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Motorsport

pubblicato il 5 novembre 2008

Montezemolo sul finale di F1: contento a metà

Un commento alla dichiarazione del Presidente

 Montezemolo sul finale di F1: contento a metà

Il Presidente Luca di Montezemolo ha recentemente dichiarato "In tanti anni di Formula Unonon avevo mai visto un finale di campionato così incredibilmente emozionante . Avevo sempre detto che avremmo lottato fino all'ultima curva dell'ultimo Gran Premio ed è proprio quello che è accaduto al termine di una gara intensissima. Aver vinto per l'ottava volta in dieci anni, un risultato che non ha eguali in nessuno sport di squadra a livello mondiale, dimostra che siamo un gruppo straordinario. Abbiamo vinto grazie ad una squadra che si è profondamente rinnovata in questi due anni, facendo crescere tanti giovani dall'interno. Ci sono stati errori e momenti difficili ma tutti hanno saputo reagire nella maniera giusta, rimanendo uniti e non mollando mai. Un pensiero particolare va a Felipe, che ieri ha tagliato il traguardo da campione del mondo e poi si è visto sfuggire il titolo pochi secondi dopo. Infine, voglio fare i complimenti a Lewis Hamilton, il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, è stato un avversario fortissimo che ha vinto meritatamente, seppure per un soffio. L'anno prossimo avrà il numero 1 sulla sua macchina ma di una cosa può stare certo: faremo del nostro meglio per riportare quel numero su una Ferrari."

In poche righe la sintesi di un mondiale dal finale tanto rocambolesco quanto salomonico. La Ferrari deve molto a Massa che, senza le rotture motore e gli errori ai box, probabilmente si sarebbe presentato in Brasile con una situazione in campionato di maggiore tranquillità e, visto il suo rendimento in prove e gara, si sarebbe potuto attendere un diverso epilogo di campionato. Dall'altra la McLaren deve ringraziare Hamilton che è rimasto freddo, aggressivo e concentrato per tutto l'arco del campionato. Tuttavia sia la McLaren che il suo pilota, debbono ringraziare meteo e accadimenti in pista, del tutto inaspettati nella loro successione:Vettel che prima della gara aveva dichiarato che avrebbe corso per se stesso e per la sua squadra senza guardare in faccia nessuno (così ha fatto = mondiale perso per Hamilton); Giove Pluvio, come tutti gli Dei capriccoso ed imprevedibile, ha giocato con i destini degli uomini. Glock, o per meglio dire la Toyota che ha puntato tutto sulle slick, soggiacendo ai capricci del tempo invece di conquistare quel quarto posto che ha perso a due curve dalla fine, le due curve più significative non solo di tutto il mondiale ma probabilmente dell'intera storia della Formula Uno degli ultimi venti anni; più d'uno ha avanzato dubbi sul comportamento in pista di Glock e su supposti favoritismi; in realtà il suo ritmo si è alzato in funzione del rendimento delle gomme slick, che gli hanno fatto perdere, rispetto ad Hamilton, attorno ai 3, 9 e 5 secondi nei tre settori di pista (3 all'inizio della pioggia, 9 nel tratto inondato e 5 nell'ultimo, bagnato in modo "intermedio".

La McLaren ha sempre dichiarato che avrebbe suggerito ad Hamilton una condotta conservativa e quella prudenza che, lo scorso anno, costò il Mondiale al pilota. Hamilton ha eseguito, ma ha veramente rischiato grosso, troppo saremmo portati a dire; immaginate se avesse perso, a due curve dalla fine, che massa di critiche sarebbe piovuta sulla squadra e sulla sua "remissività". D'altronde la sorte - sostenuta in questo caso da ampio merito e da crediti pregressi - ha ricomposto i tasselli: Napoleone, quando qualcuno gli proponeva la nomina di un nuovo generale chiedeva sempre, al di là dei meriti: ma é fortunato?

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , Ferrari , formula 1 , VIP , piloti


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