parlando ancora di categorie deboli, in questi numeri sono compresi purtroppo anche i bambini: due, infatti, sono i morti in tenera età e 9 hanno riportato lesioni la cui entità è stata talvolta tale da compromettere seriamente la qualità nella prosecuzione della loro vita.
Cosa provoca incidenti così rovinosi accompagnati dall'omissione di soccorso? In 84 casi su 188 nei quali è stato identificato, il "pirata" è risultato positivo all'alcool e a sostanze stupefacenti ovvero nel 44,9%, ma ci sono fondati motivi che questi fattori influiscano nei fatti per almeno il 60% perché spesso gli autori vengono identificati a distanza di giorni dall'accaduto, quando i test per verificare l'assunzione di alcol e di droghe non si possono più fare, e il 23,3% rimane invece ignoto.

I pirati, fortunatamente hanno però un volto nella maggior parte dei casi perché su 245 casi gravi di pirateria ben 188, pari al 76,7%, hanno avuto un autore noto e, tra questi, in 85 episodi si è proceduto all'arresto e in 103 è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria. Questi dati confermano, nella negatività generale, che le indagini delle forze di polizia sono risultate efficaci in 3 casi su 4 e questo dovrebbe fungere da deterrente per chi provoca incidenti di tal gravità da causare morti o feriti con lesioni.

I risultati dunque ci sono e anche gli strumenti legislativi. Il codice della strada infatti all'articolo 189 prevede un'ammenda fino a 1.063 euro e una sospensione della patente da uno a tre anni nel caso di omissione di soccorso con una pena che va da 6 mesi a 3 anni di reclusione. In caso poi di guida in stato di ebbrezza si va da sanzioni di tipo amministrativo (multa da 500 fino a 6mila euro, a seconda del tasso alcolemico) all'arresto con una pena fino a un anno e un minimo di reclusione di 6 mesi con la confisca del veicolo. Inoltre, dopo le recenti modifiche all'articolo 589 (sanzioni per omicidio colposo) e 590 del codice penale reati di questo tipo prevedono da 6 mesi a 5 anni e, in caso di omicidio plurimo con lesioni, fino addirittura a 15 anni di pena. Tuttavia si deve e si può fare di più per prevenire. "La guardia - conclude l'ASAPS - non deve essere assolutamente abbassata. Le forze di contrasto vanno rafforzate. Questa, piaccia o non piaccia, è una guerra".

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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