dalla Home

Mercato

pubblicato il 10 novembre 2008

Nessun matrimonio tra GM e Chrysler

Terzo trimestre negativo per GM e Ford, mentre Chrysler cerca un altro alleato

Nessun matrimonio tra GM e Chrysler

GM ha rinunciato alla fusione con Chrysler, questo significa che il colosso da oltre 10 milioni di auto l'anno e più di 200 mila dipendenti non nascerà, almeno per il momento. L'accordo, che sembrava ormai prossimo, non si farà perché GM ha deciso di risolvere prima altre questioni interne, come ha detto il presidente e Chief Operating Officer di GM, Fritz Henderson, secondo cui tale operazione "avrebbe avuto molti aspetti positivi, ma alla fine la domanda è stata: quali sono le priorità?". Innanzitutto le perdite consistenti del terzo trimestre 2008. General Motors, come Ford, dopo aver incassato in ottobre ulteriori crolli nelle vendite sul mercato interno (rispettivamente -30,2% e -45,1%), ha presentato in rosso i bilanci relativi agli ultimi tre mesi.

General Motors ha annunciato per l'ultimo trimestre perdite per 2,5 miliardi di dollari, che fanno salire il triste monte dei primi nove mesi a 16,2 miliardi. Per arginare tutto questo, GM ha aggiunto al piano già in corso, per il risparmio per 15 miliardi di dollari, un altro da 5 miliardi che prevede un taglio di 2,5 miliardi di dollari per i costi strutturali e di 3.600 persone, altrettanti nelle attività di ricerca a sviluppo. I vertici di Detroit si sono infatti affrettati a sottolineare che sarà lasciato intatto il budget dedicato ai progetti rivolti al futuro, come l'ibrido e l'elettrico ad autonomia estesa Chevrolet Volt. Anche per l'ex numero uno mondiale c'è da riallineare la gamma ai bisogni del mercato interno sfruttando le piattaforme dedicate inizialmente a modelli nati in Europa e Corea e attuando anche in questo caso il downsizing dei motori.

Nello stesso periodo preso in esame, Ford ha perso 2,9 miliardi di dollari a fronte dei 2,5 dello stesso periodo del 2007, quasi tutti imputabili ai risultati nel Nordamerica, mentre il marchio ha continuato a guadagnare in Europa e soprattutto in Sudamerica con la tenuta sostanziale di Mazda e una perdita consistente, invece, da parte di Volvo che soffre di un calo delle vendite soprattutto negli USA. Il dato più allarmante è invece quello relativo ai primi nove mesi del 2008, durante il quale Ford ha bruciato ben 15,7 miliardi di dollari, 7,7 dei quali solo nell'ultimo trimestre, facendo salire l'indebitamento totale a 26,1 miliardi. Una situazione che il Costruttore conta di poter risolvere con interventi strutturali, come i tagli al personale, risparmi sui costi integrando le attività a livello globale, cessione di ulteriori cespiti ritenuti non strategici e l'offerta di una gamma di modelli sempre più piccoli ed efficienti, attingendo, come già annunciato, al serbatoio europeo in tema di modelli e di motorizzazioni. L'obiettivo sarebbe quello di risparmiare tra i 14 e 17 miliardi dollari entro il 2010.

Intanto, dopo l'abbandono di GM e lo stop della trattativa tra Cerberus (il fondo privato che controlla il Costruttore di Auburn Hills) e l'Alleanza Nissan-Renault - che avrebbe dovuto prendersi la fetta di Jeep - sembrerebbe che Chrysler abbia deciso di riaprire il canale sia con la stessa Alleanza che con Hyundai. Segno che il colosso americano non demorde nella ricerca di un partner.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Ford


Top